Il Psi di Terni riparte da Giuseppe Chianella, rieletto segretario per acclamazione al congresso provinciale tenutosi ieri, e prova a rilanciare il ruolo del socialismo riformista nel quadro politico locale. Accanto alla conferma della guida, nasce un direttivo di venti membri rappresentativo dei territori, mentre al congresso arrivano i segnali di dialogo con tutto il campo del centrosinistra, dalla presenza del Pd al Movimento 5 Stelle, fino ad Azione, Italia Viva e Avs. Dal dibattito emerge però una linea chiara: il centrosinistra umbro resta fragile e fatica a costruire un’alternativa credibile al centrodestra. Da qui la proposta di avviare veri e propri “Stati generali” per definire un progetto condiviso. Non mancano critiche alla Regione su scelte fiscali e sanitarie, mentre sullo sfondo restano le grandi partite ternane, dall’ospedale ai trasporti, fino alla gestione dei rifiuti e al calo demografico.
In un panorama politico locale fortemente frammentato, l'assise provinciale dei socialisti ternani ha inteso superare i confini del semplice adempimento interno per trasformarsi in un laboratorio di analisi e proposta. Richiamando l'impianto ideale emerso dal congresso nazionale del 2025 – che ha visto la partecipazione di oltre seicento delegati e consolidato il posizionamento del parti nell'Internazionale socialista –, la federazione di Terni rivendica uno spazio di centralità identitaria. Una necessità dettata anche dalle profonde mutazioni del quadro cittadino, segnato negli ultimi anni dal vero e proprio terremoto politico che ha accompagnato l'ascesa del sindaco Stefano Bandecchi. In questo contesto, il socialismo riformista cerca di strutturare un'alternativa che non sia semplice sommatoria di sigle, ma sintesi progettuale.

Il dato politico più rilevante emerso dal dibattito è la certificazione di una debolezza strutturale del campo progressista sul piano locale. Pur registrando la partecipazione e i saluti dei rappresentanti dell'intera coalizione – tra cui Carlo Emanuele Trappolino per il PD, Daniele Pica per il Movimento 5 Stelle, Michele Pennoni per Azione, Massimo Gnagnarini per Italia Viva ed Emiliano Listanti per AVS, oltre a Mauro Scalpellini di Socialismo XXI, Giuseppe Mascio dei Comunisti Italiani e Gianni Giovannini del Comitato per il rilancio dell'ospedale di Terni –, l'analisi dei socialisti non fa sconti.
Nelle parole della relazione del segretario Giuseppe Chianella, lo stato dell'arte della coalizione richiede un cambio di passo immediato: “La politica locale del centrosinistra appare debole e rischia di non essere in grado di proporre una alternativa al centrodestra. L'aver dato vita in Umbria a Comunità Riformista è una risposta, essa dovrà essere un soggetto pensante e proponente dal punto di vista politico, che racchiuda in sé anche le esperienze del socialismo riformista. Il centrosinistra, se vuole essere competitivo da subito, deve elaborare progetti per il territorio, progetti che vadano a colmare le lacune oggi registrate”. Da qui l'accoglimento unanime della proposta di convocare gli “Stati generali del centrosinistra”, intesi come sede deputata a superare le attuali lacune programmatiche.

Il focus si è poi spostato sull'azione del governo regionale dell'Umbria. A un anno e mezzo dall'insediamento della coalizione di centrosinistra a Palazzo Donini, i socialisti aprono una riflessione critica su alcuni passaggi chiave dell'azione amministrativa, a partire dalle manovre fiscali. “La gestione della addizionale Irpef è stata, a nostro avviso, gestita male ed anche una serie di indecisioni in alcuni settori della vita amministrativa pongono una necessaria virata della Giunta Regionale”, ha puntualizzato Chianella, indicando la necessità di correggere la rotta per evitare scollamenti con l'elettorato.
Le preoccupazioni maioresi concentrano sulla tenuta dei servizi essenziali nella provincia di Terni. La sanità pubblica rimane il settore più esposto e, nel documento congressuale, emergono forti perplessità sulle recenti ventilate riorganizzazioni. Viene definita una potenziale “svista” l'ipotesi del trasferimento della sede dell'Asl da Terni, un'evenienza contro cui il partito promette massima vigilanza. Le priorità per il territorio restano collegate alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni, all'approvazione del nuovo Piano Sociosanitario e alla costruzione del presidio ospedaliero di Narni-Amelia, dossier considerati vitali per garantire il diritto alla salute dei cittadini.
Accanto alla sanità, il congresso ha riacceso i riflettori sulle infrastrutture materiali, denunciando il silenzio calato sul futuro della base logistica e l'incertezza che grava sui collegamenti ferroviari. La mobilità verso la Capitale rimane legata alla complessa gestione delle tracce sulla linea Direttissima per Roma, mentre viene ritenuta strategica la riapertura della FCU (Ferrovia Centrale Umbra). Quest'ultima, nell'ottica dei socialisti, deve assumere la doppia funzione di collegamento rapido con Perugia e di metropolitana di superficie per Terni e i comuni limitrofi.
“Queste sono questioni fondamentali per tutto il territorio della provincia di Terni che dovremo affrontare prossimamente”, ha ammonito il segretario Giuseppe Chianella, legando tali urgenze alla gestione del sistema di raccolta dei rifiuti e, soprattutto, alla crisi demografica. L'Umbria si attesta infatti come la terza regione in Italia per indice di vecchiaia, con gli over 65 che rappresentano ormai il 27% della popolazione. Una transizione demografica che, secondo il Psi, impone un approccio alla spesa pubblica e ai servizi sociali radicalmente diverso, sia nei grandi centri sia nei piccoli comuni.
Per tradurre queste linee programmatiche in azione politica, il congresso ha eletto il nuovo direttivo provinciale di venti membri, che affiancherà il segretario nella gestione della federazione. L'organismo, studiato per garantire una rappresentanza equilibrata di tutti i comprensori della provincia, è composto da: Raffaele Iannotti, Cesare Sarti, Marco Mercuri, Luciano Binnella, Francesco Marchetti, Maurizio Moriconi, Marina Acquistucci, Stefano Picchioni, Antonella Ferretti, Enzo Proietti Grilli, Alessandro Armeni, Roberto Pacifici, Umbro Selvetti, Rossano Pastura, Francesco Catasti, Roberta Ascani, Mirco Piciucchi, Stefano Sorgenti e Lorenzo Vagati. A loro spetterà il compito di portare le istanze del socialismo riformista ai tavoli di discussione del centrosinistra locale.