15 Jun, 2026 - 15:15

Ricette false per psicofarmaci a Città di Castello: denunciata alla Procura di Perugia una 49enne

Ricette false per psicofarmaci a Città di Castello: denunciata alla Procura di Perugia una 49enne

Farmaci alla benzodiazepina ottenuti con ricette false, scatta la denuncia della Procura. Una donna di 49 anni, residente nell’Alto Tevere, è finita sotto indagine dopo che la Polizia di Stato di Città di Castello ha ricostruito un meccanismo fraudolento durato circa tre mesi. Tutto nasce dalla segnalazione di una farmacia, i cui addetti si accorgono di anomalie nelle prescrizioni presentate per acquistare psicofarmaci e chiamano il commissariato. I controlli incrociati sugli atti mostrano subito che quelle ricette non sono genuine. Da lì parte un’indagine della Squadra di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, che quantifica in una cinquantina le confezioni di medicinali ottenute grazie a certificazioni mediche contraffatte. Con il decreto di perquisizione, gli agenti trovano in casa della 49enne numerosi blister del farmaco, un timbro riconducibile a un medico del territorio e altra documentazione ritenuta rilevante. Tutto il materiale viene sequestrato, mentre la donna viene deferita per falso materiale e uso di atto falso.

Il controllo in farmacia e il tempestivo intervento del Commissariato di Pubblica Sicurezza

L'intera vicenda investigativa ha preso il via grazie all'intuizione e alla prontezza del personale di una farmacia della zona. I dipendenti dell'esercizio, insospettiti da alcune anomalie riscontrate nella documentazione esibita dalla donna per l'acquisto del medicinale, hanno deciso di non procedere alla consegna e di richiedere l'intervento immediato delle forze dell'ordine. Sul posto sono così intervenuti tempestivamente gli operatori del Commissariato di P.S.. I successivi approfondimenti avviati dalla Polizia di Stato hanno confermato i sospetti dei farmacisti, dimostrando in modo inequivocabile che le prescrizioni utilizzate per ottenere gli psicofarmaci non erano genuine.

La ricostruzione del sistema fraudolento e il volume di psicofarmaci illecitamente prelevati

L'attività investigativa, che si è sviluppata sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Perugia, ha permesso di fare piena luce su un sistema fraudolento ben strutturato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il meccanismo della falsificazione delle ricette si sarebbe protratto continuativamente per un arco temporale di circa tre mesi. Durante questo periodo, la cittadina italiana, classe 1977, sarebbe riuscita a raggirare diversi presidi farmaceutici della zona, ottenendo complessivamente circa cinquanta confezioni del medicinale a base di benzodiazepine. Il ritiro dei farmaci è avvenuto nel corso degli ultimi mesi presso diverse farmacie capillarmente distribuite sul territorio.

Il decreto di perquisizione domiciliare, il ritrovamento del timbro medico e il sequestro

Sulla base degli elementi raccolti dagli agenti, l'ufficio giudiziario umbro ha emesso un decreto di perquisizione nei confronti dell'indagata. L'atto è stato delegato al personale del Commissariato di P.S. di Città di Castello, che ha proceduto a setacciare l'abitazione della quarantanovenne. La perquisizione domiciliare ha dato esito positivo: all'interno dell'immobile i poliziotti hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro numerose confezioni del farmaco in questione. Oltre ai medicinali, gli agenti hanno scoperto un timbro riconducibile a un medico operante nel territorio e ulteriore documentazione di interesse investigativo, tra cui una prescrizione medica risultata contraffatta.

La donna è stata formalmente deferita all'Autorità Giudiziaria e dovrà ora rispondere dei reati contestati di “falso materiale” e “uso di atto falso”. La comunicazione ufficiale dei dettagli dell'operazione agli organi di stampa è stata formalmente autorizzata dal Procuratore della Repubblica Reggente, il Dott. Gennaro Iannarone, in conformità con le disposizioni legislative vigenti in materia.

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Federico Zacaglioni
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