26 Feb, 2026 - 20:47

Sanità e formazione, la Regione Umbria investe 500mila euro nelle scuole di specializzazione dell’Università di Perugia

Sanità e formazione, la Regione Umbria investe 500mila euro nelle scuole di specializzazione dell’Università di Perugia

La Giunta regionale dell'Umbria ha approvato all’unanimità la deliberazione numero 182 del 25 febbraio con la quale viene avviato un percorso di sostegno alle scuole di specializzazione dell’Università degli Studi di Perugia

L'intervento prevede un impegno economico complessivo di circa 500mila euro, destinato a rafforzare la formazione post-laurea nel settore medico-sanitario e a favorire la stabilizzazione dell’offerta accademica specialistica sul territorio regionale. 

Lo stanziamento, spiegano le istituzioni, verrà concretizzato attraverso l’assestamento di bilancio, con una dotazione stimata di 485mila euro annui, finalizzata al finanziamento di concorsi universitari e alla creazione di posti accademici funzionali al mantenimento delle scuole di specializzazione.

Le parole della presidente Stefania Proietti: "Atto di indirizzo per la sanità regionale"

Durante un punto stampa a Palazzo Donini, la presidente della Regione ha illustrato la natura politica e programmatica dell’intervento. "Il nostro è un atto di indirizzo che si concretizzerà nell'assestamento di bilancio, con 485mila euro l'anno, fatto a quattro mani con il vicepresidente Tommaso Bori convintamente anche grazie alla nostra direzione Salute e ai direttori delle due aziende ospedaliere".

L'azione nasce dalla collaborazione tra esecutivo regionale, strutture sanitarie e direzioni competenti, con l’obiettivo di rafforzare la continuità formativa del personale medico. 

La Regione ha evidenziato come il provvedimento rappresenti una scelta di politica sanitaria integrata, mirata a sostenere la formazione specialistica come elemento strategico per la qualità dei servizi pubblici.

Le quattro scuole di specializzazione coinvolte

Il rettore dell'ateneo perugino ha indicato le discipline interessate dal primo intervento finanziario. "Gastroenterologia, Oftalmologia, Clinica toracica e Ginecologia", queste le quattro scuole di specializzazione individuate "per una prima azione che vorremmo a lungo termine".

Il rettore ha spiegato che il progetto rappresenta l’avvio di un percorso strutturato di collaborazione istituzionale. "Con la presidente abbiamo iniziato subito a lavorare con l'attenzione alle scuole di specializzazione, che è attenzione centrale alla sanità. Le scuole necessitano ognuna di almeno due professori associati o ordinari, queste sono le scuole che necessitano nell'immediato. Poi proseguiremo con le altre, con un progetto attento".

Secondo quanto illustrato, le risorse serviranno a garantire la copertura dei requisiti accademici necessari all’attivazione e al mantenimento delle scuole, in particolare attraverso l’assunzione o il consolidamento di figure docenti qualificate.

Obiettivo strategico: trattenere i giovani medici in Umbria

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda la capacità di rendere la formazione specialistica un fattore di stabilità del sistema sanitario regionale.

"Una scelta che ha dei precedenti lontanissimi, venti anni fa era prassi consolidata di collaborazione. Oggi significa sostenere scuole di specializzazione, per la sanità pubblica significa avere specializzandi che decidono di rimanere nella nostra sanità umbra, altrimenti senza scuole di specializzazione i giovani che si laureano in medicina a vogliono intraprendere percorso di specializzazione guardano altrove e poi riportarli nella nostra sanità è praticamente impossibile". La Regione punta quindi a contrastare la mobilità formativa verso altre regioni, fenomeno che può determinare perdita di capitale umano sanitario e difficoltà di reclutamento nelle strutture pubbliche.

Collaborazione tra sistema sanitario e università

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di integrazione tra programmazione sanitaria regionale e sistema accademico. Le due aziende ospedaliere territoriali collaboreranno con l’ateneo nella definizione dei profili professionali e nella gestione delle procedure concorsuali. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire continuità didattica e assistenziale, rafforzando al tempo stesso la ricerca clinica e la qualità delle cure.

Impatto territoriale e prospettive future

L'iniziativa potrebbe rappresentare un modello di cooperazione pubblico-accademica orientato alla sostenibilità del sistema sanitario regionale. Il sostegno alla formazione specialistica è infatti considerato un elemento chiave per assicurare servizi sanitari efficienti, attrarre giovani professionisti e mantenere elevati standard assistenziali.

Nelle prossime fasi saranno valutate ulteriori estensioni del programma ad altre discipline mediche, nell’ambito di un progetto pluriennale che Regione e Università intendono sviluppare con approccio progressivo.

I prossimi passaggi amministrativi

L'erogazione concreta delle risorse sarà formalizzata nell’assestamento di bilancio regionale. L’Università di Perugia predisporrà quindi i bandi concorsuali e le procedure selettive per la copertura dei posti docenti necessari al funzionamento delle scuole di specializzazione. Monitoraggio congiunto e verifica degli obiettivi rappresenteranno elementi centrali della fase attuativa del progetto.

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Francesco Mastrodicasa
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