Si allarga il solco tra azienda e sindacati sul futuro dello stabilimento Sangraf di Narni. L'atteso tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tenutosi nel pomeriggio di giovedì 14 maggio 2026 a Roma, non ha prodotto alcun riavvicinamento tra le parti. Anzi, il confronto ha scavato una distanza ancora più profonda, con le organizzazioni dei lavoratori che hanno bocciato senza appello la relazione presentata dalla proprietà, giudicandola "totalmente scollegata dalla realtà operativa" e priva di impegni concreti per la ripresa produttiva.
Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, la documentazione illustrata dalla dirigenza non solo è apparsa "del tutto insufficiente" ma ha confermato un declino strutturale che i lavoratori vivono ogni giorno nei reparti. "Durante la riunione la direzione aziendale ha ipotizzato l'ennesima data di ripartenza della produzione dello stabilimento narnese, condizionandola però a una serie di variabili e di 'se' che non offrono alcuna garanzia", hanno denunciato i rappresentanti sindacali. E ancora: mentre l'azienda dichiara che la casa madre continuerà a supportare il sito, "quello che a oggi si percepisce e, soprattutto, si vive fa pensare tutto il contrario".

Di fronte a uno scollamento così evidente, il Ministero - rappresentato dal dottor Losego - ha espresso "forti perplessità sul mancato riavvio della produzione", ricordando come il mercato delle acciaierie, "nel periodo di fermo della Sangraf, è stato ed è tuttora in marcia". Un passaggio che suona come un monito: la finestra di opportunità esiste, ma l'azienda non la sta sfruttando.
Per questo il Mimit ha preteso "un'interlocuzione più corretta e trasparente" e ha fissato un aggiornamento tassativo entro il mese di giugno. Non solo: il Ministero si è impegnato a incontrare direttamente la proprietà estera, "pretendendo la presenza della casa madre per approfondire le loro intenzioni e capire il piano industriale". L'obiettivo è verificare se esista davvero una volontà di rilancio o se si proceda verso un inesorabile smantellamento. Il funzionario ha ribadito con durezza che "non saranno più ammessi passi falsi", segnando uno spartiacque nella gestione della vertenza.
Al tavolo tecnico-istituzionale, sollecitato con urgenza proprio da Regione Umbria, Provincia di Terni e Comune di Narni, erano presenti l'assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti, il presidente della Provincia Stefano Bandecchi e il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli. I rappresentanti umbri hanno parlato di un'interlocuzione "fondamentale per rimettere al centro dell'agenda nazionale una realtà industriale che non possiamo permetterci di perdere".
La preoccupazione più grande, tuttavia, resta quella occupazionale. "Abbiamo ribadito congiuntamente e con forza che ogni percorso deve passare attraverso la tutela dei livelli occupazionali, nel frattempo diminuiti in virtù di un esodo di lavoratori e competenze che volontariamente hanno trovato collocazioni diverse a causa del clima di incertezza che regna", hanno dichiarato a margine della riunione. Un'emorragia silenziosa di professionalità che sta svuotando lo stabilimento ancor prima di qualsiasi decisione formale.
Le istituzioni locali e regionali hanno espresso "profondo apprezzamento" per la disponibilità del Ministero a seguire in prima persona la vicenda, definendo "un segnale di grande autorevolezza" il fatto che il Mimit si ponga come interlocutore diretto nei confronti del gruppo industriale straniero. Il nuovo tavolo, in calendario nella prima parte di giugno, sarà il momento per misurare la credibilità della proprietà e per capire se la Sangraf di Narni ha ancora un futuro industriale. Fino ad allora, lo stabilimento resta sospeso tra speranze e un declino che i sindacati descrivono come già in atto.