14 Mar, 2026 - 09:05

Sciopero cantieri pulizie all’Ospedale di Terni il 3 aprile: la battaglia di Flaica-Cub per la domenica pagata

Sciopero cantieri pulizie all’Ospedale di Terni il 3 aprile: la battaglia di Flaica-Cub per la domenica pagata

La domenica, per chi lavora in un ospedale, non è un giorno come gli altri. E proprio attorno al valore di quel giorno, e alla sua mancata remunerazione, si è aperta una vertenza destinata a bloccare i servizi di pulizia all’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni. La Flaica CUB Umbria ha proclamato uno sciopero per il 3 aprile dei lavoratori impiegati nel cantiere gestito da Dussmann Service, dopo che il tentativo di mediazione in Prefettura si è risolto in un nulla di fatto. Al centro della disputa, il mancato riconoscimento della maggiorazione per il lavoro domenicale, che l'azienda ritiene non prevista dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) Multiservizi.

L’incontro in Prefettura doveva servire a ricucire lo strappo. Si è chiuso, invece, con una frattura netta. Secondo quanto riferito dal sindacato, la Dussmann ha blindato la propria posizione, respingendo qualsiasi ipotesi di confronto locale e ribadendo che l’eventuale trattativa sulla domenicalità può svolgersi solo a livello nazionale con le sigle firmatarie del contratto. Una linea che la Flaica CUB respinge al mittente, allargando la contestazione ai sindacati che quel contratto lo hanno sottoscritto.

“Già questo basterebbe a dimostrare quanto chi ha firmato il CCNL (CGIL, CISL e UIL) abbia accettato un accordo che penalizza i lavoratori, avallando di fatto le posizioni delle associazioni datoriali”, si legge nella nota sindacale. E l’interrogativo degli autonomi sorge spontaneo: “Ci chiediamo allora perché, in occasione del rinnovo del contratto nazionale avvenuto a metà 2025, non sia stata inserita proprio lì la maggiorazione per il lavoro domenicale. Per quale motivo si dovrebbe aprire ora un tavolo nazionale a distanza di pochi mesi dal rinnovo?”.

La domenica “come un altro giorno” e il confronto con altri settori

A inasprire il clima, una motivazione aggiuntiva portata dall’azienda nel corso del tentativo di conciliazione. Nel comunicato allegato al verbale della Prefettura, la Dussmann avrebbe sostenuto che, nell’attuale organizzazione sociale, la domenica ha perso la sua specificità, al pari di quanto accade per manifestazioni culturali e sportive che si tengono abitualmente anche in quel giorno. Una tesi che il sindacato giudica irricevibile.

“Una considerazione facile da fare quando si percepiscono compensi ben diversi da quelli dei lavoratori”, replica la Flaica CUB, che rivendica la natura peculiare del giorno festivo. “La Flaica CUB ribadisce con forza che la domenica resta un giorno di festa”. Il sindacato porta anzi a sostegno della propria tesi l’esempio di altri comparti: “Ricordiamo inoltre all’azienda che, pur essendo contrari alle aperture domenicali, in molti settori - come nel commercio - il lavoro domenicale prevede almeno una maggiorazione del 30% e un riposo compensativo. In questo caso invece si pretende che i lavoratori prestino servizio la domenica senza alcun riconoscimento economico, solo per soddisfare le esigenze dell’azienda”.

La giurisprudenza che cambia e il precedente del “tempo tuta”

La vertenza si gioca anche sul terreno legale. Nel tentativo di sostenere la propria interpretazione, Dussmann avrebbe citato alcune sentenze - cinque in totale, la più recente delle quali risale al 2019 - che deporrebbero a favore della tesi contrattuale. Ma per il sindacato, la giurisprudenza ha fatto passi da gigante in questi anni.

“Da allora, però, numerose sentenze, anche della Corte di Cassazione, si sono espresse a favore dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, dimostrando come l’orientamento giurisprudenziale si stia consolidando in senso opposto rispetto alle tesi aziendali”, afferma la Flaica CUB, che vede in questa vicenda un ripetersi di dinamiche già affrontate in passato. “Una situazione già vista in passato, ad esempio nella vertenza sul cosiddetto ‘tempo tuta’”.

La sensazione, per i rappresentanti dei lavoratori, è che quando la contrattazione nazionale arranca o lascia scoperti diritti fondamentali, sia inevitabilmente la magistratura del lavoro a dover ristabilire un equilibrio e riconoscere tutele negate.

Per queste ragioni, lo sciopero del 3 aprile è stato confermato. I lavoratori del cantiere Dussmann dell'Azienda Ospedaliera di Terni incroceranno le braccia, portando la loro battaglia davanti ai cancelli della struttura. Una mobilitazione che riporta in primo piano il nodo irrisolto della qualità del lavoro negli appalti pubblici e dei costi della flessibilità nei servizi essenziali, in un contesto di margini contrattuali ridotti e di crescente pressione economica sul sistema sanitario umbro. La tenuta dei reparti, anche di domenica, passa anche dalle mani di chi quei reparti li pulisce. E che, per ora, quella fatica in più non la vede riconosciuta in busta paga.

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Federico Zacaglioni
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