L’Umbria custodisce il suo nome tra le storie più belle del proprio calcio, con la promessa silenziosa che il tempo non potrà mai sbiadire. Per Francesco Magnanelli, nato all’ombra di Umbertide, le radici non sono un ricordo, ma la linfa che ha alimentato un sogno diventato col tempo importante. Tutto è cominciato quando era poco più che un bambino, a soli sedici anni, con il debutto tra i professionisti con la maglia del Gubbio, dopo il settore giovanile in rossoblù. Giovanissimo a quel tempo, ma già molto forte e con una mentalità da navigato. Storico e nel cuore di tutti gli eugubini infatti, quell’assist nel derby al “Luzi” contro il Gualdo per la testa del “Cobra” Clementi che valse il gol della vittoria (1-2), in una delle sue prime partite tra i grandi. Da lì, è partita una scalata epica verso l'olimpo del calcio che conta, legando indissolubilmente il proprio destino al Sassuolo del compianto Cavaliere Giorgio Squinzi. Di quella favola è diventato il capitano e il simbolo eterno, collezionando oltre 500 battaglie tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League.
Finita l'era da guerriero del centrocampo, per Magnanelli il richiamo della panchina è stato immediato. Ha appreso l'arte del comando studiando accanto ad un certo Max Allegri, prima nella Juventus e poi la scorsa stagione nello staff tecnico del Milan, guidando nel mezzo (2024-2025) i ragazzi della Primavera bianconera. Anni trascorsi a rubare segreti tattici e a respirare l'aria dei grandissimi club. Ma per un leader come lui, il ruolo di spalla sta diventando un pò stretto, perché ha voglia di mettersi in gioco e provare una nuova avventura. È arrivato il momento di slegarsi dal passato, di prendersi la scena e fare il grande salto da primo allenatore. Il suo nome ora risuona forte nei pensieri della Carrarese, pronta ad affidargli le chiavi della squadra in serie B. Una nuova avventura insomma potrebbe cominciare, e la sua Umbria lo guarderà da lontano e farà il tifo per lui, sempre fiera del suo campione.

La Carrarese ed Antonio Calabro sono ormai a un passo dalla separazione ufficiale. Il tecnico pugliese, dopo due stagioni e mezzo storiche sulla panchina dei marmiferi, risolverà consensualmente il proprio contratto per legarsi immediatamente al Padova. Superati gli ultimi ostacoli burocratici grazie a un accordo cordiale tra le parti, la società apuana è ora concentrata al massimo sulla scelta del successore. Il patron Manrico Gemignani -come riporta nell’edizione odierna il Corriere dello Sport- ha già avviato i colloqui. Per la panchina gialloblù, oltre a Magnanelli, restano vivi i nomi di Pagliuca, Gorgone, Evani e Galloppa, senza escludere altre candidature autorevoli come quelle di Turati, Coppitelli, Andreazzoli e Calori.
Magnanelli ha lasciato il calcio giocato nel 2022, precisamente il 22 maggio (Sassuolo-Milan 0-3) dopo aver scritto pagine indelebili nella storia dei neroverdi, club in cui è arrivato nel lontano 2005 in Serie C2. Con ben 520 presenze ufficiali, il centrocampista è il primatista assoluto nella storia della società emiliana. Il regista è stato il pilastro e il leader emotivo di una scalata memorabile, capace di trascinare la squadra dai campi della quarta serie fino ai palcoscenici internazionali dell'Europa League nella stagione 2016/2017. Questo percorso unico e fedele lo consacra per sempre come una leggenda eterna del club neroverde. Ora un nuovo capitolo da allenatore. Un altro mondo, un altro modo di vivere il calcio, nel quale però saprà muoversi senza particolari problemi, vista la grandissima esperienza maturata da calciatore.