Le conseguenze del nuovo provvedimento emanato dal Dicastero per la Dottrina della Fede nei confronti della Fraternità Sacerdotale San Pio X si fanno sentire anche in Umbria.
Con una comunicazione ufficiale indirizzata ai sacerdoti e ai fedeli della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, l'amministratore diocesano don Matteo Antonelli richiama l'attenzione sulla gravità della situazione venutasi a creare dopo il recente atto compiuto a Écône, in Svizzera, e rivolge un appello a quanti frequentano le comunità legate alla Fraternità.
«Vi supplico come vostro fratello e padre: non anteponete una pur legittima sensibilità rituale alla piena e visibile comunione con la Chiesa Cattolica», scrive don Antonelli nella lettera che sarà letta nelle chiese della diocesi e diffusa ai fedeli.

La presa di posizione della Diocesi segue il decreto pubblicato il 2 luglio 2026 dal Dicastero per la Dottrina della Fede.
Il provvedimento riguarda la consacrazione episcopale di quattro nuovi vescovi da parte di monsignor Alfonso de Galarreta, avvenuta senza il mandato pontificio richiesto dal diritto canonico. Secondo la Santa Sede, questo gesto costituisce un atto di natura scismatica, in aperta violazione della disciplina ecclesiastica.
Per questo motivo il Dicastero ha dichiarato che monsignor Alfonso de Galarreta e i quattro sacerdoti consacrati sono incorsi nella scomunica "latae sententiae". Analoga sanzione è stata dichiarata anche nei confronti del vescovo Bernard Fellay, che, come precisato nel decreto, «ha aderito pubblicamente all'atto scismatico partecipando direttamente alla celebrazione come coconsacrante».
Nella nota esplicativa richiamata anche dalla Diocesi di Terni si afferma che, in conseguenza dell'atto di Écône, i ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X devono essere considerati formalmente in stato di scisma.
Don Antonelli riprende fedelmente questo passaggio, ricordando ai fedeli che l'esercizio del ministero da parte dei sacerdoti della Fraternità è ritenuto illecito e richiama inoltre gli effetti canonici che derivano dalla situazione creatasi.
La comunicazione precisa infatti che il sacramento della Penitenza amministrato dai ministri della Fraternità e il matrimonio celebrato con la loro assistenza sono invalidi, poiché manca la necessaria facoltà prevista dal diritto della Chiesa.

La parte più intensa della lettera è rivolta direttamente ai fedeli che, anche nel territorio della diocesi ternana, frequentano abitualmente le comunità della Fraternità San Pio X.
Don Antonelli riconosce il valore della loro sensibilità spirituale e liturgica, evitando ogni tono polemico.
«Comprendo profondamente il vostro sincero amore per la sacra liturgia, per il senso del sacro e per la venerabile tradizione della Chiesa», scrive. Ma subito dopo rivolge un invito chiaro: «Vi supplico come vostro fratello e padre: non anteponete una pur legittima sensibilità rituale alla piena e visibile comunione con la Chiesa Cattolica».
Secondo l'amministratore diocesano, la permanenza in una struttura considerata scismatica comporta conseguenze che non riguardano soltanto il piano disciplinare, ma anche quello sacramentale e della comunione ecclesiale.
Nel documento emerge anche un forte accento pastorale.
Don Antonelli ribadisce infatti che l'obiettivo della Chiesa non è quello di escludere, ma di favorire il ritorno alla piena comunione ecclesiale.
«Le porte della Chiesa sono e resteranno sempre spalancate per accogliervi», afferma nella parte conclusiva dell'appello, invitando quanti appartengono o sono vicini alla Fraternità a ritrovare pienamente la comunione con il Papa e con i vescovi in comunione con lui.
Lo stesso documento chiede ai sacerdoti della diocesi di accogliere questa situazione con carità pastorale ma anche con fermezza dottrinale, aiutando i fedeli a comprendere la gravità dello scisma senza alimentare contrapposizioni, e invitandoli a essere disponibili ad amministrare con particolare attenzione il sacramento della Riconciliazione per quanti desiderassero rientrare pienamente nella comunione ecclesiale.

A conferma dell'importanza attribuita alla vicenda, don Matteo Antonelli dispone che la comunicazione venga letta integralmente durante le Messe domenicali del prossimo fine settimana e diffusa attraverso i canali informativi della diocesi e gli albi parrocchiali, affinché tutti i fedeli siano adeguatamente informati sulla portata del provvedimento adottato dalla Santa Sede.
La presa di posizione della Diocesi di Terni-Narni-Amelia rappresenta così la prima risposta ufficiale in Umbria ai recenti provvedimenti del Dicastero per la Dottrina della Fede e richiama con forza il valore della comunione ecclesiale come elemento essenziale della vita della Chiesa.
Un invito che, pur nella fermezza delle indicazioni canoniche, conserva un tono pastorale rivolto soprattutto a quanti, per amore della tradizione liturgica, sono chiamati oggi a compiere una scelta di piena appartenenza alla Chiesa cattolica.