04 Jun, 2026 - 17:30

Sanità in Umbria, scontro in Aula: scambio di accuse tra Giunta e opposizione su organici, interim e PNRR

Sanità in Umbria, scontro in Aula: scambio di accuse tra Giunta e opposizione su organici, interim e PNRR

La sanità dell'Umbria si trasforma in un terreno di duro scontro politico. Nel corso del question time dell’Assemblea legislativa, l’aula è diventata teatro di un serrato confronto frontale tra l’opposizione di centrodestra e la Giunta regionale, focalizzato sulla gestione organizzativa e del personale della Direzione Salute e Welfare. Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Matteo Giambartolomei, ha sferrato un duro attacco politico alla presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, denunciando una situazione di grave criticità burocratica, segnata da una fuga di professionalità storiche, un ricorso strutturale agli incarichi ad interim e pesanti ritardi nell'utilizzo delle risorse del Pnrr per l’assistenza domiciliare. La governatrice ha respinto con fermezza le contestazioni, rivendicando un potenziamento effettivo degli organici e richiamando la complessa eredità amministrativa ricevuta dalle passate gestioni. Una replica che non ha placato l’esponente del centrodestra, determinando una profonda spaccatura sulla governance del comparto che assorbe la quota maggioritaria del bilancio umbro.

I numeri della discordia: l'atto ispettivo di Fratelli d'Italia e la radiografia del personale nella Direzione Salute

L’affondo dell'opposizione muove da un’analisi dettagliata della pianta organica di Palazzo Donini. Matteo Giambartolomei ha preso la parola per chiedere chiarimenti rispetto a quello che definisce il “fallimento della riorganizzazione del personale, paralisi gestionale all’interno della direzione Salute e Welfare della Giunta regionale: ripercussioni sull’efficienza dei servizi sanitari, sul diritto alle cure dei cittadini e sul benessere dei dipendenti”. L’esponente di Fratelli d'Italia ha posto l'accento su un malessere organizzativo che starebbe compromettendo le prestazioni della struttura.

I dati citati dal consigliere tratteggiano un quadro di forte sottodimensionamento: “su 1.083 dipendenti della Giunta regionale al 31 dicembre 2025, appena il 10,25% risulta assegnato alla Direzione Salute”. Secondo Giambartolomei, la carenza di personale con funzioni apicali ha raggiunto livelli critici, poiché “a fronte di 11 Servizi attivi, sono in forza solamente 6 dirigenti, costringendo l'Amministrazione a ricorrere a ben 5 interim”. Sotto la lente d'ingrandimento è finita la prolungata vacanza del Servizio cardine “Programmazione assistenza territoriale”, rimasto scoperto nonostante una procedura concorsuale conclusa da mesi, unita all'addio di tre dirigenti della sanità.

La critica si è poi estesa ai livelli intermedi. Al primo maggio 2026, a seguito dell'ultima riorganizzazione, su 40 nuove Sezioni istituite ben 5 sono risultate prive di titolare: Monitoraggio performance, Gestione Sanitaria Accentrata, Accreditamento-OTAR, Rischio clinico e Immigrazione. Un dato che l’opposizione confronta con il resto della macchina regionale, dove si registra una sola sezione vacante. “Su 35 posizioni ricoperte, più di un terzo (12 incarichi) è andato a personale, sicuramente qualificato, ma privo di precedente esperienza”, ha incalzato il consigliere di minoranza, segnalando inoltre il trasferimento di cinque storici funzionari. Per Fratelli d'Italia, ridurre la guida di una struttura che governa 4 aziende sanitarie e oltre 12.000 dipendenti rappresenta una “palese incapacità politica e amministrativa”, che rischierebbe di bloccare i principali dossier regionali, dalle liste d'attesa alla trasparenza sulla manovra fiscale 2025.

La contromossa di Stefania Proietti: la difesa della riorganizzazione e l'affondo sull'eredità delle passate gestioni

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La risposta della presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, ha assunto immediatamente un tono fermo, respingendo l'impostazione stessa dell'atto ispettivo. “Questa interrogazione mira a colpire il personale più che la Giunta, con un atto ispettivo palesemente non accettabile”, ha esordito la governatrice dall'aula dell'Assemblea legislativa, rivendicando come la propria amministrazione abbia impresso una inversione di tendenza sul fronte delle risorse umane.

