14 Jul, 2026 - 08:00

Il dilemma della rottamazione a Terni: conti pubblici e tregua fiscale al bivio di Palazzo Spada

Il dilemma della rottamazione a Terni: conti pubblici e tregua fiscale al bivio di Palazzo Spada

La clessidra di Palazzo Spada corre veloce verso la scadenza del 31 luglio, ma a Terni il terreno della riscossione tributaria si trasforma nell’ennesimo ring politico di mezza estate. Al centro della contesa c'è la definizione agevolata dei carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, un provvedimento che spacca l'amministrazione comunale tra il rigore contabile della giunta e il pressing del centrodestra. L’ultimo scontro, consumatosi a colpi di note ufficiali tra l’assessore al Bilancio e ai Tributi Michela Bordoni e il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura, trascina nel dibattito anche i concessionari privati della riscossione locale, Ica e Municipia. Con il consiglio comunale già convocato per le sedute decisive del 15 e 16 luglio, la distanza tra le parti appare siderale: da un lato l'invito alla cautela finanziaria contro quella che viene definita "demagogia da bar", dall'altro l'accusa di un ritardo colpevole che rischia di far perdere un'opportunità di tregua fiscale a migliaia di cittadini e imprese del territorio ternano.

La linea del rigore di Michela Bordoni: perché la sanatoria rischia di indebolire il bilancio di Terni

L’assessore al Bilancio Michela Bordoni sceglie la via della fermezza istituzionale, respingendo le pressioni delle opposizioni con un’analisi che mette al centro i conti pubblici e la tenuta dei servizi essenziali del Comune. Per la responsabile dei tributi, la rottamazione non rappresenta affatto la soluzione ideale per i problemi del fisco locale, bensì un palliativo temporaneo che rischia di compromettere la stabilità finanziaria dell'ente.

Sulla rottamazione continuo a leggere dichiarazioni che confermano, purtroppo, come una certa demagogia da bar tenga ancora banco nella politica locale. Quando si affrontano temi che riguardano migliaia di cittadini e imprese - dichiara l'assessore Michela Bordoni - servirebbero studio, numeri e senso di responsabilità, non slogan costruiti per il titolo del giorno. Il punto è semplice: si continuano a confondere due piani completamente diversi. Da una parte ci sono gli strumenti straordinari di definizione agevolata, dall’altra una vera politica fiscale locale, che significa programmazione, prevenzione del contenzioso, sostenibilità del bilancio e capacità di aiutare il contribuente prima che si trovi schiacciato da accertamenti, sanzioni e procedure esecutive. È esattamente questo il punto che sfugge”.

Il fulcro dell’argomentazione dell’assessore risiede nella rivendicazione di un iter di valutazione tecnica iniziato ben prima delle recenti polemiche estive. La giunta ricorda infatti il tavolo tecnico dello scorso 18 marzo con le sigle di Confcommercio e Snag, durante il quale erano stati sviscerati i limiti normativi e le forti perplessità di un'adesione indiscriminata per un comune chiamato a preservare i propri equilibri.

Dal Portale Unico alle rateizzazioni: la strategia di Palazzo Spada oltre la logica del condono

A supporto della propria tesi cautelativa, l’esponente della giunta richiama i dati macroeconomici nazionali, evidenziando come i ripetuti provvedimenti di sanatoria varati a livello statale non abbiano prodotto un reale incremento della riscossione complessiva, registrando al contrario altissimi tassi di decadenza dai piani di rientro.

I dati dimostrano che non si tratta di una agevolazione per l'utente - rimarca Michela Bordoni - e che oltre 85 euro su 100 iscritti a ruolo sfuggono ancora al recupero. Continuare a presentare la rottamazione come panacea fiscale non risolve il problema: spesso lo rinvia e lo aggrava, perché alimenta l’attesa della sanatoria successiva e indebolisce la cultura dell’adempimento spontaneo. La vera capacità politica è un’altra: mettere cittadini e imprese nelle condizioni di non arrivare al contenzioso e all’accertamento, consentire di conoscere per tempo la propria posizione, regolarizzarla prima che degeneri, rateizzare in modo sostenibile e sospendere le misure esecutive quando si avvia un percorso serio di rientro. È esattamente ciò che questa amministrazione ha fatto, modificando il regolamento, ampliando le possibilità di rateizzazione, lavorando sulla compliance e costruendo il Portale Unico del Contribuente”.

