Si chiude a a Perugia la campagna referendaria per il No promossa dai comitati “Società civile per il No” e “Giusto dire No”. L’appuntamento è fissato per venerdì 20 marzo, alle ore 17.30, alla Sala dei Notari, nel cuore del centro storico del capoluogo, dove si terrà l’evento conclusivo prima del voto del 22 e 23 marzo.
Un momento che segna il punto di arrivo di un percorso politico e civico sviluppatosi nelle ultime settimane attraverso una fitta rete di iniziative sul territorio provinciale, con l’obiettivo di informare i cittadini sui contenuti della riforma sottoposta a referendum.
La mobilitazione dei comitati si è articolata in numerosi appuntamenti pubblici, incontri tematici e momenti di confronto che hanno interessato l’intera provincia di Perugia. Un lavoro definito dagli organizzatori come capillare, volto a stimolare un dibattito approfondito e accessibile, capace di andare oltre le semplificazioni del confronto politico.
Le iniziative hanno registrato una partecipazione diffusa, contribuendo a mantenere alta l’attenzione su un passaggio considerato estremamente importante per l’assetto istituzionale e giuridico. In questo contesto, la campagna si è caratterizzata per la presenza di esponenti di primo piano del panorama politico e sindacale nazionale, tra cui Luigi Bersani, Elly Schlein, Rosy Bindi, Maurizio Landini e Michele De Palma, intervenuti nel corso degli incontri organizzati sul territorio.
L'iniziativa si terrà in uno dei luoghi simbolo della città, la Sala dei Notari, scelta per il suo valore istituzionale e per la sua centralità nel tessuto urbano perugino. L’iniziativa rappresenta un momento di sintesi e rilancio, alla vigilia del voto, delle ragioni del No.
All'incontro interverranno figure di rilievo del mondo istituzionale, accademico e associativo: il procuratore generale della Corte d’appello di Perugia, Sergio Sottani; il professore ordinario di procedura penale all’Università degli Studi di Perugia, Carlo Fiorio; la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti; la coordinatrice dell’Unione degli universitari di Perugia, Nicoletta Schembari; e il costituzionalista Mauro Volpi, coordinatore del Comitato provinciale “Società civile per il No”.
All'appuntamento è prevista anche la partecipazione dei rappresentanti delle forze politiche e delle associazioni aderenti al Comitato provinciale per il No, espressione di un fronte ampio e articolato che, nel corso della campagna, ha saputo aggregare sensibilità diverse, accomunate dalla contrarietà alla riforma.
Il percorso promosso dai comitati ha puntato a integrare competenze giuridiche e accademiche con il contributo della società civile organizzata e del mondo studentesco, costruendo uno spazio di confronto che ha cercato di mantenere un profilo informativo e partecipativo. L’obiettivo dichiarato è stato quello di favorire una maggiore consapevolezza tra gli elettori, offrendo strumenti di lettura e approfondimento sui contenuti del referendum.
L'evento del 20 marzo si colloca nelle ore finali della campagna referendaria e rappresenta l’ultima occasione pubblica per ribadire le posizioni del fronte del No. Un passaggio che assume un valore strategico, sia sul piano comunicativo sia su quello della mobilitazione.
La chiusura alla Sala dei Notari si configura così come un momento conclusivo ma anche di rilancio, con l’intento di mantenere alta l’attenzione fino all’apertura delle urne. Il voto del 22 e 23 marzo costituirà infatti il banco di prova finale di un percorso che ha visto un’intensa attività sul territorio e un confronto diffuso.
Nel quadro della campagna, l’iniziativa assume un significato che va oltre il semplice evento conclusivo. Si tratta, nelle intenzioni dei promotori, di un momento di restituzione pubblica del lavoro svolto e di consolidamento di una rete costruita nel tempo.
La scelta di un appuntamento aperto, con interventi qualificati e la partecipazione di rappresentanti istituzionali e della società civile, riflette la volontà di chiudere la campagna mantenendo un profilo centrato sui contenuti e sulla partecipazione.
In attesa del voto, Perugia diventa così il punto di convergenza finale di una mobilitazione che ha attraversato il territorio e che, con l’incontro del 20 marzo, si prepara a consegnare agli elettori le ultime riflessioni prima di una decisione considerata cruciale.