08 May, 2026 - 08:00

Sanità Umbria, la Giunta Proietti chiude il 2025 con un utile di 100mila euro ma l’opposizione denuncia un disavanzo nascosto da 233 milioni

Sanità Umbria, la Giunta Proietti chiude il 2025 con un utile di 100mila euro ma l’opposizione denuncia un disavanzo nascosto da 233 milioni

La Giunta Proiettti ha un numero da difendere: 99.365,97 euro. È l’utile complessivo del 2025 delle quattro aziende sanitarie umbre, il primo segno positivo dopo cinque anni di disavanzo. Il centrodestra ha un altro numero da opporre: 233 milioni di euro. È il rosso che secondo l’opposizione le stesse aziende nasconderebbero nei propri bilanci reali. In mezzo, il Tavolo nazionale di verifica (Mef e Ministero della Salute) ha certificato l’equilibrio dei conti, scongiurando procedure sanzionatorie. Ma la pace dei contabili è durata lo spazio di un’Aula. Perché pochi minuti dopo la relazione della presidente, i consiglieri di centrodestra hanno rovesciato la narrazione: le ASL e le Aziende Ospedaliere avrebbero bisogno di oltre 100 milioni di euro dalla Regione per chiudere davvero i bilanci. E i cittadini? Restano in attesa, con le liste d’attesa ancora lunghe e gli sportelli CUP spesso intasati.

Secondo i dati ufficiali diffusi dalla stessa Stefania Proietti durante la seduta dell’Assemblea legislativa del 7 maggio 2026, il 2025 segna una svolta netta rispetto al passato. Nel 2024 il buco aggregato delle quattro aziende era di 34 milioni di euro. Oggi, la fotografia è opposta: ASL Umbria 1 chiude a +19.992 euro, ASL Umbria 2 a +41.303 euro, l’Azienda Ospedaliera di Perugia a +24.987 euro e quella di Terni a +13.082 euro. Un utile complessivo di poco meno di 100mila euro. Un risultato che la presidente ha rivendicato come il “primo stop al disavanzo dopo cinque anni”.

La contabilità racconta un miglioramento: 74 milioni in più di prestazioni e niente sanzioni dal Mef

A sostenere la tesi della svolta non c’è solo l’utile simbolico. La Giunta sottolinea che nel 2025 il valore della produzione di servizi è aumentato di 74 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Tradotto: si è speso meglio, ma si è anche erogato di più. A garanzia della bontà tecnica dei numeri, è arrivato il via libera del Tavolo nazionale di verifica degli adempimenti, l’organo congiunto del Ministero dell’economia e finanze e del Ministero della Salute. Nessuna procedura sanzionatoria, nessun piano di rientro imposto. In un momento in cui altre regioni italiane sono state richiamate all’ordine per i disavanzi, l’Umbria ha incassato un’assoluzione in conto capitale.

Le azioni avviate nel 2025 in vista del piano socio sanitario regionale configurano già un cambio di paradigma nella gestione del Servizio sanitario regionale umbro”, ha dichiarato Proietti in Aula. “Da un modello che negli anni precedenti ha dovuto far fronte a una crescita della spesa in linea con il trend nazionale, ma più difficilmente sostenibile in ragione della dimensione del finanziamento regionale, il che ha portato a un aumento del disavanzo negli ultimi 5 anni, a un modello fondato sul governo strutturale dei principali driver di spesa, sul rafforzamento dei sistemi di controllo e accountability”.

Dietro il miglioramento, secondo Palazzo Donini, ci sono scelte gestionali precise. È stata istituita una Cabina di regia regionale per coordinare le azioni di governo della spesa, con focus su mobilità interregionale, farmaceutica, dispositivi medici e centralizzazione degli acquisti. È stata introdotta una procedura strutturata di monitoraggio mensile dei conti aziendali, che trasforma il controllo da ex post a gestionale in corso d’anno. Un giro di vite che, almeno sulla carta, ha funzionato.

L’opposizione ribalta i conti: “233 milioni di rosso e 103 milioni da trovare subito”

Ma la tregua è durata pochi minuti. Appena Proietti ha concluso la sua relazione, i consiglieri del centrodestra hanno messo nero su bianco una contro-verità contabile che rischia di mandare in frantumi la narrazione della Giunta. Donatella Tesei (Lega)Guido Melasecche (Lega)Elena Pace (FdI) , Eleonora Giambartolomei (FdI) , Antonio Agabiti (FdI) , Valerio Pernazza (FI) , Federico Romizi (FI) e Luca Arcudi (Tp-Uc) hanno diffuso una nota in cui accusano la presidente di aver fornito in Aula, rispondendo a un’interrogazione, cifre diametralmente opposte.

Secondo la loro ricostruzione, i bilanci “reali” parlano di ASL Umbria 1 in disavanzo per 68 milioni di euroASL Umbria 2 per 105 milioniAzienda Ospedaliera di Perugia per 47 milioni e Azienda Ospedaliera di Terni per oltre 12 milioni. Somma: 233 milioni di euro di disavanzo. Un’enormità che renderebbe l’utile di 100mila euro una mera operazione di maquillage contabile.

Ma non è finita. L’opposizione ha tirato in ballo un documento pesante: la delibera della Giunta regionale n.378 del 24 aprile 2026. In quell’atto, la stessa maggioranza prende atto della necessità di immettere e ripartire “oltre 103 milioni da destinarsi alla garanzia dell’equilibrio 2025 delle Aziende Sanitarie regionali e del SSR nel suo complesso, oltre al versamento dei 34 milioni derivanti dal payback farmaceutico e i 14 milioni di Arpa”. Tradotto: per far quadrare i conti che la Giunta oggi dice già in attivo, sarebbero necessari più di 100 milioni di euro freschi.

Da mesi la sinistra continua a fare propaganda sulla sanità e sulla pelle dei cittadini umbri”, si legge nella nota dell’opposizione. “Tentando di raccontare una realtà che viene quotidianamente smentita dai fatti. Nonostante la Regione abbia imposto una stangata fiscale di oltre 184 milioni di euro, gli umbri continuano a fare i conti con disservizi sempre più evidentiliste d’attesa interminabili, aumento della mobilità passiva, riduzione della capacità attrattiva del sistema sanitario regionale, difficoltà di accesso alle prestazioni e persino impossibilità di prenotazione presso numerosi sportelli CUP”.

Due verità contabili e un nemico comune: i cittadini davanti a numeri contraddittori

Come si spiega una contraddizione così brutale? Da un lato un utile certificato dal Tavolo nazionale, dall’altro un disavanzo da 233 milioni sostenuto dagli stessi documenti di Giunta. La risposta, tecnica ma politica, sta nella differenza tra risultato d’esercizio (quello presentato da Proietti) e disavanzo complessivo cumulato, che include perdite pregresse, ripiani statali e partite straordinarie. I 103 milioni della delibera n.378 potrebbero rappresentare proprio quelle coperture una tantum che, una volta sommate ai debiti storici, gonfiano il rosso reale.

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Federico Zacaglioni
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