La gestione dei posti letto all’ospedale di Perugia torna al centro del confronto politico in Assemblea legislativa dell’Umbria, tra le preoccupazioni sollevate dall’opposizione e la linea di rassicurazione, pur accompagnata da interventi correttivi, indicata dalla Giunta.
A chiarire il quadro è stata la presidente Stefania Proietti, intervenuta nel question time per rispondere all’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei, relativa a una presunta “grave criticità organizzativa e assistenziale” dell’azienda ospedaliera perugina.
Al centro della discussione, il ricorso a posti letto aggiuntivi collocati in spazi non originariamente destinati alla degenza, una pratica che - secondo le segnalazioni richiamate dall’opposizione - sarebbe divenuta sempre più frequente a causa del sovraffollamento e della carenza di disponibilità nei reparti.
Nel corso dell’illustrazione dell’atto ispettivo, la consigliera Eleonora Pace ha fatto riferimento alla segnalazione inviata dal sindacato delle professioni infermieristiche NurSind al Difensore civico regionale, nella quale si descrive una situazione definita “drammatica” all’interno dell’ospedale di Perugia. Secondo quanto riportato, la collocazione di pazienti in letti sistemati nei corridoi non rappresenterebbe più un evento eccezionale, ma una modalità organizzativa ricorrente per far fronte all’elevato numero di ricoveri.
Una condizione che, sempre secondo l’opposizione, comporterebbe criticità rilevanti sotto il profilo della sicurezza, della dignità e della riservatezza dei pazienti, oltre a incidere sulla qualità complessiva dell’assistenza.
Pace ha inoltre evidenziato come tale situazione possa determinare un incremento del rischio clinico, anche in relazione alla difficoltà di monitoraggio dei pazienti in contesti non adeguati, e ha richiamato le difficoltà operative del personale sanitario, alle prese con carichi di lavoro definiti “non sostenibili” e con una carenza strutturale di infermieri. Da qui la richiesta alla Giunta di chiarire la reale dimensione del fenomeno, verificare la fondatezza delle segnalazioni e indicare le misure da adottare per superare le criticità.
Nella sua replica, la presidente Proietti ha ricostruito il quadro partendo dai dati forniti dalla direzione aziendale, sottolineando come l’attività di ricovero - circa 40mila pazienti l’anno - venga garantita nella quasi totalità dei casi all’interno dei percorsi assistenziali appropriati.
"Il ricorso a posti letto aggiuntivi in aree non dedicate rappresenta una misura di carattere eccezionale e temporaneo. Episodi isolati, ma sono segnali d'allarme che non sottovalutiamo". Un’affermazione che sintetizza la posizione della Giunta: da un lato il riconoscimento di situazioni di criticità, dall’altro la volontà di ricondurle a circostanze limitate nel tempo e legate a picchi di affluenza.
Nel dettaglio, i dati del primo trimestre 2026 evidenziano una pressione crescente sul pronto soccorso: 18.961 accessi, con un incremento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e un aumento del 5,2% dei casi di emergenza-urgenza. Parallelamente, il tasso medio di occupazione dei posti letto ha superato il 99%, un livello che si colloca al di sopra degli standard ottimali previsti dal Decreto ministeriale 70.
In questo contesto, ha spiegato la presidente, si inseriscono i 16 giorni in cui si è reso necessario il ricorso a posti letto aggiuntivi, con una permanenza media limitata alle prime dodici ore prima del trasferimento nei reparti di destinazione.
Secondo quanto riferito dalla presidente, la direzione dell’azienda ospedaliera ha garantito, anche nelle fasi di maggiore criticità, il mantenimento dei livelli di sicurezza clinica, assistenziale e di tutela della privacy dei pazienti.
Tra le azioni messe in campo figurano il potenziamento del bed management, il monitoraggio centralizzato dei posti letto e una maggiore flessibilità nella gestione dell’offerta di degenza, con l’obiettivo di rispondere in modo tempestivo ai picchi di domanda.
Un intervento che si inserisce in una strategia più ampia di riorganizzazione, volta a rendere il sistema più resiliente rispetto alle oscillazioni della domanda sanitaria.
Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento di Proietti riguarda il rapporto tra ospedale e territorio. La presidente ha infatti sottolineato come una delle principali cause della saturazione dei posti letto sia rappresentata dalla difficoltà nel garantire percorsi efficaci di dimissione protetta. "se manca il territorio per le dimissioni protette, abbiamo una occupazione dei letti che va oltre gli standard più appropriati del Dm 77".
Un’affermazione che sposta il baricentro del problema dalla sola gestione ospedaliera all’intero sistema sanitario regionale, evidenziando la necessità di rafforzare l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, in linea con quanto previsto dal Decreto ministeriale 77.
In questa direzione, la Giunta ha annunciato il rafforzamento dei percorsi di dimissione protetta e un maggiore coordinamento con le strutture territoriali, considerati elementi chiave per alleggerire la pressione sui reparti.
Pur respingendo l’idea di una criticità strutturale diffusa, la presidente ha riconosciuto la necessità di intervenire con misure concrete per evitare il ripetersi delle situazioni segnalate.
"Gli episodi segnalati da NurSind rappresentano episodi isolati - ha osservato la presidente - ma sono segnali d'allarme che non possono essere sottovalutati. Anche se appare non corretto descrivere tali episodi come una prassi consolidata, c'è la volontà di questa Giunta di non trascurare alcuna segnalazione per evitare che queste situazioni si ripetano. Abbiamo per questo dato mandato alla direzione regionale di attivarsi con iniziative e misure urgenti: il potenziamento degli organici, l'efficientamento organizzativo e un approccio di sistema per un potenziamento della rete territoriale, affinché possano esserci dimissioni protette che consentano uno svuotamento dei reparti".