02 Aug, 2026 - 11:30

Sant’Ubaldo al Col di Lana, cento eugubini alla commemorazione dei Caduti della Grande Guerra

Sant’Ubaldo al Col di Lana, cento eugubini alla commemorazione dei Caduti della Grande Guerra

La storia di Gubbio torna a intrecciarsi con quella del Col di Lana e di Pian dei Salesei, luoghi profondamente segnati dalla Prima guerra mondiale e dal sacrificio di migliaia di soldati.

Anche quest’anno una numerosa delegazione eugubina ha raggiunto il Bellunese per partecipare alla commemorazione dei Caduti della Grande Guerra.

A guidare la presenza cittadina è l’associazione Eugubini nel Mondo, che da anni favorisce e organizza la partecipazione a questo appuntamento. Secondo quanto riferito dal presidente, Mauro Pierotti, sono circa cento gli eugubini presenti.

«È una presenza che la nostra associazione favorisce e organizza ormai da anni», ha spiegato Pierotti, sottolineando il valore storico, civile e spirituale dell’iniziativa.

Il rapporto tra Gubbio e questi luoghi è legato anche alla memoria dei numerosi soldati eugubini che combatterono sul fronte dolomitico durante la Prima guerra mondiale. A Pian dei Salesei è stato realizzato un Sacrario militare che conserva il ricordo dei caduti e rappresenta ancora oggi uno dei principali luoghi della memoria del conflitto.

La Festa dei Ceri al fronte nel 1917

Il legame con il Col di Lana richiama inevitabilmente la Festa dei Ceri del 15 maggio 1917, celebrata dai soldati eugubini impegnati al fronte.

In condizioni drammatiche, lontani dalla città e dalle proprie famiglie, quei militari riuscirono a rinnovare simbolicamente il rito più profondo dell’identità eugubina. La Festa celebrata in guerra è rimasta nella memoria collettiva come testimonianza di appartenenza, fede e resistenza morale.

Nel 2017, in occasione del centenario di quell’evento, i Ceri tornarono sul Col di Lana. Fu un momento di particolare intensità, destinato a rinnovare il rapporto tra Gubbio e il luogo nel quale i soldati avevano voluto mantenere viva la tradizione anche nel pieno del conflitto.

Nella cappella sono ancora conservati i Ceri realizzati nel 2017 in memoria di quella Festa celebrata un secolo prima.

Pierotti ha però precisato che la partecipazione odierna non è dedicata esclusivamente al ricordo della celebrazione ceraiola, ma alla commemorazione di tutti i Caduti.

«La presenza in questa occasione è esclusivamente dovuta alla commemorazione dei Caduti della Grande Guerra, indipendentemente dalla bandiera sotto cui hanno combattuto», ha affermato.

Le bandiere italiana, austriaca ed europea

Il significato più forte della cerimonia è rappresentato dalla presenza congiunta delle bandiere italiana, austriaca ed europea sulla vetta del Col di Lana.

In uno dei luoghi nei quali italiani e austro-ungarici si affrontarono duramente, oggi le insegne dei due Paesi sventolano insieme nel segno della memoria condivisa e della riconciliazione.

«Non è un caso che alla commemorazione partecipino congiuntamente soldati italiani e austriaci», ha osservato Pierotti. «In questo giorno la bandiera austriaca torna a sventolare insieme a quella italiana e a quella europea in vetta al Col di Lana».

La presenza della bandiera europea attribuisce alla cerimonia un significato ulteriore. Il ricordo della guerra non viene utilizzato per riaprire le divisioni del passato, ma per riaffermare il valore della pace costruita tra popoli un tempo nemici.

Il Col di Lana diventa così non soltanto un luogo della memoria nazionale, ma uno spazio europeo di riconciliazione.

Sant’Ubaldo come santo della riconciliazione

Accanto alla cappellina si trova la statua di Sant’Ubaldo, portata sul Col di Lana nel 2012. La sua presenza assume un valore particolare all’interno della commemorazione.

Il patrono di Gubbio viene richiamato nella sua veste di «Santo della riconciliazione», capace di rappresentare il superamento delle ostilità e il ritorno a una memoria condivisa.

La statua collocata sulla montagna costituisce un segno stabile del rapporto tra la città eugubina e il territorio bellunese. Ma rappresenta anche un simbolo più ampio: la possibilità di trasformare un luogo di morte e contrapposizione in uno spazio di incontro.

La memoria dei caduti non distingue infatti il dolore sulla base della divisa indossata. Italiani e austriaci furono coinvolti nella stessa tragedia, costretti a combattere su un fronte durissimo, segnato dalle condizioni ambientali estreme e dalla violenza della guerra.

La delegazione istituzionale e cittadina

Oltre ai rappresentanti dell’associazione Eugubini nel Mondo, alla commemorazione hanno preso parte diversi consiglieri comunali di Gubbio, insieme al sindaco Vittorio Fiorucci.

La partecipazione istituzionale conferma l’importanza attribuita dalla città a un appuntamento che non riguarda soltanto le associazioni d’arma o i familiari dei caduti, ma l’intera comunità eugubina.

La presenza di circa cento cittadini dimostra inoltre come il rapporto con il Col di Lana continui a essere vivo. Non si tratta di una commemorazione formale, ma di un pellegrinaggio civile che rinnova ogni anno un vincolo storico consolidato.

Una memoria che unisce

La commemorazione sul Col di Lana conserva dunque molteplici significati. Ricorda i soldati eugubini della Grande Guerra, la Festa dei Ceri celebrata al fronte nel 1917, il ritorno dei Ceri nel 2017 e la collocazione della statua di Sant’Ubaldo nel 2012.

Ma soprattutto trasforma la memoria del conflitto in un messaggio contemporaneo.

Le bandiere italiana e austriaca, affiancate da quella europea, dimostrano che il ricordo non deve essere utilizzato per alimentare nuove contrapposizioni. Sant’Ubaldo, nella sua funzione simbolica di santo della riconciliazione, accompagna questo passaggio dalla guerra alla pace.

A più di un secolo dal conflitto, Gubbio continua così a salire sul Col di Lana non per celebrare una vittoria militare, ma per onorare tutti i caduti e affermare che la memoria più autentica è quella capace di unire.

 

(foto 1, 2, 3: Cronaca Eugubina)

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Mario Farneti
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