Forzisti con le valigie in Umbria. Guido Verdecchia torna in Forza Italia dopo l’esperienza in Alternativa Popolare, ma il suo ingresso nel gruppo consiliare di Terni non è affatto scontato: a decidere è il capogruppo Francesco Ferranti, che resta sospeso dal partito in attesa del giudizio del Tribunale e potrebbe avvalersi del regolamento comunale per non farlo entrare nel gruppo azzurro. Verdecchia, però, insiste sul valore della coerenza verso i principi liberali, europeisti e garantisti, sottolineando che il suo obiettivo è rafforzare il legame tra Terni e il Governo centrale, in continuità con il rapporto con Raffaele Nevi. Di segno opposto il percorso di Rocco Girlanda, che nel 2013 scelse di lasciare il coordinamento regionale di Forza Italia per restare sottosegretario nel governo Letta, avvicinandosi poi al Nuovo Centrodestra e oggi entrando al vertice di “Noi Moderati” come nuovo responsabile regionale del movimento, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del partito in Umbria sui grandi comuni e sulle principali emergenze locali.
La fotografia scattata nella sede nazionale di Forza Italia, a Roma, racconta di un’accoglienza senza riserve. Guido Verdecchia posa accanto al segretario nazionale Antonio Tajani, al deputato e portavoce nazionale Raffaele Nevi e al segretario comunale di Terni Antonio De Angelis. Le parole scelte dall’ex esponente di Alternativa Popolare pescano nel lessico della militanza più convinta: “Oggi inizia un nuovo, importante capitolo del mio impegno politico. Ho scelto di tornare a casa”. E ancora: “È una scelta di coerenza verso i valori liberali, europeisti e garantisti che da sempre guidano il mio percorso”. L’incontro romano con Tajani, racconta Verdecchia, gli ha restituito “un entusiasmo rinnovato e la voglia di mettere la mia esperienza al servizio della comunità”. L’obiettivo dichiarato è “rafforzare il legame tra il nostro territorio e il Governo centrale, lavorando fianco a fianco con l’On. Raffaele Nevi e tutta la squadra azzurra in Umbria”.
Raffaele Nevi, dal canto suo, ha fatto gli onori di casa con il piglio di chi considera l’operazione politicamente rilevante: “Oggi la famiglia di Forza Italia si allarga con il ritorno a casa dell’amico e consigliere comunale di Terni, Guido Verdecchia. Sono molto felice di darne notizia alla presenza del nostro Segretario Antonio Tajani, del segretario comunale Antonio De Angelis, direttamente dalla sede nazionale del partito, nella città di Roma, che ha visto nascere politicamente Guido”.
Poi ci sono i risvolti polemici che tengono impegnato il partito da mesi. Francesco Ferranti, capogruppo di Forza Italia ib consiglio comunale e vicepresidente della Provincia con Bandecchi, sospeso dal partito per un anno e mezzo, non commenta direttamente l’ingresso di Verdecchia, ma fa sapere di ricordare bene quali siano gli strumenti che il regolamento dell’assise cittadina mette a disposizione del capogruppo: accettare o meno il transito di altri consiglieri nel gruppo azzurro. E Ferranti, in queste ore, sottolinea un passaggio che suona come un avvertimento neppure troppo velato: “Non sarebbe rispettoso degli elettori forzisti ammettere nel gruppo consiliare dirigenti o eletti di altre forze politiche”.
Il cortocircuito è evidente. Da un lato c’è la linea nazionale e regionale di Forza Italia, che ha aperto le braccia a Verdecchia e ne ha celebrato il ritorno con tutti i crismi dell’ufficialità. Dall’altro c’è il formicolante microcosmo ternano, dove il capogruppo – seppur sospeso – rivendica il diritto di parola su chi possa o non possa sedere tra i banchi azzurri. E lo fa appellandosi a un regolamento comunale che, in determinate circostanze, può trasformarsi in un’arma di veto incrociato.
Se Verdecchia prova a rientrare dalla porta principale, c’è chi quella porta l’aveva chiusa alle proprie spalle quasi dodici anni fa e oggi ne apre un’altra, sempre nello stesso perimetro del centrodestra ma con una targa diversa. Rocco Girlanda, già parlamentare e sottosegretario, attuale leader dell’opposizione di centrodestra nel Consiglio comunale di Gubbio, è il nuovo responsabile regionale di “Noi Moderati”. Prende il posto di Michele Toniaccini, sindaco di Deruta, che aveva ricoperto il ruolo di Commissario regionale in una fase – viene definita così nei comunicati ufficiali – “non semplice”.
La storia politica di Girlanda merita di essere ripercorsa con attenzione. Era il novembre del 2013 quando l’allora coordinatore regionale di Forza Italia in Umbria scelse di dimettersi dall’incarico per rimanere sottosegretario nel governo guidato da Enrico Letta. Una decisione che lo portò fuori dal partito azzurro e dentro il perimetro del Nuovo Centrodestra, la formazione nata dalla scissione promossa da Angelino Alfano. Da allora, il riferimento politico di Girlanda è stato quel ceppo moderato e governativo che oggi, dopo varie evoluzioni e aggregazioni, confluisce proprio in “Noi Moderati”.
A sancire il passaggio di consegne è stato il presidente nazionale del partito, l’onorevole Maurizio Lupi, con parole che mescolano gratitudine e prospettiva: “Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a Michele Toniaccini e a tutti i dirigenti regionali e provinciali di Noi Moderati per il lavoro svolto in questi mesi. In una fase non semplice, hanno saputo garantire presenza, organizzazione e radicamento”. Quanto a Girlanda, Lupi ha aggiunto: “Voglio ringraziare Rocco Girlanda per aver messo a disposizione di Noi Moderati la sua esperienza istituzionale e politica. Con Rocco mi lega un rapporto di stima e amicizia consolidato da anni di collaborazione, e sono certo che saprà interpretare al meglio questa nuova fase, con equilibrio, competenza e visione”.

L’agenda che attende il neo responsabile regionale è fitta. Il partito ha annunciato che nelle prossime settimane procederà a una revisione e al rafforzamento della struttura organizzativa, individuando referenti provinciali per Perugia e Terni e referenti comunali nei principali centri umbri: Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Assisi e Orvieto, per poi allargare progressivamente la presenza a tutti i comuni sopra i quindicimila abitanti. Sul fronte dei contenuti sono già in programma incontri tematici su sanità e sociale, trasporti e infrastrutture, ambiente e ciclo dei rifiuti, agricoltura e turismo, oltre al sostegno al tessuto imprenditoriale. Una piattaforma che punta a rendere Noi Moderati “una proposta politica aperta, inclusiva e radicata nei territori”.