Il fronte della sanità umbra si fa sempre più minato, e Terni è diventata il baricentro di uno scontro politico che non accenna a placarsi. Ieri l’Assemblea dei Sindaci della Provincia ha acceso il dibattito sul futuro delle aziende sanitarie regionali, mentre nel pomeriggio il Consiglio regionale è stato teatro di una vera e propria resa dei conti istituzionale. Il presidente della Provincia Stefano Bandecchi rilancia sull’ospedale cittadino e annuncia una mobilitazione dei Comuni. Nel frattempo, diversi primi cittadini anche di centrosinistra frenano a secco sull’ipotesi di un’unica Usl, giudicata “oggi squilibrata” per i territori. E mentre l’opposizione accusa la giunta di sinistra di “fuggire dall’Aula”, arriva una piccola boccata d’ossigeno dal comprensorio Narni-Amelia, dove il nuovo ospedale fa un passo avanti concreto.
Erano riuniti nella sala del Consiglio provinciale i sindaci del ternano, chiamati a discutere di un tema caldissimo: la possibile nascita di una Usl unica regionale. Una riforma che, secondo molti, ridisegnerebbe completamente gli equilibri del territorio. A rompere gli indugi è stato proprio Stefano Bandecchi, presidente della Provincia, che ha scelto la linea della concretezza.
“Il nuovo ospedale di Terni è un servizio essenziale – ha spiegato con tono netto – non riguarda solo i cittadini di Terni ma è punto di riferimento anche per tutte le realtà territoriali”. Il messaggio è chiaro: senza un presidio forte nel capoluogo, qualsiasi riforma rischia di indebolire l’intera area. Ma l’annuncio che ha fatto salire la tensione è un altro: Bandecchi ha dichiarato la volontà di convocare tutti i Comuni dell’ambito “per discutere della questione e prendere eventualmente decisioni”. Una mossa che punta a mettere pressione alla Regione, guidata dalla presidente Stefania Proietti, e che anticipa una mobilitazione dal basso.

Se Bandecchi spinge per accelerare, il fronte dei sindaci del territorio mostra invece tutte le sue cautele. Subito dopo l’intervento del presidente, sono intervenuti i primi cittadini di Acquasparta, Arrone e Orvieto, ponendo un argine netto all’ipotesi dell’accorpamento.
Giovanni Montani (Acquasparta), Fabio Di Gioia (Arrone) e Roberta Tardani (Orvieto) hanno usato parole pesanti. “Nella situazione di oggi un’Usl unica non garantirebbe un equilibrio fra i territori, generando rischi di ulteriori disparità – ha chiarrito Di Gioia (PD) – non credo vi siano le condizioni per procedere. Le Usl devono rimanere due”. Una posizione netta, che fotografa la paura dei piccoli centri: l’accentramento, temono, allontanerebbe i servizi dalle aree interne.
Ancore più duro il monito di Roberta Tardani, sindaca di Orvieto: “Nel nostro territorio ci sono situazioni di grande difficoltà con aree lontane e marginali. Più che un’Usl unica, dobbiamo spingere su un concetto di sanità integrata”. Tradotto: prima di accorpare, bisogna garantire le cure nei territori già sofferenti. Un avvertimento che la giunta regionale non potrà ignorare.

Mentre sul capoluogo si combatte una battaglia politica, sul versante infrastrutturale arriva una notizia diversa. Nella mattinata odierna si è tenuto un sopralluogo tecnico in località Cammartana, dove sorgerà il nuovo ospedale comprensoriale Narni-Amelia. All’appuntamento, presenti i sindaci Lorenzo Lucarelli (Narni) e Avio Proietti Scorsoni (Amelia), l’assessore regionale Francesco De Rebotti, i tecnici di Regione e Inail, nonché il Rup del progetto.
L’esito dell’ispezione è stato giudicato più che positivo. “L’incontro si è svolto in un clima estremamente positivo, utile e costruttivo”, fanno sapere i due sindaci. Nel corso della mattinata sono state affrontate le criticità tecniche del sito e definite le linee generali dell’impianto.
Lucarelli e Proietti Scorsoni hanno voluto ringraziare pubblicamente l’assessore De Rebotti “per l’impegno e la costante attenzione”. L’opera, definita “strategica e fondamentale”, vede ora un percorso chiaro: “A breve seguiranno ulteriori incontri – annunciano – per fornire chiarimenti a Inail e proseguire l’iter”. Un promessa di “continui aggiornamenti” alle comunità locali, in netto contrasto con il muro di gomma che sembra essersi alzato, invece, su Terni.
Se a Palazzo Bazzani il dibattito era acceso, nell’emiciclo di Palazzo Cesaroni la situazione è degenerata. Le opposizioni sono andate all’attacco con un fronte compatto: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Terni progetto Umbria hanno denunciato quella che definiscono una “messa al bando” del confronto democratico.
“Ancora una volta la maggioranza di sinistra ha scelto di sottrarsi al confronto su un tema fondamentale per Terni – scrivono in una nota congiunta – Oggi hanno abbandonato l’Aula per impedire la discussione della mozione con cui chiedevamo impegni chiari”. Un gesto, quello della fuga, che le opposizioni leggono come una prova inconfutabile dell’imbarazzo della giunta. “Un fatto gravissimo – proseguono – soprattutto perché nel precedente Consiglio avevamo presentato questo atto come mozione urgente, ma la maggioranza ne aveva impedito l’inserimento all’ordine del giorno”.
Il sospetto, ormai esplicitato, è che sulla sanità ci sia un “piano segreto” per ridimensionare Terni. “Di fronte a indiscrezioni su possibili accorpamenti e trasferimenti di funzioni – incalzano i capigruppo – ci saremmo aspettati trasparenza. Invece assistiamo solo a silenzi e fughe dall’Aula”.

A gettare benzina sul fuoco ci pensa Valeria Alessandrini, vice segretario regionale della Lega, che rilascia una dichiarazione che suona come un atto d’accusa nei confronti della presidente Stefania Proietti.
“Quanto accaduto è l’ennesima dimostrazione del totale disinteresse della giunta di sinistra verso Terni”, attacca Alessandrini. Il mirino è puntato su due comportamenti paralleli: la scelta di non riferire in Aula sul nuovo ospedale e la fuga dei consiglieri di maggioranza durante la discussione della mozione.
Per la leghista, si tratta di un “atteggiamento gravissimo e irrispettoso”. Ma l’accusa non si ferma alla cronaca dell’Aula. Alessandrini allarga il tiro a quella che definisce una “strategia ostile”: “Lo stop allo stadio-clinica, i tempi interminabili per l’ospedale pubblico, l’annunciata dismissione della Domus Gratiae e il silenzio sullo scippo della Asl rappresentano tasselli di un quadro preciso”. La conclusione è una bordata: “Questa sinistra continua a dimostrare ostilità verso Terni”.
A margine del caos, una breve nota tecnica: la consigliera Laura Pernazza (FI) aveva chiesto un’informativa urgente proprio sul nuovo ospedale di Terni. La presidente Proietti ha risposto con un secco rinvio: “non essendo venuta preventivamente a conoscenza di tale richiesta, i dati potranno essere oggetto di informativa quando saranno messi all’ordine del giorno”. Un “no” formale che ha gelato l’Aula.