Il sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, ha scritto una lettera indirizzata alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, per sollecitare interventi concreti e condivisi sul tema delle liste d’attesa sanitarie.
Un tema delicato, che secondo il primo cittadino “è una delle questioni che più incidono sulla fiducia dei cittadini verso il servizio sanitario”.
La missiva arriva pochi mesi dopo l’entrata in vigore del DPCM del 25 giugno 2025, che ha introdotto nuovi strumenti per affrontare le criticità delle liste d’attesa, a partire dalla Piattaforma Nazionale Liste d’Attesa (PNLA) e dall’obbligo per le Regioni di attivare piani correttivi entro 60-90 giorni in caso di difficoltà operative.
Nella sua lettera, Fiorucci avanza tre richieste precise alla presidente Proietti e alla Regione Umbria.
Attivazione di un cruscotto mensile con i tempi medi di attesa per prestazione e per struttura, in modo da fornire ai cittadini dati chiari e aggiornati.
Pubblicazione periodica dei dati raccolti tramite la PNLA, disaggregati per struttura sanitaria, così da garantire la massima trasparenza sul funzionamento del sistema.
Introduzione di fasce orarie aggiuntive, serali e festive, per ridurre i tempi di accesso a visite ed esami.
Tre misure semplici, ma ritenute dal primo cittadino fondamentali per migliorare la percezione di efficienza e affidabilità del sistema sanitario regionale.
“Il nostro obiettivo non è puntare il dito – chiarisce Fiorucci – ma al contrario costruire un percorso di collaborazione istituzionale con USL e Regione, affinché i cittadini possano contare su tempi certi e servizi realmente accessibili. Le istituzioni devono muoversi insieme, con spirito di trasparenza e responsabilità”.
Il tema delle liste d’attesa è particolarmente sentito in Umbria, come in gran parte del Paese. I cittadini denunciano da anni ritardi nelle prenotazioni di esami diagnostici e visite specialistiche, con attese che in alcuni casi superano i limiti fissati dalla normativa nazionale.
Un problema che non riguarda solo la sanità pubblica: l’allungamento delle liste d’attesa spinge molti a rivolgersi al settore privato, con costi spesso insostenibili per le famiglie.
È qui che le parole del sindaco di Gubbio trovano riscontro in un malessere diffuso: la necessità di garantire equità di accesso alle cure, senza che le difficoltà organizzative si trasformino in diseguaglianze sociali.
Il riferimento di Fiorucci alla PNLA non è casuale. La piattaforma rappresenta infatti il fulcro del nuovo sistema di monitoraggio introdotto dal DPCM 2025.
Essa permette di raccogliere, in tempo reale, i dati relativi ai tempi di attesa per ogni prestazione e struttura sanitaria, consentendo confronti, valutazioni e interventi tempestivi.
“Solo dati chiari e accessibili possono ridare fiducia ai cittadini – scrive il sindaco –. Se i numeri rimangono chiusi nei cassetti, la percezione sarà sempre quella di un sistema inefficiente e distante. Invece, pubblicare e aggiornare costantemente i dati significa dimostrare trasparenza e volontà di miglioramento”.
Un altro punto chiave riguarda l’attivazione di fasce orarie aggiuntive, serali e nei giorni festivi, per visite ed esami diagnostici.
La misura è già stata sperimentata in alcune Regioni italiane con risultati positivi, soprattutto nei casi di esami a elevata domanda (ecografie, risonanze, cardiologia).
Secondo il sindaco Fiorucci, estendere l’orario di attività delle strutture pubbliche, anche solo in parte, significherebbe “dare risposte rapide ai cittadini senza obbligarli a rivolgersi al privato, e valorizzare allo stesso tempo le professionalità del nostro personale sanitario”.
Al di là delle misure tecniche, la lettera contiene un invito politico chiaro: costruire un tavolo operativo condiviso tra Regione, USL e Comuni, con il compito di monitorare i progressi e valutare eventuali correttivi.
Un organismo stabile che, nelle intenzioni di Fiorucci, dovrebbe permettere di evitare ricorsi a misure straordinarie e garantire una gestione ordinaria ma efficace delle criticità.
“Il Comune di Gubbio continuerà a seguire da vicino l’attuazione delle misure previste – scrive il sindaco – e a riferire periodicamente alla comunità sugli sviluppi, con l’impegno di fare della lotta alle liste d’attesa una priorità per la tutela del diritto alla salute”.
Con la sua iniziativa, il sindaco Fiorucci porta il Comune di Gubbio al centro del dibattito regionale sulla sanità.
Non una presa di posizione polemica, ma un’azione di stimolo e collaborazione. Come ha ribadito più volte, “il nostro compito è quello di rappresentare i cittadini e portare le loro istanze all’attenzione delle istituzioni regionali. Non vogliamo accusare, ma costruire insieme soluzioni concrete”.
Un approccio che mira a rafforzare il legame di fiducia tra cittadini e amministrazioni, troppo spesso incrinato da lunghe attese e mancate risposte.
La lettera del sindaco ha già suscitato interesse e dibattito sul territorio eugubino.
Molti cittadini hanno accolto positivamente l’iniziativa, ritenendo che finalmente le difficoltà quotidiane legate alla sanità trovino voce nelle istituzioni. Allo stesso tempo, resta l’attesa di risposte concrete da parte della Regione, chiamata ora a recepire le sollecitazioni e a indicare tempi e modalità di attuazione.
Il nodo delle liste d’attesa non è solo un problema organizzativo, ma anche un tema di fiducia. La difficoltà di accedere in tempi ragionevoli alle prestazioni mina infatti la credibilità del sistema sanitario pubblico.
È proprio questo il punto su cui insiste Fiorucci: “I cittadini devono poter contare su tempi certi e su servizi realmente accessibili. È una questione di dignità e di fiducia, che non possiamo più rimandare”.
La lettera del sindaco Fiorucci alla presidente Proietti apre un capitolo importante nella discussione sulla sanità umbra.
Liste d’attesa, trasparenza, collaborazione istituzionale e nuovi strumenti tecnologici sono i cardini di una sfida che non riguarda solo Gubbio, ma l’intera regione.
La speranza è che questa iniziativa diventi l’occasione per un cambiamento concreto, capace di restituire ai cittadini ciò che chiedono da tempo: un servizio sanitario accessibile, efficiente e vicino ai bisogni reali delle persone.