20 Feb, 2026 - 15:00

Riforma FIGC, Gravina propone una Serie C dilettantistica

Riforma FIGC, Gravina propone una Serie C dilettantistica

Il calcio italiano potrebbe attraversare una delle trasformazioni più radicali della sua storia moderna. In via Allegri, il quartier generale della FIGC, si sarebbe infatti tenuta la seconda tappa cruciale del tavolo delle riforme, presieduta da Gabriele Gravina. L’obiettivo del vertice con le diverse componenti del sistema sarebbe chiaro: riscrivere le regole del gioco per evitare il collasso finanziario e garantire una stabilità che manca ormai da troppo tempo. Al centro delle discussioni, non solo la tenuta economica dei club, ma una vera e propria metamorfosi strutturale che partirebbe dalla base della piramide per arrivare ai vertici arbitrali.

Uno dei punti più caldi della bozza di riforma delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) riguarderebbe la revisione del sistema di interscambio tra le categorie. Secondo le indiscrezioni, la Federazione punterebbe a un drastico taglio del numero di promozioni e retrocessioni. Questa manovra servirebbe a "raffreddare" il sistema sportivo nazionale, rendendolo meno vulnerabile alle violente oscillazioni economiche che colpiscono le società nel passaggio da una lega all'altra. In questo nuovo scenario, scomparirebbero progressivamente anche i ripescaggi e le riammissioni. Si tratterebbe di una scelta coraggiosa che metterebbe fine all'era delle "estati infinite" passate nei tribunali, dove graduatorie e ricorsi amministrativi hanno spesso alterato il volto dei campionati a pochi giorni dal fischio d'inizio. La certezza del merito sportivo sul campo diverrebbe così l'unico pilastro su cui fondare la programmazione stagionale.

 

 

La svolta storica: Serie C verso il dilettantismo?

Il dossier più delicato e potenzialmente rivoluzionario sarebbe però quello legato alla terza serie. Gravina avrebbe presentato uno studio di fattibilità su quello che molti definiscono un "downgrade strategico" della Serie C. L’ipotesi al vaglio prevederebbe il passaggio della categoria dal professionismo al dilettantismo. Non si tratterebbe di un declassamento tecnico, bensì di una manovra puramente economica: con la normativa attuale, tale passaggio garantirebbe ai club ingenti risparmi in termini fiscali e previdenziali. La sostenibilità dei club passerebbe per un alleggerimento dei costi di gestione e dei contratti, permettendo alla categoria di sopravvivere senza l'assillo di bilanci costantemente in rosso. Tale analisi rimarrebbe comunque oggetto di ulteriori valutazioni prima di una decisione definitiva.

Le riforme non toccherebbero solo i bilanci, ma punterebbero a rigenerare il campo. La FIGC avrebbe intenzione di introdurre la figura del direttore tecnico del calcio giovanile italiano. Questo ruolo, ispirato ai modelli vincenti di altre federazioni europee (come quella francese o tedesca), dovrebbe agire da collante tra il settore tecnico, il Club Italia e il Settore Giovanile e Scolastico. L’obiettivo sarebbe quello di coordinare la formazione dei talenti nazionali con una metodologia moderna e centralizzata, seguendo le linee guida tracciate dallo studio commissionato a PwC.

Infine, una profonda ristrutturazione coinvolgerebbe il settore arbitrale. L'idea di Gravina sarebbe quella di istituire una società indipendente, interamente partecipata dalla FIGC, per gestire gli arbitri di vertice attraverso il professionismo. La riforma prevederebbe:

-Una netta separazione tra la politica dell'AIA e la gestione tecnica;

-Un ripensamento totale della governance e dei meccanismi elettorali;

-Una razionalizzazione dei costi operativi per rendere la struttura più efficiente.

Conclusioni

Il percorso intrapreso dalla FIGC appare dunque ambizioso e pronto a entrare nella fase operativa. Nelle prossime settimane, il Consiglio Federale sarà chiamato a discutere questi punti per trasformare le bozze in provvedimenti concreti. Se questo disegno venisse confermato, il calcio italiano si presenterebbe ai nastri di partenza delle prossime stagioni con una veste completamente nuova, più snella nei costi e, si spera, più competitiva sui campi internazionali.

 

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Emanuele Giacometti
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