La crisi della Sangraf di Narni Scalo entra nel vivo della trattativa. Nei giorni scorsi, nel palazzo della Regione Umbria, l’incontro tra azienda, istituzioni e sindacati ha prodotto una scadenza e un obiettivo concreto: riavviare il ciclo produttivo nello stabilimento di Narni a partire da aprile 2026. La data è il cuore di una proposta che la società Sangraf Italy S.r.l. ha messo nero su bianco, cercando di conciliare la tutela dell’attuale forza lavoro, la ristrutturazione di un debito pesante e un rilancio industriale agganciato a idrogeno, efficientamento e Zone Economiche Speciali (ZES).
Tutte le parti hanno concordato sulla necessità di un accordo scritto entro il 31 gennaio, l’unico strumento in grado di trasformare gli impegni in garanzie vincolanti per il futuro del sito e dei suoi lavoratori.

Il vertice, presieduto dalla Regione con l'assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, ha spinto l'azienda a rivelare i piani cruciali sulla continuità aziendale. La società Sangraf ha fornito assicurazioni formali su due fronti critici: il personale e la regolarità contributiva. Ha garantito “la tutela dell’attuale forza lavoro” e l’intenzione di “recuperare ulteriori profili professionali”. Soprattutto, ha assicurato formalmente “la regolarità presente e futura nel pagamento delle spettanze dovute ai dipendenti”, un punto non negoziabile per le organizzazioni sindacali.
Contemporaneamente, l’azienda ha comunicato di aver “avviato una procedura di ristrutturazione del debito”, passaggio fondamentale per alleggerire il bilancio e presentarsi ai potenziali investitori con un assetto sostenibile. Ma è sulla governance aziendale che le istituzioni hanno chiesto contorni definiti. La società si è impegnata a chiarire “l’organigramma aziendale, con particolare riferimento alle posizioni di governance e alle funzioni strategiche”, impegnandosi a stabilire “una puntuale prassi nel rapporto con le organizzazioni sindacali”.
Oltre alla ripartenza, il tavolo ha affrontato il tema degli investimenti di medio periodo. Il piano presentato dalla Sangraf non si limita alla manutenzione ordinaria. Include progetti di revamping degli impianti e, in prospettiva, interventi strategici su idrogeno, efficientamento energetico, energie rinnovabili e sfruttamento delle opportunità ZES. È questo il segmento che potrebbe cambiare la storia dello stabilimento, trasformandolo da realtà in difficoltà in un attore della hydrogen valley umbra.
La cornice della Zona Economica Speciale offre infatti vantaggi fiscali e amministrativi che potrebbero essere decisivi per attrarre capitali e realizzare la riconversione tecnologica. La partita si gioca tutta sulla capacità di tradurre queste intenzioni in un cronoprogramma finanziato e sottoscritto.
La trattativa ora si sposta sulla stesura del documento. Entro il 31 gennaio, sindacati e azienda, con la partecipazione delle istituzioni, dovranno siglare l’accordo che fisserà ogni passaggio, dalla ristrutturazione del debito al piano investimenti, dalla tutela dell’occupazione alla tempistica del riavvio. Per Narni Scalo e per l’Umbria industriale, è l’ultima, concreta occasione per non disperdere un patrimonio produttivo e umano.