Il tema della salute mentale torna di attualità a Terni con l’amministrazione comunale che spinge per l’apertura di una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) in Umbria. L’assessore al Welfare Viviana Altamura ha ricordato in conferenza stampa che in regione "non esiste neppure una Rems", per cui i pazienti più fragili vengono inviati fuori e le famiglie restano sole ad affrontare i costi delle cure.
In una lettera inviata ai ministeri competenti e alla Regione, il Comune denuncia le "conseguenze inaccettabili": senza una REMS umbra molti pazienti rimangono senza collocazione stabile, in attesa di un posto che arriva solo dopo anni. Il Comune di Terni sottolinea inoltre di essere pronto a mettere a disposizione un proprio immobile idoneo ad ospitare la futura REMS regionale.
Nel documento ufficiale si chiede l’istituzione di una REMS regionale, per evitare che l’Umbria debba continuare a rivolgersi a strutture fuori regione. Si punta anche al potenziamento della psichiatria territoriale, con più personale nei Centri di Salute Mentale, nuovi centri diurni riabilitativi e sportelli di ascolto psicologico.
Infine la lettera evidenzia che questi investimenti rispondono a esigenze di tutela della salute pubblica, sicurezza collettiva ed equità territoriale. L’amministrazione ricorda infine di aver già espresso la disponibilità ad ospitare la REMS sul territorio cittadino.
Nell’incontro a Palazzo Spada l’assessore Altamura ha ribadito i punti chiave della lettera. "Il problema della salute mentale è centrale nella mia azione amministrativa", ha detto, sottolineando che le famiglie umbre sono ormai costrette a contribuire con risorse proprie per cure che dovrebbero essere garantite dal Servizio Sanitario Nazionale.
Ha annunciato che il Comune è pronto a mettere a disposizione un proprio immobile per la REMS regionale, perché "è una necessità che non può più essere rinviata". Altamura ha inoltre evidenziato che i servizi attuali – Centri di Salute Mentale e assistenza sociale – "non bastano" e che, in assenza di nuovi supporti, le famiglie "non riescono a gestire" certe situazioni critiche.
Il Comune di Terni propone un piano di potenziamento dei servizi psichiatrici, che prevede l’aumento di personale qualificato, nuovi centri diurni per la riabilitazione e sportelli di ascolto psicologico per le famiglie. L’obiettivo è creare una rete integrata che sostenga pazienti e nuclei familiari, riducendo i rischi legati alla mancanza di strutture adeguate e garantendo interventi tempestivi.
La conferenza stampa ha richiamato l’attenzione anche sul caso di Asia Basilici, 21enne ternana con gravi disturbi psichiatrici. Asia era in cura in una comunità terapeutica ad Amelia e, dal 12 giugno, risultava inserita in lista d’attesa per un posto in REMS. Non era la prima volta che la giovane fuggiva dalla comunità, segnalando la fragilità delle misure attuali.
Nel caso di Asia, il tribunale aveva imposto un percorso di cura obbligatoria in REMS, ma in Umbria tale misura non poteva essere eseguita per la mancanza di posti. La madre di Asia aveva ammesso pubblicamente che "mia figlia vive in bilico e io non so più che fare", sottolineando la paura che episodi simili possano ripetersi se non si interviene.
Francy Basilici, madre di Asia, ha affidato al Comune una lettera aperta che racconta la situazione drammatica della sua famiglia. Nel suo sfogo domanda: "Dove sono i servizi sociali? Il supporto alla famiglia?", denunciando che gli interventi promessi sono mancati: ricorda di aver avuto un’assistente sociale dal 2019 e che nel 2021 un’ordinanza prevedeva un educatore domiciliare, ma "nulla di tutto ciò è mai avvenuto". Segnala inoltre di non aver ricevuto "nemmeno una telefonata" dai servizi nonostante la gravità del caso.