La violenta rissa, avvenuta tra due gruppi al bar del distributore di San Sisto, negli ultimi giorni di dicembre, non può passare inosservata. I consiglieri Nilo Arcudi e Chiara Calzoni di Perugia Civica hanno voluto esprimere la loro preoccupazione e dissenso per l'ennesimo episodio di cronaca, chiedendo un intervento concreto sul tema sicurezza.
“Gli episodi di violenza avvenuti, nei pressi dell'area di servizio di San Sisto, rappresentano un fatto di una gravità inaudita che non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca - ecco quanto avevano scritto in un comunicato i consiglieri di Perugia Civica Nilo Arcudi e Chiara Calzoni - Undici arresti, un minorenne denunciato e un giovane di 27 anni investito durante la fuga (con una prognosi di 30 giorni) sono il bilancio di una guerriglia urbana che ha ferito profondamente il senso di sicurezza della nostra comunità".
"Esprimiamo profonda preoccupazione e piena solidarietà ai residenti e ai lavoratori della zona; ma, la solidarietà non basta più: questi fatti dimostrano che il controllo del territorio necessita di un cambio di passo immediato - insiste il movimento Perugia Civica - Non possiamo permettere che interi quartieri diventino ostaggio di bande violente La sicurezza dei cittadini non deve essere gestita rincorrendo l’emergenza, ma deve essere il pilastro di una programmazione amministrativa costante e determinata”.
Perugia Civica chiede più sicurezza e queste sono le proposte: "Presidio Fisso e Integrato, con un potenziamento immediato della presenza delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, con pattugliamenti coordinati e costanti, specialmente nei punti caldi della periferia e nelle aree di servizio che diventano troppo spesso zone d’ombra. Il movimento punta sulla tecnologia al servizio della legalità, chiedendo di completare e potenziare il sistema di videosorveglianza ad alta definizione collegato alle centrali operative. San Sisto, come altre zone sensibili, deve essere monitorata h24 per fungere da deterrente e garantire l’identificazione certa dei colpevoli".
"La repressione è necessaria, ma non sufficiente - ribadisce Perugia Civica - Serve un patto per la Prevenzione Sociale: Chiediamo alle istituzioni comunali e regionali di varare un piano straordinario di prevenzione che coinvolga scuole, associazioni e servizi sociali per contrastare il disagio giovanile e le dinamiche di violenza alla radice. Misura necessaria è un tavolo urgente per l’ordine pubblico: la richiesta è di invitare il Sindaco e la Giunta a farsi promotori di un confronto immediato con la Prefettura per definire nuove strategie di sicurezza urbana che sappiano coniugare controllo del territorio e inclusione sociale".
"Continueremo a vigilare - conclude Perugia Civica - affinché questo episodio non diventi l’ennesimo “triste ritornello” della cronaca cittadina, ma rappresenti lo stimolo per una vera inversione di rotta. Perugia merita di essere una città sicura, viva e rispettosa per tutti”.
Sono stati tutti scarcerati gli undici soggetti arrestati per la rissa tra due gruppi rivali avvenuta nei giorni scorsi nella zona di San Sisto a Perugia, non lontano dall'ospedale. Il gip ha convalidato tutti gli arresti ma ha disposto per tutti gli indagati l’immediata rimessione in libertà.
Il giudice ha valutato il complesso degli elementi acquisiti nelle ore successive ai fatti, tra cui le testimonianze dei presenti, i referti medici relativi ai feriti e i primi riscontri emersi dall’analisi delle immagini di videosorveglianza.
Per tre degli undici indagati - tutti di età compresa tra i 19 e i 31 anni e indicati come di nazionalità albanese, macedone e rumena - il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nella provincia di Perugia e il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione nella fascia oraria compresa tra le 19 e le 7 del mattino. Uno dei ragazzi macedoni era stato investito.
Gli altri otto sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia giudiziaria. Un dodicesimo soggetto coinvolto nella rissa, un minorenne di 17 anni, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e affidato ai genitori.