18 May, 2026 - 15:20

Sanità, duello sull’ASL unica: la governatrice temporeggia, Bandecchi attacca “Così si penalizza Terni”

 Sanità, duello sull’ASL unica: la governatrice temporeggia, Bandecchi attacca “Così si penalizza Terni”

La governatrice temporeggia, il sindaco di Terni va all’attacco. Sul futuro della sanità umbra si è aperto ufficialmente un duello politico a distanza tra Stefania Proietti e Stefano Bandecchi. Il campo di battaglia è quello della razionalizzazione delle due ASL e della prospettiva - mai realmente smentita - di un’unica azienda sanitaria con accorpamento a Foligno. La presidente della giunta regionale, intervenuta stamane in Azienda ospedaliera a Terni, ha scelto la linea della cautela. Ma le sue parole hanno innescato la reazione furiosa del primo cittadino ternano: “Così si penalizza Terni”.

Nel suo ragionamento, Stefania Proietti ha inserito anche la legge di iniziativa popolare promossa da associazioni e sindacati di sinistra per aumentare la spesa sanitaria al 7,5% del PIL. Un tema che la presidente ha evocato, ma che secondo i critici serve solo a deviare l’attenzione dal nodo vero: la prima bozza del Piano socio-sanitario regionale, già nel mirino di gran parte del PD ternano e causa di un’immediata polemica con Bandecchi.

"Ogni regione - ha detto Proietti - deve attuare delle misure di efficientamento della propria sanità e questo è quello che stiamo valutando. Come è noto, stiamo prendendo il tempo necessario perché il Piano Sociosanitario Regionale, che sarà portato ancora che in aula alla partecipazione dei cittadini e dei sindaci, prevederà una serie di alternative che dovranno essere valutate".

“Né conferme né smentite”: la governatrice tiene il punto

Stefania Proietti non ha chiuso la porta all’ipotesi dell’ASL unica, ma non l’ha nemmeno aperta del tutto. Interrogata direttamente, ha risposto con una formula che lascia tutti i nodi al pettine: “Non vi posso adesso confermare o smentire nulla. Ve lo conferma il Piano Sanitario. È un documento su cui si sta lavorando”.

Parole che, tradotte nella pratica politica, significano una sola cosa: la giunta regionale starebbe valutando tutte le alternative, compresa quella dell’accorpamento. Ma non c'è ancora un testo definitivo anhe se la bozza di ben 400 pagine è stata disvelata. E il ragionamento è che le ipotesi di una razionalizzazione è presente perché i conti della sanità umbra non tornano più. “Si stanno facendo molte valutazioni perché, come sapete, purtroppo il sistema è di ieri”, ha aggiunto la presidente, allargando poi il discorso alla raccolta firme per la legge popolare. “Il finanziamento del sistema sanitario nazionale non è compatibile più con l’erogazione del servizio sanitario. Si deve arrivare almeno al 7,5% rispetto al PIL. Siamo ben lontani”.

Un modo, secondo Proietti, per difendere il diritto effettivo alla tutela della salute e valorizzare il lavoro nel settore. Ma per i suoi oppositori, un tentativo di spostare il fuoco dal tema centrale: la contrapposizione netta alla prima bozza del Piano regionale.

Bandecchi: “Nessun risparmio, solo penalizzazione per Terni”

Il sindaco di Terni non ha aspettato un minuto di più. Stefano Bandecchi ha letto le dichiarazioni della governatrice e ha rotto gli indugi. “Ho letto con attenzione le dichiarazioni rilasciate questa mattina a Terni dalla presidente Proietti - ha attaccato -. Dichiarazioni apparentemente equilibrate ma nella sostanza sconcertanti in quanto si parla di novità e di misure di efficientamento rispetto all’accorpamento”.

Secondo Bandecchi, l’unificazione delle due ASL non porterebbe alcun vantaggio reale. “La possibilità di risparmiare, io direi ottimizzare, le spese per la sanità regionale non passa assolutamente dalla unificazione delle due Usl. Accorparle non porterebbe alcun risparmio oggettivo. C’è infatti l’impossibilità di licenziare gli attuali dipendenti che peraltro hanno già difficoltà a lavorare sul territorio umbro per le forti carenze di organico”.

E l’affondo finale è quello che fa davvero male al confronto politico: “L’accorpamento porterebbe un indebolimento funzionale che andrebbe a ricadere sui cittadini. Le regioni che hanno adottato modelli analoghi hanno già riscontrato carenze e disservizi. Così si penalizza Terni.

Il duello si allarga: “Stato riprenda la delega”, e la conferenza dei sindaci si avvicina

Bandecchi non si è limitato a criticare la giunta regionale. Ha alzato il tiro fino a mettere in discussione l’intero modello di gestione della sanità in Italia. “Quando lo Stato italiano vorrà ottimizzare i costi dei servizi sanitari regionali - ha dichiarato - non dovrà far altro che riprendere la delega della sanità e svolgere su tutto il territorio nazionale un servizio equo ed efficiente. L’attuale modello infatti non funziona, innanzitutto per gli squilibri territoriali”.

Un attacco frontale, che suona anche come un avvertimento alla presidente Proietti: “Oggi l’azione che la Regione dell’Umbria sta svolgendo è quantomeno discutibile. La Regione dovrebbe interfacciarsi con gli organi sanitari, vedi la conferenza dei sindaci che io sono in procinto di convocare per quanto riguarda le sorti della Usl2”.

Il riferimento è chiaro: Bandecchi non intende restare a guardare mentre si decide il futuro della sanità ternana. E chiede un confronto vero, fin dalle prime fasi del Piano socio-sanitario, non una semplice partecipazione di facciata. “Non in ultimo mi sento di appoggiare i sindacati di categoria che hanno chiesto con forza di discutere preventivamente il piano sanitario regionale e non successivamente alle decisioni prese”, ha concluso. “Serve un confronto vero, fin dalle prime fasi della redazione. I territori e i cittadini devono essere protagonisti. Terni è città capoluogo di provincia, è una delle città più rilevanti del Centro Italia, non può dunque essere seconda a nessuno.

Il nodo dell’ASL unica resta aperto, il duello è solo all’inizio

La partita sulla sanità umbra è appena iniziata. Da un lato, Stefania Proietti che temporeggia, chiede tempo, parla di efficientamento e si richiama alla legge popolare per alzare il livello del dibattito nazionale. Dall’altro, Stefano Bandecchi che attacca senza sconti, difende il ruolo di Terni e paventa disservizi e penalizzazioni. Nel mezzo, il Piano socio-sanitario regionale che verrà sottoposto ai sindaci e ai cittadini.

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Federico Zacaglioni
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