Comincia a entrare nel vivo anche in Umbria il confronto sul referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere. A Terni, il dibattito si accende dopo l’intervento del sindaco Stefano Bandecchi, che in un’intervista a “Il Giornale” ha spiegato “Ecco perché voto Sì”, sottolineando come si tratti “di una questione che riguarda tutti i cittadini e le imprese” e non di un tema legato a schieramenti politici.
Bandecchi non è mai stato considerato un politico legato a una delle coalizioni maggioritarie eppure sceglie di schierarsi apertamente. “Il sistema giustizia non funziona, è squilibrato nel rapporto accusa-difesa, è in mano alle correnti politicizzate”, ha spiegato, aggiungendo che questo referendum non è una questione di Meloni o di una parte politica. Per il sindaco di Terni, il tema riguarda l’equilibrio dei poteri dello Stato e la tutela dei cittadini e delle imprese, e merita un’attenzione immediata.
Bandecchi ha ricordato come la separazione delle carriere sia un tema discusso da trent’anni, citando l’esempio di Giovanni Falcone, che nel 1991 ne chiedeva l’introduzione. Ha sottolineato come scandali recenti, come le nomine al Csm emerse con il caso Palamara, abbiano dimostrato che il sistema non è immune dalle pressioni interne e dalle logiche di corrente. “Il referendum è la risposta giusta per alcuni dei problemi della giustizia”, ha detto, evidenziando la necessità di una magistratura libera ed equilibrata.
Il sindaco ha insistito sull’importanza del ruolo degli amministratori locali. “Per avere la certezza di una magistratura che non deve sottostare ai giochi delle correnti e non deve sostenere né ideologie né schieramenti politici, serve intervenire ora”, ha spiegato. Ha inoltre richiamato l’urgenza di ridurre i tempi dei processi. “Oggi basta un avviso di garanzia per rovinare la vita di persone e aziende: perdita di credibilità, problemi con le banche, fallimenti. Per ridurre davvero i tempi servono più magistrati e più cancellieri, altrimenti nessuna riforma sarà efficace”.
Bandecchi ha quindi collegato il referendum a una visione più ampia della giustizia, che includa risorse, personale e strumenti tecnologici adeguati. “La riforma costituzionale è un pezzo, ma il governo deve impegnarsi anche su personale e mezzi tecnici”, ha concluso, ribadendo che una giustizia più rapida e trasparente è un interesse che riguarda tutti.
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Sul fronte del sostegno al Sì, Forza Italia Giovani Terni ha organizzato una mobilitazione capillare sul territorio. Gli incontri non saranno semplici appuntamenti di volantinaggio, ma veri momenti di confronto con cittadini e giovani. La segreteria provinciale, insieme ai segretari comunali di Amelia, Sangemini e Terni, ha strutturato un calendario di iniziative che toccherà più punti della provincia: si comincia il 1 marzo a San Gemini, poi l’8 marzo ad Amelia, il 13 marzo a Narni, Mercato Narni Scalo, il 15 marzo a Terni, Corso Tacito, e si chiude il 18 marzo al Nuovo Mercato Coperto di Terni.
Gli eventi si svolgeranno dalle 10.30 alle 13 e coinvolgeranno anche i rappresentanti del comitato “Giovani Umbri per il Sì”, con l’obiettivo di informare la cittadinanza sui contenuti del referendum e sensibilizzare soprattutto i giovani. Secondo Pietro Nevi, segretario provinciale di Forza Italia Giovani Terni, queste iniziative servono a creare un contatto diretto con i cittadini, per spiegare senza filtri le ragioni del Sì e chiarire dubbi o informazioni contrastanti. Francesco Neri, coordinatore del comitato, ha aggiunto che l’obiettivo è rendere la campagna chiara e trasparente, offrendo a chi partecipa tutti gli strumenti per comprendere l’importanza della riforma.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico organizza una serie di incontri informativi e dibattiti per spiegare le ragioni del No. A Baschi, venerdì 27 febbraio, sarà presente il segretario del circolo Sandro Rotisciani insieme a Valentina Pelucco, Gabriele Posti, Luisa Basili, con conclusione affidata a Damiano Bernardini, segretario regionale. L’incontro sarà aperto a tutta la cittadinanza e intende chiarire cosa cambia davvero con la riforma e perché votare No.
A Stroncone, sabato 28 febbraio, è previsto un dibattito con il segretario provinciale Carlo Emanuele Trappolino e il magistrato Pier Luigi Panariello, con la partecipazione di consiglieri regionali e responsabili provinciali del Pd. L’obiettivo è informare i cittadini sui rischi percepiti della riforma e stimolare un voto consapevole.
Anche il Movimento 5 Stelle Terni interviene sul territorio. Il 5 marzo al Centro Sociale Gabelletta si terrà un incontro pubblico e una cena sociale. Il comitato provinciale per il No, guidato da Francesco Tanzarella, sottolinea che la riforma “non semplifica, ma espone il sistema alla politica”. Secondo il M5S, la magistratura deve restare autonoma, la legge uguale per tutti e i problemi reali, come la lentezza dei processi, non si risolvono modificando la Costituzione.
Nel Ternano, quindi, il confronto referendario entra nel vivo. Da una parte il Sì di Bandecchi e dei comitati giovanili, dall’altra il No di Pd e M5S, tutti impegnati a spiegare le proprie posizioni attraverso incontri sul territorio. La partita si gioca non solo sulle posizioni politiche, ma sul grado di informazione dei cittadini, chiamati a decidere su una riforma che promette di incidere sul funzionamento della giustizia e sulla vita delle imprese.