Dal 2000, fine Aprile in Umbria fa rima con motori. Con queste premesse è stata presentata l'edizione 2026 del Rally dell’Umbria, un evento che nel tempo ha saputo evolversi: nato come competizione di alto livello (italiana ed europea), dal 2013 ha scelto la via del turismo per valorizzare il "cuore verde d’Italia" con ritmi più dolci.
Quella di quest'anno è ufficialmente la 15ª edizione, un traguardo che racchiude sei anni di gare agonistiche e nove di formula turistica, senza dimenticare il successo di esperienze parallele come l’Anàbasi 300 e la Boòn. Il Presidente Filippo Ceccucci e i volontari del Moto Club Umbria (una realtà da oltre 400 soci) puntano tutto sul binomio moto-territorio: un'esplorazione profonda che tocca arte, natura ed enogastronomia. Il successo è tale che i 250 posti disponibili sono andati a ruba in poche ore, lasciando oltre 150 persone in lista d'attesa. Un limite numerico, spiega l'organizzazione, necessario per tutelare l’ecosistema e i fragili equilibri dei percorsi attraversati. (Foto di copertina Rally dell'Umbria)
L’edizione 2026 del Rally dell’Umbria si preannuncia come un viaggio immersivo tra natura e borghi, confermando la sua formula unica di esplorazione territoriale. Stefano Ceccucci (Moto Club Umbria) ha spiegato che "i percorsi saranno come sempre straordinari, ben distinti e realizzati appositamente di anno in anno", snodandosi per 750 km attraverso 29 comuni umbri e 4 marchigiani. Il tratto distintivo resta la navigazione: "tutti seguendo il 'roadbook' (una delle specialità del Moto Club Umbria, l’unico disegnato a mano nota per nota)", disponibile sia in formato cartaceo che digitale. Oltre ai paesaggi, i piloti vivranno "quella che è in effetti l’unica vera competizione, se così vogliamo chiamarla: quella tra le varie 'Pro Loco' ospitanti per offrire il meglio della gastronomia del proprio territorio, neanche a dirlo, a 'chilometro zero'". Ceccucci ha poi voluto ringraziare il Comune di Perugia "nelle persone della sindaca Ferdinandi e degli assessori Croce e Vossi, che ancora una volta ci manifestano amicizia e supporto".
Proprio l’assessore al Turismo di Perugia, Fabrizio Croce, ha lodato l'iniziativa definendola "un’occasione unica per promuovere il nostro territorio come destinazione turistica di cui andare a scoprire i valori più autentici". Secondo Croce, l'evento "attrae un pubblico internazionale maturo interessato a scoprire l’Umbria come fanno i veri appassionati, pronti anche a tornare con famiglia e amici" affermando inoltre che questo rally "rappresenta lo sport nella sua essenza più pura: non competizione fine a sé stessa, ma avventura condivisa e scoperta del territorio".
Anche la UISP ha espresso il suo favore attraverso le parole di Daniele Federici, che vede la kermesse "perfettamente in linea con i valori della Uisp. In questo caso, niente competizione e, invece, voglia di stare insieme per conoscere scorci e luoghi meravigliosi della nostra regione". Federici ha inoltre sottolineato il successo internazionale dovuto al "passaparola alimentato negli anni in modo spontaneo da chi ha già partecipato e ha riportato la propria esperienza ad altri, spesso all'estero".
I numeri dell’edizione 2026 confermano questo trend: per la prima volta i piloti stranieri sono la maggioranza (circa i due terzi), con una predominanza di tedeschi (45,5%) seguiti da austriaci, francesi e persino partecipanti da Stati Uniti e Sudafrica. Si tratta di un target esperto (il 45,1% ha tra i 51 e i 60 anni) e alto-spendente, che spesso trasforma il rally in una perlustrazione per future vacanze: ben il 78% dei partecipanti, infatti, tende a tornare in Umbria.
Il programma in sintesi: