31 Aug, 2026 - 15:00

Sanità e liste d'attesa, dalla Usl Umbria 2 600mila euro ai privati per recuperare quasi 8.000 prestazioni

Sanità e liste d'attesa, dalla Usl Umbria 2 600mila euro ai privati per recuperare quasi 8.000 prestazioni

Per ridurre le liste di attesa, alla Usl Umbria 2 non resta che affidarsi alle strutture private accreditate. L’Azienda ha pubblicato un avviso per acquisire manifestazioni di interesse e trasferire all’offerta privata una parte delle prestazioni di specialistica ambulatoriale inserite nei Percorsi di Tutela. Il piano riguarda i distretti di Terni, Foligno, Narni-Amelia, Spoleto, Orvieto e Valnerina e mette a disposizione un budget potenziale di 600 mila euro. L’obiettivo consiste nel recuperare 7.773 prestazioni entro il 31 dicembre 2026, tra visite dermatologiche, esami neurologici, prestazioni oculistiche, mammografie, ecografie, risonanze magnetiche e tomografie computerizzate. La prima tranche da 200 mila euro potrà partire dal 15 settembre, mentre l’assegnazione dei restanti 400 mila euro dipenderà da successive verifiche. La scelta mostra quanto l’offerta pubblica fatichi a garantire tempi compatibili con la domanda e affida alla sanità privata il compito di colmare il divario.

Il piano da 600mila euro per arginare l'emergenza: la ripartizione dei fondi in due tranche

La delibera firmata dal Direttore Generale Roberto Noto fotografa una situazione clinica e gestionale complessa. L'intervento amministrativo nasce dall'urgenza di recuperare in tempi brevi un volume di prestazioni che il sistema sanitario regionale non riesce a smaltire nei termini dettati dalla legge. Nell'atto stilato dai vertici aziendali si parla apertamente di “completamento dell’offerta pubblica attraverso il ricorso alle strutture private, secondo una logica di integrazione tra le diverse componenti del sistema sanitario”. Tuttavia, il meccanismo di finanziamento pubblico non prevede un'erogazione automatica dell'intero importo. Il budget di 600 mila euro è stato severamente frazionato in due fasi operative distinte.

La prima quota, pari a 200 mila euro, diventerà operativa a partire dal 15 settembre 2026. Le cliniche aderenti avranno pochissimo tempo di manovra: dovranno registrare le prenotazioni entro il 10 ottobre 2026 e garantire materialmente le visite entro il 31 dicembre 2026. I restanti 400 mila euro restano congelati in attesa di un successivo provvedimento autorizzatorio dell'Azienda. Questa seconda consistente tranche è legata a doppio filo al raggiungimento di un obiettivo parallelo nell'ambito dell'alta specialità ortopedica, settore in cui le strutture private convenzionate dovranno dimostrare di aver superato del 10 per cento il tetto previsto per il 2026 prima di poter sbloccare i fondi.

Le 7.773 prestazioni mediche da recuperare: diagnostica per immagini, visite specialistiche ed esami mirati

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Il nucleo centrale del provvedimento è rappresentato dai volumi clinici. La manifestazione di interesse apre ai centri privati un pacchetto di 7.773 prestazioni mediche complessive. La voce più corposa e urgente per la sanità umbra è quella relativa alla diagnostica per immagini. Il piano prevede l'esecuzione di 1.191 mammografie, 1.338 esami ecografici e 1.281 risonanze magnetiche (divise tra accertamenti con e senza mezzo di contrasto), a cui si aggiungono 486 tomografie computerizzate (TC). Cifre che evidenziano chiaramente i colli di bottiglia più critici per i pazienti in attesa di diagnosi.

L'elenco non si esaurisce però con la branca radiologica. Il cronoprogramma della Usl Umbria 2 include la fetta delle visite mediche, richiedendo ai privati 843 visite dermatologiche (di cui 418 destinate al delicato controllo dei nevi), 868 prestazioni oculistiche (che comprendono fundus ed OCT), 681 esami elettromiografici (EMG) di pertinenza neurologica, 492 polisonnografie pneumologiche e 593 densitometrie. Dal punto di vista geografico, il fabbisogno maggiore per l'abbattimento delle liste d'attesa si concentra nel distretto di Terni, con 2.091 prestazioni richieste, seguito a ruota dal distretto di Foligno con 1.820 prestazioni. L'avviso impone il principio di prossimità: i pazienti dovranno essere assorbiti prioritariamente dai centri situati nel proprio distretto di residenza, per evitare ulteriori disagi.

Le direttive per i centri privati accreditati e i tempi strettissimi per le prenotazioni

L'ingresso dei centri privati accreditati nella gestione delle agende pubbliche non sarà privo di vincoli operativi. Le strutture dovranno operare in strettissima sinergia con il CUP regionale. I cittadini riceveranno l'esame nel rigoroso rispetto della classe RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenei) indicata dal medico prescrittore, la sigla che definisce la priorità clinica e il tempo massimo della richiesta. A vigilare sul corretto andamento dei flussi sarà il Responsabile Unico Aziendale per il governo clinico e la gestione delle liste di attesa, affiancato dai complessi sistemi di monitoraggio della società Punto Zero Scarl.

La Direzione Aziendale, attraverso il documento istruttorio curato dalla Dirigente del Servizio Controllo di Gestione Alessandra D'Anzieri, impone standard tecnologici stringenti per chi vorrà partecipare ai bandi. Le cliniche dovranno dimostrare di possedere macchinari all'avanguardia. Il livello di vigilanza - assicura l'azienda - si manterrà altissimo: “La Usl potrà effettuare controlli in qualsiasi momento sulla qualità e sulla quantità delle prestazioni, sulla presenza del personale, sull’idoneità dei locali e sul funzionamento delle apparecchiature”, si legge nelle disposizioni, confermando che l'urgenza di smaltire l'arretrato non intaccherà l'efficacia delle cure.

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Federico Zacaglioni
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