Un pareggio che muove la classifica solo in apparenza e che, nei fatti, serve a ben poco. Il Gubbio torna dal “Riviera delle Palme” con uno 0-0 contro la Sambenedettese, centrando l’undicesimo pareggio stagionale e restando invischiato in una situazione di classifica sempre più delicata. La zona playout è distante appena un punto e il margine di sicurezza continua ad essere estremamente ridotto.
Ci si attendeva qualcosa di più dagli uomini di Di Carlo, soprattutto contro un avversario non irresistibile dal punto di vista tecnico. E invece è stata proprio la Sambenedettese, a più riprese, ad andare vicina al gol del vantaggio, trovando però sulla propria strada un Krapikas attento e decisivo. Il Gubbio, al contrario, ha faticato enormemente a rendersi pericoloso, limitandosi spesso a difendersi e a ripartire in contropiede senza mai trovare soluzioni efficaci negli ultimi metri.
Prosegue così il preoccupante digiuno offensivo degli eugubini, che non segnano da quattro partite consecutive. L’ultima rete risale al 26 novembre, nel pareggio per 1-1 contro la Juventus Next Gen, con Tommasini a segno su calcio di rigore. Per ritrovare invece un gol su azione bisogna tornare addirittura al 7 novembre, quando il Gubbio pareggiò 1-1 contro l’Ascoli. Numeri che spiegano le difficoltà di una squadra che tira pochissimo in porta e fatica a costruire occasioni da rete.
Anche il dato sulle vittorie è allarmante: l’ultimo successo risale al 25 ottobre. In classifica cambia poco o nulla: Livorno sedicesimo a quota 19, ultimo posto utile per i playout, mentre Gubbio e Sambenedettese salgono a 20 punti. Il Perugia, invece, esce momentaneamente dalla zona rossa grazie al pareggio contro il Bra e sarà proprio il prossimo avversario degli eugubini. Nel prossimo weekend, al “Curi”, andrà in scena un derby che vale molto più di tre punti.
Sull’introduzione del FVS (Football Video Support) in Serie C:
"Per vedere le immagini ci vuole tempo, è uno strumento utile. Le gare non sono più da 90 o 93 minuti, ma da 98 o 100. Secondo me serve: ci sono tante volte in cui l’arbitro torna indietro nella sua scelta. È uno strumento che aiuta tutti".
Sulla fase di difficoltà del Gubbio e sul momento della squadra:
"Arriviamo da un periodo in cui non vinciamo. Preoccuparci? Sì, dobbiamo lavorare. Siamo arrivati con troppo pochi giocatori, nella sosta abbiamo recuperato sei elementi. Oggi ho rivisto lo spirito giusto, ho visto una squadra tonica contro una Sambenedettese che aveva voglia di vincere come noi. Tutte e due le squadre aspettavano l’errore o l’episodio.
Mi è piaciuta la mia squadra: venivamo da un periodo in cui eravamo lenti e poco combattivi. Dobbiamo essere più bravi a finalizzare: negli ultimi venti o trenta metri dobbiamo trovare qualità. Ci è mancato l’ultimo passaggio ed è lì che dobbiamo migliorare.
Di Massimo? È un ottimo giocatore, quando sta bene è un giocatore importante e sposta gli equilibri. Ha bisogno di fiducia e di giocare. Per adesso è un giocatore nostro e quindi ce lo teniamo noi.
Ero curioso di vedere come stava la mia squadra dopo tre settimane che non giocavamo: abbiamo ripreso a correre e a essere combattivi. Dobbiamo recuperare Murru, Minta e Di Massimo, lo stesso La Mantia che ha avuto la febbre. Secondo me è lo spirito giusto.
Non era facile contro la Sambenedettese: stadio bello, tifosi caldi. Noi siamo stati tosti e ci abbiamo creduto fino alla fine. Non siamo riusciti a fare quel gol che serviva per sbloccarci un po’. Ripartiamo dall’atteggiamento, sappiamo dove dobbiamo migliorare".
Sull’importanza di recuperare gli indisponibili:
"Nelle ultime gare non avevo cambi, adesso che siamo in diciassette o diciotto e si è vista la differenza. Sono settimane che ci alleniamo con più giocatori, avevamo fuori anche Signorini. Abbiamo bisogno di un’altra settimana per far crescere i giocatori rimasti fuori per tanto tempo. Negli ultimi quindici o venti metri bisogna migliorare a livello qualitativo: adesso dobbiamo ritrovare quella qualità per vincere le partite".