24 Jun, 2026 - 17:45

Rete dei borghi a Terni: il piano strategico della giunta per il rilancio del territorio e l'accesso ai fondi europei

Rete dei borghi a Terni: il piano strategico della giunta per il rilancio del territorio e l'accesso ai fondi europei

Terni guarda alla sua costellazione di frazioni e centri storici per ridisegnare non solo l'assetto urbanistico, ma l’architettura sociale ed economica del proprio territorio. Il via libera della giunta comunale al programma strategico denominato “Rete dei Borghi e delle Comunità di Terni” segna l'avvio di una traiettoria precisa: connettere le antiche municipalità e le identità locali per trasformarle in leve di sviluppo diffuso, agganciando le risorse europee. L'atto formale, proposto dall’assessorato ai Lavori pubblici guidato da Sergio Anibaldi, fissa la strategia per la partecipazione al bando della Regione Umbria nell'ambito del PR FESR 2021-2027, mirato alla riqualificazione territoriale a fini culturali, sociali e turistici. “La giunta ha approvato un progetto per partecipare al bando regionale”, conferma l'assessore Anibaldi, chiarendo che l'iniziativa non si esaurisce in un intervento isolato, ma punta a strutturare una rete permanente per la valorizzazione del patrimonio pubblico e la coesione delle comunità locali.

Un’infrastruttura sociale e culturale diffusa contro lo spopolamento e a sostegno del turismo lento

La delibera approvata dall'esecutivo di Palazzo Spada si configura come un documento di indirizzo programmatico dal forte valore organizzativo. L'obiettivo centrale è l’attivazione di percorsi di rigenerazione culturale, sociale ed economica che vedono la rifunzionalizzazione di immobili e spazi pubblici come fulcro dell'azione amministrativa. “Si tratta di un documento di indirizzo e di rilievo strategico, a contenuto organizzativo -dichiara l'assessore Sergio Anibaldi - che persegue l'obiettivo principale della rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi storici, delle antiche municipalità e dei luoghi identitari del territorio ternano”.

I pilastri operativi del piano si articolano su tre direttrici interconnesse. Il primo riguarda la rigenerazione sociale e il welfare culturale, orientati a trasformare i beni storici in spazi aperti all'inclusione e alle attività creative, abbattendo le barriere e sfruttando l'arte per accrescere il benessere dei giovani, degli anziani e delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il secondo asse punta sulla rigenerazione economica, stimolando micro-economie locali e sostenibili attraverso lo sviluppo del turismo esperienziale, dei cammini e dell'inserimento socio-lavorativo di soggetti fragili. Infine, l'intero impianto è concepito come uno strumento di contrasto allo spopolamento, offrendo nuove opportunità occupazionali e giovanili capaci di incentivare la permanenza dei residenti all'interno dei borghi storici.

Dai canali della Cascata delle Marmore ai tracciati della Via Flaminia: la mappatura del patrimonio identitario

Miranda

La caratteristica distintiva del programma strategico risiede nella sua visione d'insieme: l'amministrazione non ha inteso concentrarsi su un singolo bene isolato, bensì ha scelto di mappare e mettere a sistema una rete diffusa di siti capillarmente distribuiti sul territorio, giudicati potenzialmente candidabili alle linee di finanziamento regionali. La geografia del progetto include una pluralità di borghi e frazioni: Cesi, Papigno, Marmore, Collestatte, Torre Orsina, Piediluco, Miranda, Collescipoli, Battiferro e Rocca San Zenone.

Il patrimonio immobiliare individuato comprende ex sedi comunali, ex edifici scolastici dismessi, immobili a vocazione culturale, spazi civici di aggregazione, strutture del patrimonio industriale storico e beni strettamente connessi alle direttrici storiche e naturalistiche della Via Flaminia e della Cascata delle Marmore. Contestualmente all'approvazione del programma, la giunta ha dato il via libera alla Relazione di Fattibilità e al Manifesto dei Borghi, ponendo le basi documentali necessarie per i successivi passaggi operativi che vedranno il coinvolgimento diretto delle forze civiche ed economiche della città.

Il modello giuridico del Partenariato Speciale Pubblico Privato e i vincoli dei finanziamenti europei

Collestatte

Dal punto di vista dell'attuazione pratica, la delibera demanda alla direzione Governo del Territorio il compito di emanare un Avviso Pubblico finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse da parte di enti del terzo settore, università, fondazioni e imprese culturali interessate a concorrere alla co-progettazione degli interventi. Per garantire la continuità del confronto e una partecipazione reale della cittadinanza, in linea con i princìpi della Convenzione di Faro, è prevista inoltre l'istituzione del Laboratorio Permanente Rete dei Borghi.

I parametri economico-finanziari definiti dal quadro regionale prevedono che il contributo richiesto per ciascun progetto possa variare da un minimo di 201.000 euro fino a un massimo di 500.000 euro, con una copertura totale dei costi pari al 100%. A fronte del finanziamento, i progetti di valorizzazione dovranno garantire una durata minima di 15 anni. Al momento dell'adozione, l'atto mantiene una valenza esclusivamente strategica e di indirizzo politico, senza comportare impegni di spesa immediati o variazioni sul bilancio del Comune di Terni. Sul piano giuridico, l’amministrazione ha escluso i tradizionali modelli di concessione o di appalto esternalizzato, preferendo la formula del Partenariato Speciale Pubblico Privato (PSPP), fondato sulla sussidiarietà orizzontale. “Questo modello - conclude l'assessore Sergio Anibaldi - supera la contrapposizione tra interesse pubblico e privato, creando una 'comunità di progetto' che condivide responsabilità e competenze”.

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Federico Zacaglioni
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