Dal 5 al 20 settembre l’Umbria si trasforma in un palcoscenico diffuso per accogliere l’80ª edizione della Sagra Musicale Umbra, la rassegna più longeva d’Italia dedicata alla musica colta. Un anniversario che non si limita a guardare indietro, ma rilancia con forza l’idea di futuro, affidandosi a un tema affascinante: i “visionari”.
Musicisti e pensatori che, in epoche diverse, hanno scelto di andare oltre i confini del loro tempo, aprendo sentieri inediti che ancora oggi parlano al presente. L’evento non è soltanto un’occasione per celebrare grandi pagine del repertorio, ma anche per riscoprire la vitalità della musica come esperienza collettiva e come stimolo alla riflessione culturale, artistica e sociale.
L’edizione del 2025 è costruita come un tributo a figure eccentriche e coraggiose, capaci di rivoluzionare la storia della musica. Dai canti mistici di Hildegarda von Bingen, monaca benedettina del XII secolo, fino alle sperimentazioni radicali di John Cage e al suo pianoforte preparato, passando per Schumann, Lully, Rebel e Carl Philipp Emanuel Bach: artisti diversi ma accomunati da un talento visionario.
"Senza il contributo dei visionari l’arte diverrebbe una palude stagnante e cesserebbe di essere Arte" – sottolinea il direttore artistico Enrico Bronzi – "i visionari generano bellezza e stupore nei sentieri non battuti dai loro contemporanei.
Oltre trenta eventi, tra concerti, incontri e progetti collaterali, animeranno Perugia e altre città umbre come Montefalco, Foligno, Torgiano, San Gemini e Scheggino. Tra le serate da non perdere spicca il concerto nella Basilica di San Pietro, che vedrà sullo stesso palco l’Accademia Bizantina guidata da Ottavio Dantone e il St. Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma, in un doppio festeggiamento: gli 80 anni della Sagra e il centenario dell’Università per Stranieri di Perugia.
Il festival ospiterà inoltre artisti di spicco come la flautista Dorothee Oberlinger, il violinista Ilya Gringolts, il pianista Roberto Plano e l’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta. Non mancheranno recital solistici, progetti dedicati alla musica corale e programmi che spaziano dal barocco al contemporaneo, offrendo al pubblico una panoramica unica per varietà e qualità.
Tra le sezioni più amate del festival torna “Le Voci della città”, rassegna che valorizza i cori perugini e li porta ad esibirsi nei luoghi più evocativi. Dal 9 al 17 settembre sette cori – tra cui Armoniosoincanto, Omphalos Voices e il Coro del Conservatorio “Morlacchi” – daranno vita a un itinerario musicale che culminerà il 20 settembre, quando la Cattedrale di San Lorenzo ospiterà il concerto conclusivo diretto da Roberta Paraninfo. Sarà un evento corale non solo in senso musicale, ma anche generazionale, con voci giovani e mature riunite in una celebrazione collettiva.
La Sagra conferma anche la sua vocazione a intrecciare linguaggi diversi. Presso l’Università per Stranieri si terranno conferenze che spazieranno dalla storia dell’arte alla medicina, dal design alla teologia. Interverranno personalità come il critico Marco Carminati, la scienziata Cristina Mecucci e il teologo-filosofo Vito Mancuso.
Un percorso parallelo che arricchisce la manifestazione, rendendola un punto di incontro tra arti, scienze e pensiero. Il pubblico sarà invitato a guardare la musica non solo come intrattenimento, ma come lente attraverso cui osservare i grandi temi della contemporaneità.
Festeggiare un anniversario tanto significativo significa riflettere sul ruolo stesso del festival: quello di custode della tradizione e, al tempo stesso, di motore di rinnovamento. Ogni edizione diventa un ponte tra epoche e sensibilità diverse, dal Rinascimento di Palestrina al Novecento sperimentale di Cage, fino agli interpreti contemporanei.
La Sagra Musicale Umbra 2025 invita il pubblico a farsi parte di un viaggio che non è mai solo ascolto, ma anche scoperta e meraviglia. Ottant’anni dopo la sua nascita, la rassegna dimostra ancora una volta la sua capacità di reinventarsi, mantenendo vivo il dialogo con la comunità e aprendo nuove strade per il futuro.