12 Jun, 2026 - 08:00

Rottamazione cartelle Terni: Palazzo Spada apre al confronto prima della decisione finale

Rottamazione cartelle Terni: Palazzo Spada apre al confronto prima della decisione finale

Palazzo Spada apre al confronto con il mondo produttivo sulla rottamazione delle cartelle, nel passaggio più delicato prima della decisione finale. Il sindaco Stefano Bandecchi rompe gli indugi e coinvolge direttamente le associazioni di categoria, da Confcommercio a Confartigianato, passando per Confesercenti, Coldiretti e Cia, per valutare numeri, impatti e sostenibilità finanziaria della misura. Non c’è ancora una scelta definitiva, ma il segnale politico e amministrativo è chiaro: il Comune non procederà in modo unilaterale su un dossier economico complesso e divisivo. Sul tavolo c’è l’adesione alla rottamazione quinquies, la definizione agevolata introdotta dalla legge di Bilancio 2026 che consente di azzerare sanzioni e interessi su tributi locali come Imu, Tari e multe stradali, con il duplice obiettivo di recuperare crediti altrimenti difficili da riscuotere e alleggerire la posizione di imprese e cittadini. Il nodo centrale resta l’equilibrio di bilancio e l’effetto sui contribuenti in regola. Nei primi giorni del mese partirà un tavolo tecnico tra gli uffici finanziari e le sigle datoriali: la scadenza perentoria del 30 giugno impone tempi strettissimi per trovare una sintesi.

Il bivio di Palazzo Spada tra la riscossione rapida e la tutela dei conti pubblici

La cornice normativa entro cui si muove l’amministrazione ternana richiede un'analisi tecnica rigorosa. La rottamazione-quinquies non scatterà in modo automatico: la legge nazionale non impone l’adesione agli enti locali, ma offre una facoltà discrezionale. Il perimetro d’azione tocca i carichi tributari come Imu e Tari, ma si estende anche alle sanzioni patrimoniali, a partire dalle multe stradali.

Le strade percorribili previste dal legislatore sono due: aderire alle regole nazionali per i carichi dal 2000 al 2023 entro il 30 giugno 2026, oppure, per le imposte riscosse direttamente, definire un regolamento autonomo che fissi il campo di applicazione, gli anni interessati, le scadenze e la durata delle rateizzazioni. La scelta di Palazzo Spada oscilla tra l’esigenza di incassare rapidamente somme storicamente complesse da recuperare e la necessità di mantenere l’impianto ordinario della riscossione. Una decisione strategica, che risente inevitabilmente della reale capacità di riscossione riscontrata finora dagli uffici dell'ente.

Il nodo tecnico dei bilanci e il confronto decisivo guidato dal direttore generale

Il dossier è entrato formalmente nella sua fase più calda, uscendo dalle dinamiche prettamente politiche per calarsi nei numeri della tecnostruttura. Il sindaco Stefano Bandecchi ha confermato la volontà di mediazione: “Ne abbiamo già parlato con le associazioni e ci sarà un altro tavolo la prossima settimana. Ho sentito anche il direttore generale e siamo già d'accordo che per venerdì prossimo ci sarà un confronto per fare il punto. Mi daranno gli elementi valutativi e poi deciderò cosa farà il Comune". Le parole del primo cittadino indicano che la decisione finale avverrà sulla scorta di un rigoroso scrutinio tecnico. Il tavolo sarà coordinato dal direttore generale Claudio Carbone, figura chiave incaricata di mediare tra le diverse sensibilità emerse all'interno della struttura comunale nelle ultime settimane. Se da un lato si valuta l'opportunità offerta dalla legge, dall'altro emergono le cautele dei servizi finanziari diretti da Grazia Marcucci. I nodi principali riguardano gli interessi già contabilizzati nei documenti finanziari dell'ente e l'aggio da riconoscere alle società concessionarie della riscossione. C’è poi un tema di equità sociale: “Bisogna considerare anche l'impatto che una scelta del genere può avere nei confronti di chi negli anni ha sempre pagato regolarmente”, avverte Stefano Bandecchi.

Le richieste delle categorie economiche per scongiurare il rischio di un approccio indifferenziato

Le forze produttive del territorio chiedono pragmatismo e analisi basate sui dati reali. Le sigle Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Coldiretti e Cia hanno sollecitato un esame approfondito delle pendenze in relazione alle condizioni di bilancio del Comune, offrendo la massima collaborazione per mappare le reali sofferenze delle imprese.

L'obiettivo espresso dalle categorie è evitare strumentalizzazioni politiche o approcci indifferenziati che finiscano per non distinguere tra le diverse casistiche, tutelando sia i contribuenti corretti sia coloro che hanno affrontato crisi congiunturali straordinarie, come gli effetti della pandemia da Covid e gli shock energetici. Dal canto suo, l’amministrazione comunale ha garantito trasparenza, accettando di condividere le elaborazioni degli uffici finanziari. La conoscenza diffusa dei dati è considerata il presupposto per un rapporto corretto tra ente e tessuto produttivo, fermo restando il vincolo intangibile dei saldi di bilancio. Il dibattito locale risente anche delle scelte dei territori vicini: l’adesione alla rottamazione da parte di grandi centri come Roma e Perugia, quest’ultima guidata dal centrosinistra, ha impresso un'accelerazione al confronto ternano.

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Federico Zacaglioni
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