15 Jan, 2026 - 18:30

Sanità Umbria, i dati Gimbe 2023 premiano la Regione. Tesei attacca Proietti: "Campagna elettorale basata su bugie"

Sanità Umbria, i dati Gimbe 2023 premiano la Regione. Tesei attacca Proietti: "Campagna elettorale basata su bugie"

Un rapporto tecnico che diventa il dossier di un conflitto politico ancora aperto. I numeri della Fondazione Gimbe sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) relativi al 2023, gli ultimi disponibili, consegnano all'Umbria un attestato di efficienza. La Regione, con un punteggio totale di 257, supera la media nazionale ferma a 226 e si piazza al quinto posto in Italia, a pari merito con la Lombardia, in una classifica guidata da Trentino, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Un risultato che fotografa il sistema sanitario durante gli ultimi anni dell'amministrazione guidata da Donatella Tesei. Ma è proprio la governatrice uscente, ora capogruppo in Consiglio regionale, a trasformare quei dati in una tagliente arma di polemica, scagliandola contro l'attuale presidente di centrodestra Stefania Proietti. L'accusa è pesante: aver costruito la propria ascesa politica su una "campagna elettorale show" basata su "presupposti falsi e su dati falsati", mentre oggi, sotto la sua guida, la situazione per i cittadini umbri sarebbe "peggiorata".

Un'analisi dettagliata: i punteggi dell'Umbria nelle tre aree dei Lea

Lo studio della Fondazione Gimbe, che analizza le performance regionali basandosi sui dati ufficiali del Ministero della Salute, classifica l'Umbria come Regione pienamente "adempiente" nel Nuovo sistema di garanzia. Questo giudizio positivo non è un dato monolitico, ma si scompone in tre aree fondamentali che misurano la qualità dell'offerta sanitaria sul territorio. Il punteggio di 93 punti nell'area della prevenzione collettiva e sanità pubblica posiziona la Regione a soli cinque lunghezze dalla vetta, condivisa dalla Provincia autonoma di Trento e dal Veneto.

Nell'ambito dell'assistenza distrettuale, l'Umbria totalizza 80 punti, sedici in meno del Veneto che domina la classifica in questo settore. Infine, il settore ospedaliero registra un punteggio di 84 punti, a tredici punti di distanza dal leader, ancora una volta il Trentino. Questo quadro a tre dimensioni restituisce l'immagine di un sistema sanitario regionale solido e ben strutturato, in grado di competere con le realtà più virtuose del Paese. Un dato che assume un valore politico innegabile, poiché certifica l'operato dell'esecutivo che ha guidato la Regione nel periodo di riferimento. È significativo notare come, nel contesto nazionale, siano ben otto le Regioni risultate "non adempienti", un contrasto che rende il posizionamento umbro ancora più rilevante.

Lo scontro politico: i dati come arma di una battaglia per la narrazione

È qui che il rigore statistico del rapporto Gimbe viene travolto dalla vivacità dello scontro politicoDonatella Tesei non si limita a una semplice rivendicazione del risultato. Utilizza quei numeri come prova definitiva per smontare, a suo dire, la narrazione che ha caratterizzato la campagna elettorale dell'avversaria. Punta il dito contro le proteste e le promesse di Stefania Proietti, allora candidata sindaco di Assisi che, con un'azione autonoma e molto visibile, fece della denuncia dello "sfascio" sanitario e della promessa di "azzerare le liste d'attesa in tre mesi" il suo cavallo di battaglia, conquistando centralità nel dibattito.

Ricordate la sceneggiata della Proietti sotto gli ospedali, megafono alla mano, a urlare che la sanità umbra era allo sfascio e che avrebbe abbattuto le liste di attesa in tre mesi?” scrive Tesei, in un passaggio chiave del suo attacco. “Oggi arriva l’ennesima prova che quelle erano solo bugie da campagna elettorale, le stesse che continua a raccontare ora che governa la Regione”. Per la governatrice uscente, esiste un netto contrasto tra la realtà dei fatti, certificata dall'ente di ricerca, e la propaganda dell'avversaria. Ma il j'accuse non si ferma al passato. Tesei lo proietta sul presente, sostenendo che l'azione dell'attuale governo guidato da Proietti sta producendo un deterioramento concreto dei servizi: “Eppure oggi, con la Proietti alla guida della Regione, sul fronte sanitario emerge tutta la sua incapacità di governo: le liste di attesa sono raddoppiate rispetto a settembre 2024; delle 800 assunzioni promesse, ne sono state realizzate poco più di 200; i servizi sanitari ai cittadini continuano a peggiorare in tutta la regione”.

La contrapposizione tra i dati 2023 e la gestione corrente

La polemica, dunque, costruisce una linea di frattura temporale netta. Da un lato, i dati ufficiali 2023, che descrivono un sistema virtuoso e adempiente. Dall'altro, le affermazioni sull'attualità che dipingono uno scenario di crisi e promesse non mantenute. Questo scontro mette in luce una dinamica tipica del confronto politico-sanitario: l'utilizzo di report che fotografano un periodo amministrativo precedente come strumento per valutare o delegittimare l'operato del governo in carica.

Il rapporto Gimbe si trasforma così, suo malgrado, nel documento-cardine di una disputa che va ben oltre la statistica. Mentre la politica dibatte, per i cittadini umbri restano le domande concrete sulla qualità e tempestività dell'assistenza che ricevono oggi. La contrapposizione tra il dato strutturale positivo del recente passato e il racconto di un peggioramento nell'immediato presente definisce un paradosso che solo i fatti dei prossimi mesi potranno sciogliere. Quel che è certo è che la sanità umbra, nei numeri e nelle polemiche, si conferma un campo di battaglia decisivo per il consenso e la credibilità della classe dirigente regionale.

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Federico Zacaglioni
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