02 Jan, 2026 - 13:30

PSR Umbria 2014-2022, spesa al 99,7%: la Regione ai vertici nazionali per gestione dei fondi europei

PSR Umbria 2014-2022, spesa al 99,7%: la Regione ai vertici nazionali per gestione dei fondi europei

Con la fine del 2025 cala il sipario sul Programma di Sviluppo Rurale dell’Umbria 2014-2022 e i numeri raccontano una storia netta. La Regione chiude la programmazione con il 99,7% delle risorse FEASR effettivamente spese, un dato che colloca l’Umbria ai primi posti in Italia per capacità di gestione e utilizzo dei fondi europei. Un risultato che pesa, soprattutto se letto nel contesto di una programmazione più rigida rispetto al passato e di una fase di transizione complessa verso il nuovo ciclo 2023-2027.

La conferma arriva dai dati ufficiali della Regione: su una disponibilità complessiva di 1,169 miliardi di euro, la quasi totalità delle risorse è stata impegnata e rendicontata. Un traguardo che assume ancora più valore se si considera che, rispetto alle precedenti programmazioni, il PSR 14-22 ha ridotto in modo significativo i margini di flessibilità, limitando la possibilità di compensazione tra le misure e consentendo aggiustamenti solo all’interno delle singole sotto-misure.

Una programmazione più rigida e una sfida gestionale vinta

Nel ciclo 2014-2022, infatti, l’architettura del PSR ha imposto vincoli più stringenti. Se in passato era possibile riequilibrare la spesa tra le diverse misure di uno stesso asse, in questa programmazione la compensazione è stata ammessa solo tra sotto-misure, restringendo lo spazio di manovra per le amministrazioni regionali. Una condizione che ha messo alla prova la macchina amministrativa, soprattutto nella fase finale, segnata dall’accavallarsi delle scadenze e dall’avvio del nuovo Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027.

È in questo contesto che l’Umbria ha mantenuto una performance di spesa elevata, evitando il disimpegno automatico delle risorse e garantendo continuità agli interventi sul territorio. Un dato che, nel confronto nazionale, assume un significato politico e amministrativo preciso: capacità di programmazione, presidio dei procedimenti e dialogo costante con il sistema agricolo regionale.

Come sono stati utilizzati oltre 1,1 miliardi di euro

L’impiego delle risorse racconta anche le priorità della politica agricola regionale. 274 milioni di euro sono stati destinati a compensare i maggiori costi sostenuti dalle aziende che hanno aderito ai sistemi certificati di agricoltura integrata o biologica, confermando una scelta strutturale a favore della sostenibilità ambientale.

Altrettanto rilevante il sostegno alle aree più fragili: 150 milioni di euro hanno compensato le difficoltà operative delle aziende situate in zone montane o svantaggiate, mentre 55 milioni di euro hanno sostenuto la zootecnia, con particolare attenzione agli interventi per il miglioramento del benessere animale e delle tecniche di allevamento.

Un capitolo strategico riguarda il ricambio generazionale. L’insediamento dei giovani in agricoltura è stato finanziato con 46 milioni di euro, affiancato da 219 milioni di euro destinati agli investimenti nelle aziende agricole e di prima trasformazione. Non marginale il ruolo delle misure forestali, che in una regione a forte vocazione ambientale come l’Umbria hanno assorbito 84 milioni di euro.

Sul fronte dello sviluppo locale, i GAL - Gruppi di Azione Locale hanno operato attraverso finanziamenti pari a 64 milioni di euro, mentre 9 milioni di euro sono stati destinati alla promozione dei prodotti umbri, contribuendo alla loro conoscenza e valorizzazione sui mercati.

Le parole dell’assessora Meloni e il ringraziamento alla struttura regionale

Nel commentare la chiusura della programmazione, l’assessora regionale alle Politiche agricole Simona Meloni sottolinea il valore del risultato raggiunto: “Siamo davanti a un risultato davvero importante e che fa dell’Umbria una Regione capofila in Italia e in Europa per capacità di gestione e di spesa delle risorse europee”.

Meloni richiama anche le difficoltà affrontate nella fase di passaggio tra i due cicli di programmazione: “Gestire la fine di un periodo di programmazione e l’inizio di uno nuovo non è stato facile. L’accavallarsi di numerose scadenze ha generato difficoltà operative anche nel mondo esterno, dai CAA fino al singolo tecnico consulente e alle aziende agricole. Nonostante questo, siamo riusciti a centrare un grande traguardo”.

La chiusura del PSR 2014-2022 diventa anche l’occasione per riconoscere il lavoro interno all’amministrazione regionale. “Voglio fare un plauso alla struttura dell’Assessorato, che ha saputo centrare gli obiettivi nonostante i numerosi pensionamenti, rispettando gli impegni e portando a termine praticamente tutti i percorsi avviati”, aggiunge l’assessora.

Infine, uno sguardo al futuro e ai giovani: Abbiamo voluto inviare un segnale chiaro ai nostri giovani agricoltori, completando il finanziamento di una vecchia graduatoria del 2017 e aprendo un nuovo bando a loro dedicato. Crediamo nella loro capacità trasformativa e nel loro entusiasmo. Sono loro la vera forza trainante del futuro e il nuovo volto dell’Umbria agricola”.

La fotografia che emerge dalla chiusura del PSR è quella di una Regione che ha saputo governare una fase complessa senza perdere risorse, trasformando i fondi europei in politiche concrete per il territorio. Un dato tecnico, certo, ma anche un indicatore politico della solidità amministrativa dell’Umbria.

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Federico Zacaglioni
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