10 Mar, 2026 - 18:20

Rivolta nel carcere di Terni, il SAPPE incontra il direttore Pappalardo: “Servono rinforzi e un piano straordinario dal Dap”

Rivolta nel carcere di Terni, il SAPPE incontra il direttore Pappalardo: “Servono rinforzi e un piano straordinario dal Dap”

A quasi un mese dalla rivolta che il 22 febbraio scorso ha interessato la Casa circondariale di Terni, il quadro che emerge all’interno dell’istituto penitenziario resta fortemente critico. È quanto riferisce il SAPPE, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo nelle sezioni colpite dai disordini per verificare le condizioni di lavoro degli agenti e lo stato delle strutture danneggiate.

La visita, organizzata per manifestare vicinanza e sostegno al personale della Polizia penitenziaria in servizio, è stata condotta da una delegazione composta dal segretario generale Donato Capece, dal segretario generale aggiunto Giovanni Battista De Blasis, dal segretario regionale per l’Umbria Fabrizio Bonino e dalla segretaria provinciale di Terni Romina Raggi.

Sezioni devastate e condizioni di lavoro critiche

Secondo quanto riferito dal sindacato, molte delle aree interessate dai disordini risultano ancora gravemente compromesse. In diverse sezioni dell’istituto, infatti, permangono danni strutturali e condizioni di forte degrado che rendono complessa la normale gestione delle attività detentive. "I nostri colleghi operano in ambienti devastati, privi di arredi e attrezzature, con gravissime carenze igienico-sanitarie", denuncia il sindacato. Le immagini e le testimonianze raccolte durante il sopralluogo descrivono locali ancora segnati dagli effetti della rivolta, con celle e spazi comuni danneggiati e arredi distrutti.

La situazione, secondo il SAPPE, si ripercuote direttamente sulle condizioni operative degli agenti, costretti a garantire sicurezza e controllo in contesti logistici estremamente difficili. "Situazioni al limite della sopportabilità umana, che rendono il lavoro quotidiano non solo difficile, ma pericoloso per la sicurezza e la salute degli operatori".

L'incontro con il nuovo direttore

In un contesto definito dal sindacato come "fortemente problematico", un segnale di apertura arriva dall’insediamento del nuovo direttore dell’istituto, Valerio Pappalardo, con il quale la delegazione ha avuto un primo incontro nel corso della visita.

"Ci è sembrato persona attenta e sensibile - dichiara la delegazione SAPPE - non solo verso le problematiche della Polizia Penitenziaria, ma anche verso le sorti complessive di un carcere afflitto da due piaghe ormai croniche: la gravissima carenza di personale in tutti i ruoli e l'incredibile sovraffollamento della popolazione detenuta". Il sindacato guarda quindi con prudente fiducia alla nuova direzione dell’istituto, auspicando che possa avviarsi una fase di collaborazione istituzionale volta a risolvere le criticità più urgenti.

La richiesta di interventi al Dipartimento

Il SAPPE sottolinea tuttavia che il ripristino della normalità nella struttura non può prescindere da interventi concreti da parte dell’amministrazione centrale. "Ci auguriamo che si possa instaurare un rapporto di leale e fattiva collaborazione. Solo così potremo portare all'attenzione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) le criticità di Terni e pretendere interventi risolutivi".

Il riferimento è al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, cui il sindacato chiede un piano di azione immediato per affrontare i problemi strutturali dell’istituto.

Capece: "Servono subito personale e interventi strutturali"

A ribadire la richiesta di interventi è il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose agli operatori penitenziari.

"Non possiamo accettare che i nostri agenti lavorino in trincea - ha dichiarato il segretario generale Donato Capece -. Chiediamo con forza all'amministrazione centrale un piano straordinario per ripristinare la funzionalità delle sezioni, garantire la salubrità dei luoghi di lavoro e, soprattutto, colmare le gravissime lacune di organico. Terni deve tornare ad essere un istituto sicuro e all'altezza della sua importanza. Con il nuovo direttore siamo pronti a fare la nostra parte, ma ora servono fatti concreti da Roma".

Sovraffollamento e carenza di organico

Tra le criticità più rilevanti segnalate dal sindacato figurano il sovraffollamento della popolazione detenuta e la carenza cronica di personale. Due elementi che, secondo il SAPPE, aggravano ulteriormente le difficoltà operative già presenti dopo la rivolta. La mancanza di agenti rende infatti più complessa la gestione delle sezioni, l’organizzazione dei turni e il controllo quotidiano dei detenuti, aumentando il carico di lavoro per il personale in servizio.

Parallelamente, il sovraffollamento accentua il rischio di tensioni all’interno degli istituti penitenziari, rendendo più difficile garantire sicurezza e ordine.

La richiesta di un piano straordinario

Per affrontare la situazione, il sindacato chiede quindi un intervento straordinario da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che preveda l’invio di personale aggiuntivo, il ripristino rapido delle sezioni danneggiate e un piano complessivo di rafforzamento dell’organico. Secondo il SAPPE, solo attraverso un’azione coordinata tra amministrazione centrale, direzione dell’istituto e rappresentanze del personale sarà possibile riportare la struttura a condizioni di piena funzionalità.

Nel frattempo, il sindacato assicura che continuerà a monitorare la situazione e a sostenere il personale della Polizia penitenziaria impegnato quotidianamente nella gestione dell’istituto. L’obiettivo, sottolinea il SAPPE, è quello di restituire alla struttura di Terni condizioni di sicurezza, dignità lavorativa e piena operatività.

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Francesco Mastrodicasa
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