I dati presentati dalla presidente indicano un rafforzamento numerico: “Al 1° gennaio 2025 l’organico della Direzione era composto da 90 unità di personale, di cui 85 a tempo indeterminato. Oggi le unità sono salite a 101, di cui 99 a tempo indeterminato”. Sul fronte dei funzionari di Elevata Qualificazione, a fronte di 9 uscite si sono registrati 20 nuovi innesti, portando il totale a 61 unità rispetto alle 50 dell'anno precedente. Per quanto riguarda le figure apicali, la presidente ha annunciato il completamento di due procedure di reclutamento, con l'imminente ingresso di un dirigente medico dal primo luglio e di un dirigente farmacista dal 15 luglio per i Servizi di programmazione territoriale e farmaceutica, a cui si aggiunge la procedura in corso per un dirigente ingegnere informatico per la sanità digitale.

Stefania Proietti ha quindi difeso la manovra di riorganizzazione che ha portato i Servizi dirigenziali da 9 a 11 e le posizioni di Elevata Qualificazione da 31 a 40, confermando che per le 6 posizioni temporaneamente vacanti è attiva una manifestazione di interesse con scadenza il 10 giugno. L'affondo politico si è poi spostato sulle passate gestioni: “La stagione degli interim a livello dirigenziale appartiene a una fase politica precedente”, ha rimarcato la presidente, ricordando come al 31 dicembre 2024 il 25% delle posizioni dirigenziali fosse coperto da interim, comandi o tempi determinati. La governatrice ha infine ripercorso l'instabilità della passata legislatura, menzionando l'avvicendamento disordinato di ben tre direttori regionali in cinque anni e la continua rotazione di commissari straordinari e direttori generali nei vertici dell’Azienda ospedaliera di Perugia, di Terni, della Usl 1 e della Usl 2.

Il capitolo sui fondi Pnrr e la replica finale dell'opposizione sui ritardi dell'assistenza domiciliare integrata

Il dibattito ha toccato un altro punto nevralgico: la gestione dei 40 milioni di euro di fondi Pnrr stanziati per l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Sul tema, la presidente Stefania Proietti ha espresso rassicurazioni, evidenziando che l’ADI rappresenta un servizio di massima importanza per il quale la Giunta ha incrementato le risorse economiche. La governatrice ha precisato che, in attesa del completamento della procedura di co-progettazione, “i target PNRR per la presa in carico degli over 65 sono stati ampiamente raggiunti e certificati da Agenas, garantendo la continuità assistenziale richiesta dai target nazionali”.

Una ricostruzione che non ha affatto convinto l'opposizione. Nella sua replica, Matteo Giambartolomei ha contestato fermamente l'analisi dei dati e la tendenza a rinfacciare i problemi delle precedenti legislature: “Se l’interrogazione non fosse stata ammissibile non sarebbe stata discussa. Non si può continuare a rinviare agli errori del passato per non affrontare i problemi del presente”, ha contrattaccato l'esponente di Fratelli d'Italia, individuando una precisa inefficienza politica ed eccependo sui numeri reali dei dirigenti effettivi.

Il fulcro della contro-replica si è concentrato proprio sulla tempistica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo i dati esposti dal consigliere di minoranza, la procedura di co-progettazione per l'assistenza domiciliare avrebbe dovuto concludersi entro sessanta giorni dal 6 ottobre, fissando la scadenza al 7 dicembre. “Siete in ritardo di 7 mesi. I dati Agenas vanno saputi leggere e spiegare”, ha concluso Giambartolomei, ribadendo l'esistenza di un blocco decisionale che escluderebbe dal confronto i sindaci del territorio, le aziende sanitarie e le sigle sindacali. Il confronto si chiude così con due visioni diametralmente opposte, lasciando aperto il dibattito sulla reale tenuta della macchina amministrativa della sanità umbra.

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Federico Zacaglioni
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