Un percorso di cautela che, secondo l'assessore, si sposa coerentemente anche con l'atteggiamento del governo centrale. “Non è un caso che il governo Meloni non abbia posto una data di scadenza, proprio perché il governo che vede Fdi in prima linea è consapevole del lavoro di studio che bisogna fare”, conclude l'esponente della giunta comunale.

L'affondo di Fratelli d'Italia: Roberto Pastura denuncia il ritardo della giunta e le incognite su Ica e Municipia

La replica di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere, spostando l'attenzione sulla tempistica ormai ridotta all'osso e sull'assenza di dati chiari relativi ai carichi in mano ai concessionari privati della riscossione locale, Ica e Municipia. Il capogruppo Roberto Pastura definisce paradossale l'atteggiamento dell'amministrazione a ridosso delle scadenze di legge, paventando un danno economico per il tessuto produttivo cittadino.

Il Consiglio comunale è già stato convocato per il prossimo 15 e 16 luglio e la legge fissa al 31 luglio il termine entro il quale il Comune potrà deliberare l'adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione per il periodo 2000-2023 - attacca Roberto Pastura -. Eppure, ad oggi, l'assessore al Bilancio non ha ancora presentato l'atto propedeutico che dovrebbe consentire al Consiglio di esprimersi su una misura che interessa potenzialmente migliaia di cittadini e imprese. Il tempo, però, passa e ogni giorno che trascorre restringe gli spazi di discussione e di approfondimento su un provvedimento che meriterebbe ben altra attenzione”.

Secondo l'esponente di centrodestra, il continuo rinvio impedisce un reale approfondimento da parte dell'aula consiliare. L'affondo si estende anche all'incontro dello scorso 30 giugno con le associazioni di categoria, durante il quale, secondo l’opposizione, l’assessorato non avrebbe fornito i dati essenziali sui carichi affidati a Ica e Municipia tra il 2019 e il 2023, preferendo concentrarsi sulla promozione delle piattaforme digitali dell'ente.

Il nodo dei crediti inesigibili e il bivio politico per le famiglie e le imprese di Terni

Per il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, la digitalizzazione dei servizi comunali non può e non deve sostituire le scelte di politica fiscale, specialmente in una fase economica complessa in cui famiglie e imprese trascinano i debiti accumulati durante gli anni della pandemia e del successivo caro energia.

La contraddizione è che l’assessore al Bilancio promuove un portale digitale ma al contempo non conosce né l’entità, né il numero, né la tipologia dei carichi che il Comune stesso affida ai propri riscossori privati - incalza Roberto Pastura -. Non ho alcuna difficoltà a riconoscere che il Portale rappresenti un passo avanti, ma non possiamo confondere gli strumenti innovativi al servizio della fiscalità con le politiche fiscali. Il Portale del Contribuente è uno strumento amministrativo, serve a rendere più semplice l'accesso ai servizi, a consultare la propria posizione tributaria, a dialogare con gli uffici in modo più rapido. La rottamazione è tutt'altra cosa, è una scelta di politica fiscale”.

La sfida lanciata dall'opposizione si sposta ora sulle prossime ore in aula: l'interrogativo politico è se il Comune di Terni intenda utilizzare ogni strumento normativo utile a recuperare crediti che rischiano di trasformarsi in crediti definitivamente inesigibili, offrendo al contempo uno scivolo per la regolarizzazione delle posizioni debitorie dei contribuenti in difficoltà. La palla passa ora alle sedute consiliari del 15 e 16 luglio, ultimo spartiacque prima del termine perentorio di fine mese.

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Federico Zacaglioni
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