Non soltanto luoghi di aggregazione, ma spazi dove ogni giorno si costruiscono relazioni, si promuove l'inclusione e si offre un punto di riferimento a migliaia di bambini, adolescenti e famiglie. È da questa considerazione che nasce la scelta della Regione Umbria di destinare quattro milioni di euro agli oratori, una rete capillare composta da oltre 150 strutture diffuse nei centri urbani e nelle realtà più piccole del territorio regionale.
L'intervento, finanziato attraverso il Fondo di coesione sociale, accompagnerà il sistema degli oratori nel triennio 2026-2028 e punta non soltanto a sostenere le attività educative, ma anche a migliorare le condizioni degli edifici che le ospitano. L'annuncio è stato ufficializzato nel Salone d'Onore di Palazzo Donini, a Perugia, pochi giorni dopo il via libera della Giunta regionale alla delibera che ha reso possibile l'operazione. Ora l'attenzione si concentra esclusivamente sulla pubblicazione del bando, ultimo passaggio tecnico prima dell'avvio concreto degli interventi.
Il piano predisposto dalla Regione segue una programmazione distribuita su tre annualità. Nel 2026 saranno messi a disposizione 400 mila euro, mentre il cuore dell'investimento arriverà nel 2027, quando saranno assegnati 2 milioni e 735 mila euro. L'ultima tranche, pari a 865 mila euro, completerà il programma nel 2028.
Le risorse non serviranno soltanto a sostenere i progetti educativi e sociali che gli oratori sviluppano durante l'anno. Una parte consistente dei fondi sarà infatti destinata al miglioramento delle strutture, con interventi finalizzati ad aumentare la sicurezza, ridurre i consumi energetici e rendere gli edifici accessibili a tutti.
Tra le opere previste figurano interventi di efficientamento energetico, manutenzioni straordinarie e lavori per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Secondo il cronoprogramma illustrato dalla Regione, gli interventi finanziati dovranno essere avviati entro il 31 ottobre.
Durante la presentazione del progetto, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha spiegato le ragioni che hanno portato l'amministrazione regionale a destinare nuove risorse a questo settore. "Cosa c'è di maggiore coesione sociale del lavoro che fanno gli oratori", ha dichiarato.
La presidente ha poi illustrato il percorso amministrativo che ha consentito di recuperare i finanziamenti attraverso una rimodulazione del Fondo di coesione sociale.
"Per questo motivo il pubblico vuole investire perché ogni euro investito in oratori si moltiplica. Abbiamo così chiesto di rivedere il Fondo, che ogni sette anni il Governo assegna alle Regioni, attraverso una rimodulazione e poi ottenuto l'assenso. Da questo lavoro chirurgico e certosino abbiamo ricavato 4 milioni di euro".
Per Proietti, il valore dell'iniziativa non si misura esclusivamente nell'entità economica dello stanziamento, ma soprattutto nelle ricadute che potrà produrre sulle nuove generazioni.
"Sapere che fondi pubblici importanti arrivano a destinazione per far crescere i nostri ragazzi ci riempie di orgoglio e ci ripaga del lavoro fatto".
L'assessora regionale Simona Meloni ha invece posto l'accento sul metodo seguito nella costruzione del provvedimento, evidenziando come il bando sia nato da un confronto diretto con il territorio.
L'investimento, ha spiegato, è stato pensato "per dare spazi e servizi utili a giovani, famiglie e comunità", sottolineando anche il lavoro svolto per superare gli aspetti amministrativi che hanno preceduto il finanziamento.
"Abbiamo lavorato per sistemare le questioni amministrative e messo a disposizione una cifra importante. Abbiamo condiviso un percorso raccogliendo le necessità di tutta la regione".
A rappresentare il mondo degli oratori umbri è stato infine don Matteo Renga, coordinatore regionale, che ha evidenziato come il confronto con la Regione abbia permesso di costruire un progetto condiviso. Il sacerdote ha ringraziato l'amministrazione per il lavoro svolto insieme ai territori e ha ricordato il ruolo che queste strutture continuano a ricoprire nelle comunità locali. "Gli oratori sono delle porte aperte e spalancate a tutti, luoghi di dialogo anche con le altre religioni, di prevenzione e cura di tanti disagi che caratterizzano la società di oggi".
L'avvio del bando rappresenterà ora il passaggio decisivo per trasformare lo stanziamento in interventi concreti. Per molte parrocchie e realtà associative sarà l'occasione per riqualificare edifici che da decenni costituiscono un punto di riferimento per intere comunità.