30 Aug, 2026 - 12:15

Rifiuti in Umbria, Tardani scrive a Proietti: "Orvieto non colmi il vuoto delle non scelte, stop all’ampliamento della discarica"

Rifiuti in Umbria, Tardani scrive a Proietti: "Orvieto non colmi il vuoto delle non scelte, stop all’ampliamento della discarica"

"Rifiuti, Orvieto non può colmare ancora il vuoto delle non scelte". Con queste parole il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, ha indirizzato una dura lettera aperta alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, per chiedere un cambio di passo immediato sulle politiche ambientali e impiantistiche del territorio. Al centro della presa di posizione c'è la riapertura dell’iter autorizzativo per l’ampliamento della discarica Le Crete, un passaggio che riaccende le tensioni istituzionali dopo che Acea Ambiente aveva già perso il ricorso al Tar nel 2025 proprio contro Palazzo Donini in merito allo stesso progetto, come emerso nella recente battaglia legale che ha visto prevalere Auri e Regione Umbria. Per la prima cittadina, la questione orvietana è in realtà lo specchio di una criticità strutturale che investe l'intera regione nella gestione dei rifiuti: "La vicenda della discarica non è solo una questione orvietana, servono risposte concrete e coraggiose: fermate l'ampliamento".

Dalla sentenza del Tar alla riapertura dell’iter: il nodo della discarica Le Crete e la programmazione regionale

La missiva inviata ai vertici regionali riapre un fascicolo mai realmente chiuso, innescando un nuovo scontro in Consiglio regionale sull'ampliamento di 350mila metri cubi dell'impianto. La gestione della discarica di Orvieto torna sul tavolo della giunta guidata da Stefania Proietti in una fase di ridefinizione complessiva del piano rifiuti regionale. Il sindaco Roberta Tardani ha voluto richiamare la presidente della Regione al principio di responsabilità politica, ricordando i trascorsi da amministratrice locale della stessa governatrice: "Lei è stata sindaco di una delle città più importanti dell’Umbria e, come me, sa che amministrare significa scegliere. E credo che questo sia uno di quei momenti in cui compiere delle scelte è urgente e fondamentale".

La critica verte principalmente sulla discontinuità strategica tra la passata e la presente legislatura a Palazzo Donini. La precedente giunta regionale aveva approvato un Piano dei rifiuti che individuava nella termovalorizzazione la soluzione tecnica per la chiusura del ciclo dei rifiuti, tema peraltro caldissimo che vede protagonisti anche altri attori istituzionali, come il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, in aperto scontro con il M5S proprio sull'ipotesi di nuovi impianti. L’attuale esecutivo regionale ha deciso di superare quell'impostazione, aprendo però - secondo la tesi del Comune di Orvieto - una fase di pericolosa incertezza operativa.

"La sua Giunta ha ritenuto che quella non fosse la strada giusta. È una scelta legittima. Ma cambiare strada non può significare lasciare un vuoto. Se una soluzione viene abbandonata, occorre sapere e indicare quale alternativa concreta si intende perseguire, con quali strumenti, con quali tempi e con quali responsabilità", sottolinea Roberta Tardani, rimarcando come l'assenza di scelte definitive sul nuovo piano regionale dei rifiuti rischi di trasformarsi in una gestione perenne dell'emergenza.

L’avvertimento a Palazzo Donini: l’economia circolare richiede strumenti certi senza gravare sempre sugli stessi territori

Le perplessità del Comune di Orvieto, sfociate in un duro botta e risposta con l'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca, si sono accentuate a seguito dell'Assemblea del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), durante la quale è stata discussa la proposta di legge regionale in materia di economia circolare. Pur condividendone i principi teorici, Roberta Tardani evidenzia l’assenza di un quadro operativo chiaro, capace di garantire l'effettiva chiusura del ciclo dei rifiuti in Umbria senza scaricare il peso dell'intero sistema sulle infrastrutture già esistenti.

"Dopo aver partecipato all’Assemblea del CAL, nella quale era all’ordine del giorno la proposta di legge in materia di economia circolare, questa preoccupazione è diventata ancora più forte. Gli obiettivi indicati sono condivisibili, ma ancora non emerge con chiarezza il disegno necessario per tradurli in un sistema capace di chiudere realmente il ciclo dei rifiuti. L’economia circolare è una direzione necessaria, ma non è ancora una strada tracciata. Non si possono confondere gli obiettivi con gli strumenti necessari per raggiungerli".

Il pericolo segnalato dal primo cittadino orvietano è che, a fronte di una transizione priva di impianti di smaltimento alternativi definiti, la risposta ricada sistematicamente sul conferimento in discarica, con un aggravio economico e ambientale che finisce per penalizzare i cittadini umbri: "Oggi l’Umbria si trova sospesa in una condizione di pericolosa incertezza, con il rischio che, ancora una volta, siano i singoli territori, sempre gli stessi, a dover compensare le conseguenze dell'assenza di una strategia regionale. E nel frattempo sui cittadini continuano a ricadere i costi di una organizzazione che non ha ancora trovato una prospettiva chiara".

La richiesta di fermare l’ampliamento: Orvieto rifiuta una disponibilità permanente nella gestione dell’emergenza

Nel documento inviato alla presidente Stefania Proietti, il sindaco rivendica il contributo storico offerto dal territorio alla tenuta dell’intero sistema umbro dei rifiuti, precisando tuttavia che il ruolo delle discariche deve rimanere marginale rispetto al ciclo dei rifiuti complessivo.

"Orvieto sa bene cosa significhi assumersi responsabilità. Da decenni ospitiamo una tra le più grandi discariche della regione e abbiamo contribuito in modo significativo al funzionamento del sistema regionale dei rifiuti. Sappiamo anche che le discariche fanno parte a tutti gli effetti del ciclo ma devono rappresentare una componente residuale, non la risposta ordinaria quando manca una strategia. Per questo la nostra città non può essere ancora una volta chiamata a colmare il vuoto delle non scelte. Non lo diciamo perché il problema venga semplicemente spostato altrove. Crediamo, invece, che si debba agire a tutela e nell’interesse di tutti i territori".

Da qui la richiesta formale alla Regione Umbria di bloccare subito il Procedimento Autorizzativo Unico Regionale (PAUR) per i nuovi volumi nell'impianto de Le Crete e di presentare un piano industriale dei rifiuti dettagliato. Il confronto si sposta ora sul piano politico, con la richiesta di impegni vincolanti: "Le chiediamo di indicarci con chiarezza: quale modello di gestione dei rifiuti vuole costruire questa Regione? Quali strumenti, quali costi, quali tempi e quali responsabilità intendete mettere in campo per garantire a tutti i cittadini umbri un sistema sostenibile, efficace e duraturo? E coerentemente alle linee che avete tracciato le chiediamo di fermare sin da subito ogni ulteriore ampliamento della discarica. Perché, nella situazione attuale, il rischio è che l’ampliamento della discarica finisca per diventare la soluzione più semplice a un problema che richiede invece una risposta certa e definitiva".

La missiva si chiude con un richiamo alla trasparenza istituzionale, a fronte di un dossier che impatta sull'intero equilibrio della regione: "Presidente, Orvieto non si è mai sottratta alle proprie responsabilità. Chiede però che non venga trasformata in una disponibilità permanente. Chiede che il problema venga affrontato, con visione, con trasparenza, con concretezza e con il coraggio delle scelte. Perché l’Umbria non può permettersi di continuare a navigare a vista".

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Federico Zacaglioni
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