Un nuovo episodio di inciviltà e di pericolo ha riportato l’attenzione sul castello di Sant’Eraclio, dove negli ultimi mesi si stanno moltiplicando atti vandalici e comportamenti irresponsabili da parte di gruppi di giovanissimi.
A segnalare l’accaduto sono stati i componenti della Comunanza Agraria di Sant’Eraclio, che durante un sopralluogo effettuato nella giornata di ieri hanno scoperto che un gruppo di ragazzini era tornato a prendere di mira lo storico complesso medievale.
Se nei mesi passati si erano registrati episodi di lancio di pietre nei vicoli del borgo e perfino un principio di incendio, questa volta la situazione appare ancora più inquietante.
Alcuni giovani, infatti, hanno trasformato i tetti delle abitazioni e parte delle mura castellane in un improvvisato percorso di parkour, con evidenti rischi per la sicurezza e per la conservazione del patrimonio storico.

Secondo quanto emerso dal sopralluogo, i ragazzi sarebbero saliti sui tetti di alcune abitazioni all’interno del castello utilizzandoli come piattaforme per salti e acrobazie.
Il comportamento richiama la pratica del parkour, disciplina urbana nata negli anni Novanta che consiste nel superare ostacoli architettonici con movimenti atletici, salti e arrampicate.
Il problema, tuttavia, è che il contesto in cui si sono svolte queste acrobazie non è affatto adatto a questo tipo di attività.
Le mura medievali, i tetti in laterizio e le strutture antiche del castello rappresentano infatti superfici fragili e irregolari, dove una caduta potrebbe avere conseguenze gravissime.
Come se non bastasse, durante l’ultima incursione qualcuno avrebbe addirittura portato una bicicletta sul tetto di una delle abitazioni interne al borgo, proprio su un edificio interessato da interventi di manutenzione.
Un gesto che lascia perplessi e che dimostra quanto la situazione sia ormai fuori controllo.
Il riferimento al parkour non è casuale. Questa disciplina, oggi diffusa in tutto il mondo, nasce in Francia alla fine degli anni Novanta.
Il suo fondatore è David Belle, atleta francese che sviluppò questa tecnica ispirandosi agli insegnamenti del padre Raymond Belle, ex militare addestrato nel cosiddetto “parcours du combattant”, un metodo di allenamento basato sul superamento rapido di ostacoli.
Il parkour si fonda su un principio semplice: muoversi nello spazio urbano nel modo più rapido ed efficiente possibile, superando muri, ringhiere, scale e altri elementi architettonici.
Chi pratica questa disciplina viene chiamato “traceur” e utilizza tecniche di salto, arrampicata, rotolamento e equilibrio.
Con il tempo il parkour è diventato una vera cultura urbana, diffusa soprattutto tra i giovani grazie a film, videogiochi e social network.
Ma gli stessi fondatori della disciplina hanno sempre sottolineato un aspetto fondamentale: il parkour deve essere praticato con responsabilità e in contesti sicuri, non su edifici storici o luoghi pericolosi.
Di fronte a quanto accaduto, la Comunanza Agraria di Sant’Eraclio ha espresso forte preoccupazione.
Il presidente Mauro Marchionni ha parlato apertamente di una situazione ormai insostenibile.
«Siamo in presenza di una situazione inquietante e pericolosissima», ha dichiarato.
«Stiamo facendo molto per rilanciare questa realtà a servizio del borgo, della comunità cittadina, dei pellegrini e dei turisti. Trovarsi a dover fare i conti sempre più spesso con episodi di questo tipo è davvero assurdo».
Marchionni ha ricordato che negli ultimi tempi sono stati registrati diversi atti vandalici, tra cui lanci di pietre nei vicoli, furti e perfino un episodio di incendio doloso.
Proprio per contrastare questi comportamenti, la Comunanza Agraria ha deciso di installare una telecamera di videosorveglianza.
La scelta ha suscitato qualche polemica, ma i responsabili dell’ente precisano che l’installazione è avvenuta nel pieno rispetto delle strutture storiche.
«La telecamera è stata montata su un supporto in legno, senza intaccare in alcun modo le mura del castello», ha spiegato Marchionni.
«C’è stato chi ha sollevato un caso politico senza nemmeno informarsi sulla situazione reale. Serve collaborazione, non una caccia alle streghe».

Anche Massimiliano Soli, altro componente della Comunanza Agraria, ha ribadito la necessità di proteggere il borgo da comportamenti irresponsabili.
«L’installazione della telecamera è stata decisa dal Consiglio proprio a seguito dei ripetuti atti di vandalismo», ha spiegato.
«In diverse occasioni ignoti hanno arrecato disturbo ai residenti e provocato danni all’area interna del castello. Episodi spesso riconducibili a gruppi di giovani che agiscono senza rendersi conto dei rischi».
La vicenda solleva una questione più ampia: il rapporto tra giovani, spazi urbani e patrimonio storico.
Il parkour nasce come forma di libertà e creatività nello spazio cittadino, ma quando viene praticato in luoghi fragili o pericolosi, come i tetti di un borgo medievale, può trasformarsi in una vera minaccia.
Nel caso del castello di Sant’Eraclio il pericolo non riguarda solo la sicurezza dei ragazzi, ma anche la tutela di un patrimonio architettonico secolare.
Ed è proprio questo il punto su cui insistono i responsabili della Comunanza Agraria: difendere il castello non significa solo proteggere le mura, ma anche evitare che comportamenti imprudenti possano trasformarsi in tragedie.