Terni tira un sospiro di sollievo dopo essere stata profondamente scossa da una vicenda di violenza che ha avuto per vittima un giovane affetto da autismo. La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di due minorenni, ritenuti gravemente indiziati di una rapina avvenuta il 6 maggio in viale Curio Dentato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo sarebbe stato avvicinato, aggredito e picchiato, mentre i due gli strappavano con forza un paio di cuffie bluetooth. Le indagini della Squadra Mobile, sviluppate attraverso l’analisi di immagini di videosorveglianza pubbliche e private, hanno consentito di identificare i presunti autori del fatto, su cui ora si concentra il lavoro della Procura minorile di Perugia. Dagli accertamenti, inoltre, sarebbe emerso anche un ulteriore episodio di furto con strappo, contestato a uno dei due insieme a un terzo minorenne già segnalato all’autorità giudiziaria. Una risposta istituzionale ferma che affronta una ferita aperta nel tessuto cittadino.
Il grave episodio di cronaca risale al pomeriggio del 6 maggio scorso, quando la normale quotidianità del centro cittadino è stata interrotta da un atto di brutale prevaricazione. La vittima, un giovane ternano affetto da autismo, stava camminando lungo viale Curio Dentato, un'arteria stradale nodale e solitamente frequentata. All'improvviso, il ragazzo è stato affiancato dai due minorenni che lo hanno puntato per derubarlo. Con un'azione repentina e violenta, i due gli hanno strappato dalle orecchie un paio di cuffie bluetooth. Di fronte al disorientamento e alla vulnerabilità del giovane, l'aggressione si è rapidamente trasformata in un vero e proprio pestaggio: la vittima è stata colpita ripetutamente con calci e pugni, venendo lasciata a terra sotto shock prima che i malviventi fuggissero per fare perdere le proprie tracce.
Le indagini, avviate immediatamente dagli uomini della Squadra Mobile di Terni, si sono concentrate sulla raccolta di ogni elemento utile a dare un volto ai responsabili. Gli investigatori hanno setacciato l'intera area dell'aggressione, procedendo a uno scrupoloso esame dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza sia pubblici, legati alla rete comunale, sia privati, appartenenti agli esercizi commerciali della zona. L'analisi incrociata dei fotogrammi ha permesso di isolare i movimenti dei sospettati prima e dopo il raid. Gli elementi raccolti hanno delineato un quadro indiziario solido, spingendo il G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Perugia a emettere la misura cautelare del collocamento in comunità su formale richiesta della Procura minorile.
L'operazione della Polizia si inserisce in un contesto urbano già profondamente segnato da un altro gravissimo episodio analogo, che aveva destato una forte ondata di sdegno e preoccupazione tra i residenti. Nei primi giorni di giugno, infatti, la comunità locale era stata scossa dalla vicenda di M.B., un ragazzodi 37 anni anch'egli affetto da autismo. Il trentasettenne, figura molto nota in città per la sua assidua e appassionata partecipazione agli eventi culturali, alle mostre artistiche, alle riunioni del consiglio comunale e alle assemblee pubbliche, era stato aggredito nella storica zona di Porta Sant'Angelo e nei pressi dei gradoni di viale della Rinascita.
In quel caso, con una dinamica criminale analoga, all'uomo era stato sottratto il telefono cellulare con un furto con strappo che lo aveva visto rovinare pesantemente a terra. Ferito e disorientato, il trentasettenne aveva dovuto cercare faticosamente aiuto tra le vie del centro, muovendosi verso le zone maggiormente frequentate dalla movida cittadina. Era stato lo stesso M.B. a diffondere la notizia attraverso i propri canali social, chiedendo esplicitamente ai ternani di dargli una mano a recuperare gli oggetti personali sottratti. Gli accertamenti successivi condotti dalla Questura hanno inoltre rivelato il presunto coinvolgimento di uno dei due minori fermati per l'assalto di maggio in un ulteriore episodio di furto con strappo, commesso insieme a un terzo minorenne, quest'ultimo già formalmente deferito all'Autorità Giudiziaria.
La notifica dei provvedimenti cautelari rappresenta un punto fermo nell'azione di contrasto ai reati predatori commessi contro le fasce più deboli, ma l'iter giudiziario segue i binari rigorosi garantiti dall'ordinamento giuridico italiano. Gli uffici inquirenti hanno infatti tenuto a sottolineare la natura provvisoria delle contestazioni mosse ai due giovanissimi. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase cruciale delle indagini preliminari, un momento in cui gli elementi d'accusa devono ancora superare il vaglio del contraddittorio processuale.
Dalla Questura è arrivata una precisazione formale in merito alla natura delle misure restrittive applicate: “I provvedimenti si basano sugli elementi raccolti, che saranno verificati nel processo”. Una nota istituzionale che ribadisce la trasparenza e il rigore delle procedure applicate dalla magistratura minorile umbra. Le autorità hanno ricordato come la presunzione di non colpevolezza rimanga l'asse portante del sistema penale. Sarà ora il dibattimento a stabilire la sussistenza delle responsabilità penali, mentre le istituzioni locali continuano a monitorare i fenomeni di devianza giovanile sul territorio.