Se ne parla da tempo e finalmente se ne intravede la realizzazione. Presto anche l'Umbria avrà il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria, così ha annunciato Emma Pavanelli, deputata del Movimento 5 Stelle che in merito ha presentato un'interrogazione parlamentare, di cui è prima firmataria. Dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, riferisce Pavanelli, l'interrogazione "ha ottenuto una risposta concreta".
L'introduzione del Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria per l'Umbria e le Marche rappresenta una svolta a lungo invocata. Il decreto era stato approvato dal Consiglio dei Ministri ad ottobre scorso. Nordio aveva assicurato tempi rapidi e ora, fa sapere Pavanelli, l'iter è quasi concluso.
Molte e complesse sono le questioni su cui dovrà intervenire il Provveditorato. Dal sovraffollamento delle stutture penitenziarie, alla dilagante carenza del personale, fino all'attivazione della Rems sul territorio umbro. Nodi importanti che da tempo chiedono risposte concrete.
Da quanto sostenuto dal guardasigilli, "emerge che il nuovo Provveditorato, con sede a Perugia, è ormai in dirittura d'arrivo" scrive Pavanelli in una nota -: i decreti attuativi hanno già avuto il via libera dai Ministeri competenti e saranno adottati a breve".
"Una scelta - prosegue l'esponente pentastellata - che riconosce all'Umbria il diritto di gestire in autonomia un sistema penitenziario che, in rapporto alla popolazione, è tra i più gravosi d'Italia".
Il sistema carcerario umbro è in affanno da tempo. Le strutture, soprattutto quella di Terni, sono ben oltre la capienza massima consentita. Dal Ministero, a conferma, sono arrivati anche i dati aggiornati sullo stato delle carceri regionali.
Nei quattro istituti penitenziari dell'Umbria attualmente sono ristretti "1.680 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.339 posti, con un indice medio di affollamento del 130,84%, mentre sul fronte degli organici, è stata riconosciuta la carenza di personale di Polizia penitenziaria".
La sproporzione è evidente e in più occasioni ha determinato gravi disagi e l'insorgere di episodi drammatici. "Dati allarmanti - li ha definiti Pavanelli - che spero convincano finalmente il governo ad adottare un piano straordinario di assunzioni e rinforzi per gli istituti di Perugia, Terni, Orvieto e Spoleto che vada oltre il solito turn over. Questo primo passo, raggiunto grazie alle numerose sollecitazioni del Movimento 5 stelle, però, non può bastare".
La promessa è quella di proseguire nel monitoraggio costante della situazione. "Continueremo a vigilare con determinazione - conclude - affinché la nostra regione non sia mai più relegata a regione di serie B, né sul piano delle strutture né su quello delle risorse umane. Solo così potremo garantire dignità, sicurezza e legalità nel sistema penitenziario umbro, tutelando sia il personale che i detenuti".
Ad aggravare ulteriormente la situazione delle carceri umbre c'è l'elevata presenza di detenuti affetti da malattie psichiatiche che avrebbero bisogno di una Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), ovvero una struttura adeguatamente attrezzata e deputata esclusivamente alla detenzione dei malati psichiatrici. Ma in Umbria manca anche quella.
Anche su questo fronte, ultimamente, qualcosa si sta muovendo. Prima la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, poi l'assessora al Welfare del Comune di Terni, Viviana Altamura, hanno dato disponibilità per istituire la Rems regionale all'interno del territorio comunale di competenza.
L'appello per la Rems regionale è stato rinnovato recentemente anche dal Garante regionale per i diritti dei detenuti, l'avvocato Giuseppe Caforio che ha trascorso ferragosto alla Casa circondariale di Orvieto. In quella stessa sede, il Garante ha inoltre chiesto che venga al più presto nominato il Provveditore per l'Umbria "e si intervenga con azioni concrete per lo meno per i temi più urgenti".