Una giornata all'insegna della montagna, della natura e della cultura ha animato Gubbio in occasione del Raduno Regionale CAI (Club Alpino Italiano) Umbria 2026, evento che ha richiamato nella città dei Ceri soci ed escursionisti provenienti da tutta la regione.
L'iniziativa ha assunto un significato particolare perché inserita nelle celebrazioni per il quarantennale della sezione CAI di Gubbio (1986-2026) e nel contesto dell'ottocentenario francescano che sta caratterizzando numerosi appuntamenti culturali e religiosi del territorio.
Fin dalle prime ore della mattina i partecipanti si sono ritrovati presso la chiesa della Vittorina, luogo simbolo della tradizione francescana e punto di partenza della giornata.

Ad accogliere i soci del Club Alpino Italiano è stato il vicesindaco Francesco Gagliardi, che ha portato il saluto dell'Amministrazione comunale sottolineando il valore del CAI nella promozione del territorio, nella tutela dell'ambiente e nella diffusione di una cultura della montagna rispettosa della natura e delle comunità locali.
La scelta della Vittorina come luogo di ritrovo non è stata casuale.
Qui, secondo la tradizione, avvenne il celebre incontro tra San Francesco e il lupo di Gubbio, uno degli episodi più conosciuti della spiritualità francescana e uno dei simboli più forti dell'identità cittadina.
Nel corso della mattinata è stato ricordato come il raduno regionale si inserisca nelle iniziative dedicate all'ottocentenario del passaggio del Santo in terra eugubina.
La presenza del CAI in questo contesto assume un significato particolare poiché richiama quel rapporto profondo tra uomo, natura e spiritualità che caratterizza da sempre la montagna umbra.

Il cuore della manifestazione è stato rappresentato dalle escursioni organizzate lungo alcuni dei percorsi più suggestivi del territorio.
Molti partecipanti hanno scelto l'itinerario diretto alla Rocche del Monte Ingino, un percorso di circa sei chilometri con un dislivello di 450 metri che permette di raggiungere uno dei punti panoramici più affascinanti della montagna che domina Gubbio.
Lungo il cammino gli escursionisti hanno potuto ammirare il paesaggio dell'Appennino umbro-marchigiano e osservare da una prospettiva privilegiata il profilo medievale della città.
Altri partecipanti hanno invece aderito al trekking guidato attraverso il centro storico, un itinerario che ha consentito di scoprire la straordinaria ricchezza artistica e monumentale di Gubbio.
Il percorso urbano ha accompagnato i visitatori attraverso alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Dalle antiche vie medievali fino alla monumentale Piazza Grande, gli escursionisti hanno potuto conoscere da vicino la storia di una delle città meglio conservate d'Italia.
Particolarmente apprezzata è stata la possibilità di approfondire il rapporto tra il patrimonio architettonico e il paesaggio naturale circostante, uno degli elementi che rendono Gubbio unica nel panorama delle città storiche italiane.
L'iniziativa ha confermato come il trekking urbano rappresenti oggi una forma sempre più apprezzata di turismo lento e sostenibile.
A metà giornata i partecipanti si sono ritrovati in Piazza Grande, dove si è svolta una spettacolare esibizione degli Sbandieratori di Gubbio.

Il volteggiare delle bandiere, accompagnato dal ritmo dei tamburi, ha offerto agli ospiti provenienti da tutta l'Umbria una delle immagini più autentiche della tradizione eugubina.
La piazza pensile, considerata tra le più belle d'Italia, ha fatto da straordinaria cornice a uno spettacolo che ha suscitato applausi e grande partecipazione.
Per molti soci del CAI si è trattato del primo contatto diretto con una delle espressioni più significative del patrimonio storico e culturale della città.
Dopo le attività della mattina, il raduno è proseguito con il tradizionale momento conviviale sotto gli Arconi di via Baldassini.
Il pranzo ha rappresentato un'occasione preziosa per favorire l'incontro tra le diverse sezioni umbre del Club Alpino Italiano e per rafforzare quello spirito associativo che costituisce uno dei pilastri della vita del CAI.
Tra racconti di escursioni, progetti futuri e ricordi delle attività svolte negli anni, il momento conviviale ha confermato l'importanza della dimensione umana e relazionale che caratterizza il sodalizio alpino.

Nel pomeriggio il programma si è concluso con i saluti delle autorità e con un momento dedicato alla storia della sezione eugubina.
Il quarantennale del CAI Gubbio rappresenta infatti un traguardo importante per un'associazione che nel corso degli anni ha contribuito in maniera significativa alla valorizzazione della montagna e del territorio.
Attraverso attività escursionistiche, iniziative educative, progetti ambientali e collaborazioni con le istituzioni, il CAI ha svolto un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura della montagna e nella tutela del patrimonio naturale.
Il Raduno Regionale 2026 ha così celebrato non soltanto una ricorrenza associativa, ma anche una visione della montagna come luogo di incontro, conoscenza e crescita personale.