02 Apr, 2025 - 09:22

Umbria sanità, i conti non tornano. Prosegue lo scontro sui numeri dopo il tavolo al Ministero

Umbria sanità, i conti non tornano. Prosegue lo scontro sui numeri dopo il tavolo al Ministero

Era una scadenza temuta, quella del primo aprile. In programma il tavolo di verifica sui conti della sanità regionale al Mef, il Ministero dell'Economia e delle Finanze. L'urgenza: presentare un piano di rientro in grado di risanare quel 'buco' scoperto con l''operazione verità' della Giunta Proietti. Un buco 'disastroso' ha sostenuto la maggiornaza, figlio della una mala gestio dell'amministrazione precedente. Un buco che non c'è o comunque, non così grave, ha sempre ribattuto l'opposizione. 

Fatto sta che all'orizzonte, intanto, si allunga l'ombra del commissariamento con conseguenti tasse al massimo per tutti, anche per i redditi più deboli. Un'eventualità che Proietti ha voluto scongiurare in ogni modo. Un falso allarme ha gridato l'opposizione, l'aumento delle tasse sarebbe ingiustificato, hanno ribadito in ogni sede.

E tra occupazioni (di Palazzo Cesaroni), botta e risposta al vetriolo, analisi e contro analisi, richieste di dimissioni e proteste in piazza, ieri, come previsto la questione numeri della sanità umbra è approdata al Ministero. Ma i conti non tornano. Di nuovo.

Che cosa ha certificato il Mef

All'inizio quel buco sembrava fosse di 243 milioni, poi si è arrivati a 90 mentre ora il Mef confermerebbe il disavanzo alla cifra di 73 milioni di euro. Questa la nota diffusa dalla Regione dopo il tavolo di ieri al Ministero.

"Sul Tavolo di verifica del Mef (Ministero economia e finanza) la Regione Umbria ha portato i conti relativi al 2024 e i tecnici del Ministero hanno accertato il disavanzo del Sistema sanitario regionale. La cifra per la quale la Regione dovrà garantire le necessarie coperture è pari a 73 milioni, somma del disavanzo del sistema sanitario regionale pari a 34 milioni e del fondo di dotazione pari a 39 milioni. Da specificare poi che da quest’anno il governo taglierà alla Regione 5 milioni (saranno in tutto 40 nei prossimi 3 anni). Questa situazione, cristallizzata stamattina sul tavolo del Mef, porta all’avvio della procedura di diffida ai sensi del comma 174 L, 311/ 2004. Il Tavolo resta in attesa delle necessarie misure di copertura entro i termini previsti dalla normativa vigente e cioè entro il 30 aprile.
Se le coperture non saranno recuperate entro tale data, dal 1° maggio la Presidente della Regione in qualità di commissario ad acta deve aumentare l’addizionale Irpef e Irap, ma se gli stessi aumenti saranno ritenuti  insufficienti dal 1° giugno saranno aumentate al massimo le aliquote Irpef per tutte le fasce di reddito e Irap per tutte le imprese, oltre al divieto di effettuare spese non obbligatorie in sanità".

Maggioranza: "Le bugie della destra hanno le gambe corte"

"Le bugie della destra hanno le gambe corte e si infrangono con la realtà dei fatti, accertata dal Ministero di Economia e Finanza" così si legge in una nota congiunta i gruppi regionali di maggioranza Pd, Avs, M5S e Umbria domani commentando la notizia "dell'avvio della procedura di diffida della Regione Umbria".

Cinque ore il tempo necessario alla verifica da parte del Mef. "La cifra - spiegano - è scesa dai 90 milioni inizialmente accertati, per l'incasso negli ultimi giorni del payback farmaceutico e del fondo di premialità. È emersa però al contempo la necessità di ripiano del fondo di dotazione. Un quadro che non considera i tagli del Governo, che nei prossimi tre anni ammonteranno a 40 milioni di euro".

"Il castello di carte costruito dalla propaganda della destra, impegnata in fantasiose forme di occupazione, dunque, cade rovinosamente di fronte alla realtà dei fatti. Da oggi, quindi, si apre una nuova fase, di responsabilità e di attenzione, dettata dal comma 174 della legge 311 del 2004. Sarà una fase di ascolto e di confronto con le parti sociali, le associazioni datoriali e i Comuni, con l'obiettivo di arrivare al Mef, entro il prossimo 30 aprile, con una Manovra equa e sostenibile, ma che metta in sicurezza la Regione e la sua sanità pubblica dopo la malagestione del passato".

L'opposizione: "Il disavanzo certificato è di 34 milioni"

A dire la loro sono i consiglieri regionali di minoranza, Paola Agabiti (Fratelli d'Italia), Nilo Arcudi (Umbria Civica - Tesei Presidente), Enrico Melasecche Germini (Lega Umbria), Matteo Giambartolomei (Fratelli d'Italia), Eleonora Pace (Fratelli d'Italia), Laura Pernazza (Forza Italia), Andrea Romizi (Forza Italia), Donatella Tesei (Lega Umbria). 

I 73 milioni sostengono, non rappresentano la cifra da ripianare perché "il Ministero dell'Economia ha certificato che il disavanzo del bilancio sanitario regionale dell'Umbria è di 34 milioni e ha di fatto sconfessato le menzogne perpetrate per giorni dalla sinistra, che sosteneva di presentarsi al tavolo del Mef prima con un disavanzo di 243 milioni, poi di 90".

E puntano il dito contro una "comunicazione fuorviante messa in atto dalla Giunta, che ha dichiarato che il disavanzo sarebbe di 73 milioni, ma di questi solo 34 riguardano il bilancio sanitario regionale, mentre 39 sono del fondo di dotazione, che peraltro è in atto dal 2013, in merito al cui recupero la Giunta dovrebbe avviare una trattativa con il Mef, chiedendo di dilazionarlo negli anni a venire come è sempre stato fatto in passato senza gravare sui cittadini con aumenti di tasse ingiustificati".

Quella che Proietti ha ribattezzato la "manovra salva Umbria" sostengono "non è necessaria ad altro se non a svuotare le tasche degli umbri per gonfiare le casse pubbliche creando un tesoretto a disposizione della Giunta per spese promesse in campagna elettorale".

"Inoltre - concludono - non è stata neppure considerata la partita del payback dispositivi medici, che per l'Umbria vale 48 milioni, previsto dal Decreto Legge 30 marzo 2023, tabella 8. Non c'è alcun bisogno di ammazzare gli umbri di tasse, lo abbiamo sostenuto nei giorni scorsi e oggi lo ha confermato anche quanto emerso al Mef".

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Sara Costanzi
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