03 Mar, 2026 - 12:54

Regione Umbria, si dimette il direttore regionale Paggi. L'opposizione: "La Giunta assicuri continuità nei settori strategici"

Regione Umbria, si dimette il direttore regionale Paggi. L'opposizione: "La Giunta assicuri continuità nei settori strategici"

Le recenti dimissioni del direttore regionale Gianluca Paggi riaprono il confronto politico a Palazzo Donini, riportando al centro dell’attenzione il delicato equilibrio tra indirizzo politico e struttura tecnica dell’amministrazione.

L’uscita di una figura apicale con responsabilità su settori considerati strategici - dal governo del territorio alle politiche ambientali, dalla protezione civile fino al coordinamento dei programmi finanziati con risorse Pnrr - viene interpretata dall’opposizione non come un normale avvicendamento gestionale, ma come un passaggio destinato ad avere profonde ripercussioni sul piano istituzionale e organizzativo.

A intervenire sulla vicenda, con una nota congiunta, sono i gruppi di minoranza in Consiglio regionale, che collocano la vicenda su un piano esplicitamente politico.

"Le dimissioni del direttore regionale Gianluca Paggi, professionista di riconosciuto valore, con una solida e comprovata esperienza nel proprio settore, rappresentano un fatto politico grave che non può essere archiviato come una semplice vicenda interna agli uffici. A distanza di un solo anno dal suo arrivo, la Giunta di sinistra perde una figura apicale con competenze strategiche su governo del territorio, ambiente, protezione civile, riqualificazione urbana e coordinamento del Pnrr. Un segnale evidente di difficoltà nella gestione della macchina amministrativa".

La presa di posizione porta la firma dei consiglieri Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tesei presidente - Umbria Civica).

I rapporti tra politica e struttura tecnica

Nel documento diffuso, i consiglieri di minoranza sollevano interrogativi sul clima interno all’amministrazione regionale e sui rapporti tra vertice politico e apparato tecnico.

"È legittimo domandarsi - sottolineano i consiglieri di minoranza, in una nota della Regione - se dietro questa scelta non vi sia un clima organizzativo confusionario, caratterizzato da rapporti complicati tra parte politica e struttura tecnica. Ci chiediamo se si tratti di contrasti con l'assessore di riferimento Thomas De Luca o magari direttamente con la presidente Stefania Proietti. La sensazione è che la Giunta stia dimostrando un preoccupante dilettantismo nella gestione del personale e degli uffici regionali".

Parole che collocano la vicenda su un piano esplicitamente politico, oltre che amministrativo, e che chiamano direttamente in causa l’assetto decisionale della Giunta.

Il nodo Pnrr e le possibili ricadute

Particolare attenzione viene posta ai programmi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ambito che rientrava tra le competenze del direttore dimissionario.

"La concentrazione delle decisioni in capo alla presidente, invece di rafforzare l'efficienza, rischia di generare tensioni e disorientamento, indebolendo quella collaborazione tra indirizzo politico e competenza tecnica che è fondamentale per governare. Le conseguenze potrebbero non essere marginali. In particolare, desta preoccupazione la tenuta dei programmi finanziati con il Pnrr. Eventuali rallentamenti nelle procedure, nelle autorizzazioni o nell'attuazione dei progetti rischiano di tradursi in ritardi sull'utilizzo delle risorse, con ricadute concrete su cittadini, imprese ed enti locali".

Il riferimento è alla necessità di rispettare cronoprogrammi e scadenze stringenti, in un quadro normativo che impone rapidità decisionale e continuità amministrativa.

“Instabilità nei settori strategici”

Nella parte conclusiva della nota, l’opposizione allarga il perimetro della critica alla gestione complessiva dell’amministrazione regionale.

"Dopo poco più di dodici mesi di mandato, la maggioranza di sinistra perde un punto di riferimento nella struttura regionale e dimostra di non essere in grado di creare un clima stabile e produttivo all'interno dell'amministrazione. Governare significa saper guidare e motivare la macchina pubblica, non metterla in difficoltà con scelte improvvisate o con dinamiche interne poco trasparenti. E, a quanto ci risulta, quello di Paggi potrebbe essere soltanto il primo di una lunga serie di addii eccellenti. L'Umbria non può permettersi instabilità proprio nei settori più delicati e strategici".

Il passaggio evidenzia inoltre la preoccupazione dell’opposizione per l’eventualità di ulteriori cambiamenti ai vertici della struttura amministrativa regionale, richiamando l’importanza di garantire continuità e stabilità organizzativa soprattutto nei settori considerati strategici per le politiche di sviluppo territoriale e per la gestione dei programmi di investimento pubblico.

La richiesta di chiarimenti alla presidente Proietti

La minoranza conclude sollecitando un intervento pubblico da parte della presidente della Regione. "La presidente Proietti chiarisca immediatamente le ragioni di questa uscita e spieghi quali garanzie intenda offrire per assicurare la piena operatività della macchina".

Una richiesta che punta ottenere chiarimenti sulle ragioni che hanno portato alle dimissioni di Paggi e sulle iniziative che l’esecutivo regionale intende mettere in campo per assicurare la piena continuità operativa delle attività amministrative, evitando possibili ripercussioni sulla gestione dei programmi in corso e sull’azione degli uffici.

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Francesco Mastrodicasa
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