Da Lecce a Terni, lungo una direttrice che unisce la conservazione dei beni culturali e un confronto politico destinato a guardare oltre il perimetro amministrativo locale. La sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone,nei giorni scorsi è arrivata in visita ufficiale nel capoluogo umbro per compiere un doppio passaggio: una verifica tecnica di alto profilo sul restauro della storica Tettoia Liberty dell’ex mercato coperto salentino e una serie di incontri istituzionali culminati nel confronto con la giunta comunale e in un contatto telefonico diretto con il sindaco Stefano Bandecchi.
Al centro della missione operativa figura il lavoro affidato a una fonderia ternana d’eccellenza, incaricata di eseguire il delicato intervento conservativo per conto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce. L’azienda, la cui denominazione viene mantenuta riservata per stringenti ragioni di sicurezza e tutela delle opere, è specializzata nel trattamento della ghisa ed è stata individuata mediante affidamento diretto proprio in virtù dell'altissima specificità delle competenze tecniche maturate. L’incontro a Palazzo Spada, propiziato dall’interessamento dell’assessore al Bilancio Michela Bordoni, ha aperto contestualmente un canale di dialogo istituzionale e politico tra le due città.

La parte operativa della visita ha avuto come teatro i laboratori della fonderia ternana, dove si stanno compiendo le lavorazioni per restituire integrità strutturale e cromatica alla Tettoia Liberty dell’ex mercato coperto di Lecce. L'opera, una volta ultimata, sarà ricollocata nel futuro polo polifunzionale di Piazza Tito Schipa, tornando a costituire un elemento identitario per l'architettura della città salentina.
La sindaca Adriana Poli Bortone ha preso parte al sopralluogo affiancata da una delegazione tecnica di primo piano, composta dal Soprintendente Antonio Zunno, dall’architetto Michela Catalano e dalla dottoressa Angelica Mancini, con la partecipazione dei delegati della ditta De Nuzzo e dei tecnici dello Studio Pacella, consulente del Comune di Lecce.
Durante l’ispezione sul manufatto, i tecnici hanno illustrato le risultanze della campagna di indagini stratigrafiche e dei saggi preliminari. L’indagine ha permesso di mappare con precisione scientifica i diversi passaggi storici vissuti dalla struttura: dalla realizzazione originaria agli interventi manutentivi condotti negli anni Trenta, sino allo smontaggio avvenuto negli anni Ottanta. “La ricostruzione rigorosa delle fasi storiche dell'opera è indispensabile per individuare i corretti protocolli di protezione metallica e per restituire al manufatto la sua coloritura originaria prima del definitivo riposizionamento”, è emerso durante il confronto tecnico.

La decisione di assegnare l'intervento all'officina umbra poggia sulla natura del manufatto, la cui lavorazione su ghisa, acciaio e ferro richiede parametri di qualificazione eccezionali. Nel settore del restauro metallico specializzato, la fonderia ternana viene considerata l'unica realtà sul territorio nazionale in possesso delle certificazioni e delle referenze adeguate a operare su beni tutelati di tale rilievo, operando in costante raccordo con gli organi ministeriali e avvalendosi di restauratori qualificati presso l'Accademia di Belle Arti di Roma.
Il portfolio della ditta registra commesse di primo piano eseguite nella Capitale, tra cui il restauro dei lampioni storici di Piazza di Spagna, Ponte Mazzini, Via della Conciliazione, Piazza San Pietro e delle lanterne monumentali dello Stato della Città del Vaticano. Proprio la rarità e il pregio artistico dei materiali trattati hanno imposto l’omissione del nome dell’azienda dalle comunicazioni formali, per prevenire rischi legati alla sicurezza dei manufatti in lavorazione.
Le procedure in corso stanno seguendo i vincoli imposti dalla Soprintendenza attraverso una sequenza definita di stuccature, rasature e cicli di verniciatura protettiva. Con l'ingresso nella seconda fase operativa, è già stato programmato un nuovo sopralluogo congiunto per formalizzare il via libera al rientro dell’opera in Puglia.

Esaurita la fase ispettiva, la delegazione si è trasferita a Palazzo Spada, sede istituzionale del Comune di Terni. Ad accogliere la prima cittadina leccese sono stati il vicesindaco Paolo Tagliavento e l’assessore al Bilancio Michela Bordoni. La presenza della sindaca salentina è scaturita dal lavoro di raccordo svolto dalla stessa assessore Bordoni, orientato a promuovere le eccellenze produttive e i profili professionali del territorio locale all'interno di circuiti istituzionali di rilievo nazionale. A testimonianza della stima istituzionale e per sancire il legame culturale instaurato tra le due realtà urbane, l'amministrazione ternana ha conferito ad Adriana Poli Bortone il Thyrus d’oro, la massima onorificenza civica e simbolo della città di Terni.
La sindaca ha espresso apprezzamento per l’accoglienza ricevuta e per la qualità della manifattura locale: “L'alta specializzazione delle maestranze ternane rappresenta un valore fondamentale per la salvaguardia del patrimonio storico italiano, confermando la solidità di una sinergia operativa che garantisce rigore e qualità”.

Il momento centrale sul piano dei rapporti politici si è concretizzato attraverso un contatto telefonico diretto tra Adriana Poli Bortone e il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, avvenuto prima dell'incontro con l'intera giunta comunale. La conversazione tra i due amministratori, definita proficua e cordiale, ha registrato uno scambio di contatti personali e la condivisione di una comune visione sulle dinamiche amministrative locali e sulle prospettive generali. L’interlocuzione assume un peso specifico alla luce della traiettoria politica di Adriana Poli Bortone (già vicepresidente della Camera dei Deputati, ministra delle Risorse Agricole, senatrice ed europarlamentare) e del posizionamento assunto da Stefano Bandecchi.
Il passaggio istituzionale a Palazzo Spada ha superato la formula della visita di cortesia, delineando le premesse per un asse di confronto politico continuativo tra le due amministrazioni. Il recupero della memoria materiale della Tettoia Liberty leccese e il dinamismo dell'industria del restauro ternana hanno così costituito il terreno per un'intesa che ambisce ad ampliare il raggio d'azione del dialogo tra Salento e Umbria.