Il ruggito delle Superbike ha squarciato il silenzio dell’Algarve: si è ufficialmente aperta la caccia al crono nel Gran Premio del Portogallo 2026. Dopo la lunga sosta seguita al round inaugurale di Phillip Island, i piloti in mattinata sono tornati a solcare l’asfalto di Portimão per la prima sessione di prove libere, inaugurando un weekend che si è preannunciato rovente sin dai primi passaggi.
A dettare il ritmo in queste FP1 è stato un sontuoso Sam Lowes. Il britannico, in sella alla Ducati del team ELF Marc VDS, ha fermato le lancette su un ottimo 1:40.287, dimostrando di aver trovato immediatamente il feeling ideale con i saliscendi portoghesi. Non è rimasto a guardare Nicolò Bulega: l’azzurro ha tallonato il leader per tutta la sessione, chiudendo con un gap millesimale di appena 0.004 secondi. Una dimostrazione di forza che ha confermato la solidità della Ducati ufficiale, anche se Bulega non ha mai dato l'impressione di voler affondare il colpo decisivo. A chiudere il cerchio dei migliori è stato l’altro gemello Lowes, Alex, che ha portato la Bimota in terza posizione a 155 millesimi dalla vetta.
Sotto i riflettori c'è stato inevitabilmente anche Danilo Petrucci. Il ternano, al suo secondo weekend ufficiale con la BMW, ha continuato il delicato processo di adattamento alla moto bavarese dopo l'addio a Borgo Panigale. "Petrux" ha lavorato sodo per affinare l’assetto, chiudendo la mattinata con un incoraggiante nono tempo. Il distacco di 736 millesimi dal leader ha raccontato di una progressione costante: Danilo ha cercato il limite senza forzare troppo, consapevole che il potenziale per risalire la china è ancora tutto da esplorare. I segnali sono stati positivi e il feeling è sembrato crescere giro dopo giro. “Proviamo sempre ad essere i più veloci: tutti vogliono esserlo, ma non ci sono grandi aspettative per questo weekend”. Queste le parole di Danilo Petrucci, ieri, alla vigilia di Portimão. “Puntiamo a fare un passo avanti rispetto all'Australia -ha continuato Petrucci-. Stiamo imparando a conoscere la moto e, pur sentendo un grande potenziale, non siamo ancora riusciti a esprimerlo tutto. Forse questa pista ci darà una mano”
“Non ci sono problemi sulla moto. Mi devo semplicemente adattare -ha aggiunto il ternano-. Non siamo così lontani, ma ci sono dieci piloti in mezzo secondo. Nei test eravamo più vicini”. Naturalmente poi, c’è da sottolineare, che il feeling con la moto non si trova certo da un minuto all’altro: “Mi piacerebbe trovarmi in simbiosi totale con la moto già da domani, ma so che serve tempo. In ogni caso, scendo in pista con la mentalità di chi vuole vincere: il mio obiettivo è raggiungere il massimo della forma il prima possibile. Qui mi trovo bene e il team sta lavorando molto bene. La diifferenza tra team indipendente e ufficiale? Cambia il numero di persone che lavora per il pilota. Si può raggiungere un risultato migliore in tempo minore -ha concluso Petrucci- ma sono le persone a fare la differenza”.
Inaugurato nel novembre 2008, l’Autodromo Internacional do Algarve è un vero polo multifunzionale che unisce motori, sport e ospitalità. Il circuito, lungo 4,59 km, è celebre per il suo layout mozzafiato: soprannominato "rollercoaster", è un susseguirsi di brusche pendenze e spettacolari scollinamenti ciechi (come quelli che portano alle curve 9 e 12). Con 15 curve totali e un rettilineo principale da quasi un chilometro che si tuffa nella prima staccata, offre una sede stradale larga 18 metri ideale per sorpassi e velocità.