In Umbria il nodo della sanità resta il personale, non le strutture. Secondo i dati richiamati da Eleonora Pace, capogruppo di Fratelli d'Italia, per rendere operative le 22 Case di Comunità mancano ancora 111 professionisti, mentre il deficit complessivo tra medici e infermieri sfiora le 1.700 unità.
A questo quadro clinico complesso si aggiunge il forte ritardo registrato sul fronte del piano assunzionale: a fronte dei 711 ingressi pubblicamente annunciati, a maggio 2026 le assunzioni effettive si fermano a quota 398. Numeri rigidi che, secondo la tesi dell’opposizione consiliare, ridimensionano sensibilmente la narrazione politica della Giunta guidata da Stefania Proietti, accusata direttamente di rivendicare meriti per interventi strutturali ereditati in blocco dalla precedente legislatura, senza però riuscire a sciogliere il nodo strutturale degli organici. Il rischio concreto, ampiamente evidenziato dall'atto ispettivo, è quello di consegnare ai cittadini una rete sanitaria dotata di nuove sedi fisiche ma priva del personale sufficiente a garantirne i servizi minimi, mentre continua a crescere la mobilità passiva e aumenta la pressione sul sistema assistenziale regionale.

L'affondo istituzionale si consuma tra le mura dell'Assemblea legislativa dell’Umbria, dove la discussione attorno alla tenuta del Servizio sanitario regionale si fa sempre più serrata. Al centro della polemica politica si colloca l'interrogazione formale presentata da Eleonora Pace sullo “stato delle assunzioni e sulle prospettive occupazionali del Servizio sanitario regionale”, un documento che mira a scardinare l'ottimismo programmatico manifestato dai vertici regionali di Piazza Partigiani. L'atto ispettivo evidenzia una discrepanza marcata tra la frequenza dei tagli di nastro e la reale capacità operativa dei presivi locali.
Come espressamente dichiarato da Eleonora Pace: “La presidente Proietti continua a inaugurare strutture e a rivendicare risultati che, nella maggior parte dei casi, derivano da progetti programmati e finanziati nella precedente legislatura. Peccato che, mentre si moltiplicano le passerelle e i tagli di nastro, il vero problema della sanità umbra resta completamente irrisolto: la drammatica carenza di personale”.
La critica si sposta immediatamente sull'analisi tecnica dei presidi territoriali di prossimità. Secondo le ultime elaborazioni statistiche basate sui dati ufficiali forniti da Agenas, l'insufficienza di figure professionali sul territorio rischia di trasformare i nuovi stabili in scatole vuote. Per coprire l'organico delle 22 Case di Comunità previste dalla pianificazione regionale mancano infatti all'appello 111 professionisti sanitari.
“Le Case di Comunità - chiarisce la capogruppo di Fratelli d'Italia - vengono continuamente presentate come il simbolo dell'azione della nuova Giunta. La verità è che si tratta di interventi ereditati per la maggior parte dalla precedente Amministrazione, sui quali oggi la sinistra cerca di costruire una narrazione di efficienza che non trova riscontro nella realtà. L’efficienza del sistema non è data dal numero delle inaugurazioni ma dalla capacità di erogare servizi. Secondo le elaborazioni basate sui dati Agenas, per rendere pienamente operative le 22 Case di Comunità previste in Umbria mancano ancora 111 professionisti sanitari. Questo significa che il rischio concreto è quello di avere edifici nuovi ma privi del personale necessario per garantire assistenza ai cittadini. È questo il punto su cui la Presidente dovrebbe dare spiegazioni, anziché continuare a intestarsi opere progettate da altri”.
La carenza di personale non si limita tuttavia alla sola rete assistenziale di prossimità, ma si estende in modo trasversale a tutto il comparto ospedaliero dell'Umbria. Le stime complessive richiamate dall'opposizione descrivono un vuoto d'organico quantificabile in circa 1.700 unità totali tra medici e infermieri. Una cifra di proporzioni inedite che convalida i timori manifestati a più riprese dalle rappresentanze sindacali di categoria e dal personale costretto a sostenere turni prolungati nelle corsie dei presidi regionali. Una situazione che finisce per minare la competitività stessa del sistema pubblico.
Il quadro descritto evidenzia una progressiva perdita di attrattività del sistema umbro, caratterizzato da un travaso di professionalità verso le strutture del comparto privato e verso le aziende sanitarie delle regioni limitrofe. Una tendenza che produce un riflesso immediato sul comportamento dell'utenza.
“Le stime - prosegue Eleonora Pace nella sua analisi - parlano di circa 1.700 unità mancanti tra medici e infermieri. Un dato impressionante che conferma quanto denunciato da tempo dai sindacati e dagli stessi operatori sanitari. La situazione è resa ancora più grave dalla crescente fuga di professionisti verso il settore privato e verso altre regioni, segnale evidente di una sanità regionale che sta perdendo attrattività. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: cresce la difficoltà nel reperire personale, aumentano le criticità nei servizi e continua a pesare il saldo negativo della mobilità sanitaria. Sempre più umbri scelgono di curarsi fuori regione e questo comporta una perdita economica significativa per il nostro sistema sanitario oltre che una pesante bocciatura delle politiche messe in campo dalla Giunta”.

L'elemento di maggiore frizione politica è rappresentato dallo stato di attuazione delle politiche assunzionali promosse dall'esecutivo guidato da Stefania Proietti. Il fulcro delle contestazioni si concentra sul forte scostamento rilevato tra la programmazione annunciata e i contratti effettivamente perfezionati. Il piano straordinario, strutturato originariamente per immettere in servizio 711 nuove unità e dare una boccata d'ossigeno ai reparti in sofferenza, sconta a oggi un forte ritardo operativo: i dati aggiornati al mese di maggio 2026 certificano la formalizzazione di appena 398 assunzioni reali.
Il computo finale evidenzia come oltre 300 posizioni lavorative precedentemente deliberate rimangano prive di copertura, alimentando lo scontro sulla reale incisività dell'azione amministrativa regionale.
“Per mesi - conclude la nota della capogruppo di Fratelli d'Italia - abbiamo sentito parlare del piano straordinario da 711 assunzioni. Eppure, a maggio 2026, le assunzioni effettivamente realizzate risultavano appena 398. Oltre 300 posti promessi sono ancora mancanti. È il simbolo della distanza che esiste tra gli annunci della Presidente Proietti e la situazione reale della sanità umbra. Con la mia interrogazione ho chiesto quali misure urgenti la Regione intenda adottare per colmare il deficit di organico, come pensa di garantire il funzionamento delle Case di Comunità e che fine abbia fatto il Piano assunzionale 2026 annunciato dalla stessa Presidente. Gli umbri meritano risposte serie. La sanità non può essere ridotta a un'operazione di comunicazione: servono medici, infermieri e servizi efficienti, non fotografie e conferenze stampa”.
L'atto ispettivo depositato in Consiglio regionale impegna formalmente la Giunta a chiarire la traiettoria delle prossime coperture finanziarie e i tempi necessari per sanare i vuoti strutturali delle piante organiche, in un momento in cui la pressione sui servizi sanitari regionali non accenna a diminuire.