03 Feb, 2026 - 18:10

Rissa a Perugia con auto usata come arma: due arresti domiciliari, un terzo ricercato

Rissa a Perugia con auto usata come arma: due arresti domiciliari, un terzo ricercato

Rissa con oltre dieci persone coinvolte, bastoni, sedie e persino un’auto usata per investire uno dei contendenti: sfocia in due nuovi arresti domiciliari l’inchiesta sulla violenta zuffa esplosa intorno alle 18.45 del 29 dicembre nell’area di servizio di Sant’Andrea delle Fratte, alla periferia di Perugia. Una lite nata per futili motivi è degenerata in pochi istanti, contrapponendo due fazioni in uno scontro che ha sconvolto il quartiere. Su richiesta della Procura, il Gip di Perugia ha disposto la misura cautelare per un 41enne e un 43enne di origini albanesi, ritenuti tra i responsabili della rissa aggravata in concorso, mentre un terzo indagato è tuttora ricercato.

Carabinieri della Compagnia di Perugia, supportati dalla Squadra di Intervento Operativo (SIO) e dalla Squadra Volanti della Questura, hanno eseguito nelle ultime ore l’ordinanza del giudice. Il provvedimento chiude una complessa fase investigativa, coordinata dalla Procura guidata da Raffaele Cantone, partita nella stessa serata della rissa con undici arresti in flagranza.

La dinamica della rissa: bastoni, sedie e l’auto lanciata contro il 27enne

La ricostruzione degli investigatori, basata su filmati di sorveglianza e testimonianze, è precisa. La lite, divampata per motivi futili all’esterno di un bar, ha visto almeno dieci persone affrontarsi in pochi istanti. Lo scontro è diventato subito violento: i partecipanti hanno impugnato bastoni – uno sequestrato è lungo 65 centimetri – sedie, tavoli e arredi strappati all’area esterna del locale. Nel momento più concitato, due individui non ancora identificati si sono allontanati a bordo di un’autovettura, usandola per investire intenzionalmente un 27enne di origini macedoni.

Il giovane, soccorso dal 118, è stato trasportato all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia con una prognosi di 30 giorni. Curato e dimesso, è stato poi tratto in arresto nel blitz iniziale. Gli 11 arrestati in flagranza quella notte hanno un’età compresa tra i 19 e i 31 anni, sono di origine albanese, macedone e romena – cinque con specifici precedenti di polizia – e residenti tra Montegabbione, Panicale, Piegaro, Passignano sul Trasimeno e Tavernelle. Un minorenne di 17 anni è stato invece denunciato a piede libero e affidato ai genitori.

 

La scoperta della droga durante i controlli: cocaina nascosta in una fioriera

Durante le operazioni di controllo seguite alla rissa, un 23enne di origine albanese ha attirato l’attenzione tentando di occultare un oggetto. Gli agenti lo hanno sorpreso mentre nascondeva una chiave di accensione per auto dentro una fioriera. L’ispezione del vaso ha portato alla scoperta di una dose di cocaina da 0,6 grammi. Il giovane, oltre alle conseguenze per la rissa, sarà segnalato alla Prefettura di Perugia come assuntore di sostanze stupefacenti, una circostanza che aggrava la sua posizione.

Gli sviluppi delle indagini: dalle identificazioni ai due arresti domiciliari

Le indagini successive, condotte attraverso accurati sopralluoghi, analisi video e escussione di testimoni, hanno permesso di ricostruire compiutamente l’accaduto e di identificare tre ulteriori presunti responsabili fuggiti all’arrivo delle volanti. Su richiesta della Procura, il Gip ha applicato per loro la misura degli arresti domiciliari, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un concreto pericolo di reiterazione dei reati.

I Carabinieri hanno eseguito la misura per due degli uomini, il 41enne e il 43enne. Il terzo, un 31enne loro connazionale, risulta irreperibile e viene attivamente ricercato. Nel frattempo, gli undici maggiorenni arrestati quella notte sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Perugia Capanne e restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’episodio, con la sua escalation di violenza e il ritrovamento di droga, continua a tenere alta l’attenzione delle forze dell’ordine sulla sicurezza nelle aree periferiche della città.

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Federico Zacaglioni
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