Tornano i banchi a rotelle, ma questa volta in un siparietto social che smonta, tra l’ironico e il provocatorio, una delle eredità più controverse dell’era Conte-Azzolina. A manovrare la sedia con le ruote nel video pubblicato su Instagram non è un burocrate di lungo corso, ma il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, che sceglie proprio il linguaggio immediato della rete per marcare una discontinuità netta. Un gesto che funge da controcanto a una giornata, quella odierna, trascorsa invece a fare sul serio tra polvere di cantiere, faldoni burocratici e sopralluoghi istituzionali. La Provincia di Terni accelera su due fronti cruciali per il territorio: l’edilizia scolastica, che necessita di interventi strutturali urgenti, e la viabilità, ferita da frane che paralizzano intere comunità.
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La missione del presidente è chiara: toccare con mano le criticità degli edifici scolastici prima di procedere con gli stanziamenti. Il tour è iniziato da Orvieto, toccando poi Narni e Amelia. Negli istituti come il Majorana Maitani, l’istituto professionale e il liceo artistico orvietano, così come al Gandhi di Narni e all’omniconprensivo Jole Orsini di Amelia, il confronto con le dirigenti scolastiche è stato diretto. Non promesse di facciata, ma l'analisi di una lista di necessità che l'ente provinciale intende affrontare attingendo all'avanzo di amministrazione.
“Le criticità verranno sistemate entro breve termine”, ha assicurato Bandecchi alle dirigenti, impostando un metodo di lavoro basato su una nuova riunione plenaria che seguirà il completamento del tour, previsto a breve anche per gli istituti di Terni. L'obiettivo è trasformare l'avanzo in cantieri aperti, puntando dritti alla sicurezza e alla fruibilità di spazi che, in molti casi, richiedono un restyling profondo dopo anni di rinvii.
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Se la scuola è il futuro, la viabilità è il presente immediato di chi vive nelle zone più periferiche. Da Orvieto, il presidente si è spostato sulla Sp 12 Bagnorese, il cui manto stradale è vittima di una frana che ha complicato la vita a pendolari, cittadini e attività economiche locali. Accompagnato dalla sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, dal consigliere provinciale Davide Melone, dal sindaco di San Venanzo, Marsilio Marinelli, e dal dirigente provinciale Marco Serini, Bandecchi ha incontrato il comitato dei cittadini di Canale.
La situazione finanziaria è complessa: il fabbisogno totale per la messa in sicurezza definitiva ammonta a circa 2,8 milioni di euro, mentre la Provincia ha già stanziato 450mila euro per le prime fasi dell'intervento. Tuttavia, la politica del fare non attende la totalità dei fondi per dare respiro al territorio.
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Il clima durante il sopralluogo sul punto di rottura è stato di attesa, ma anche di pragmatismo. Il presidente ha voluto rassicurare il comitato, consapevole che ogni giorno di chiusura è una ferita per l'economia di Canale. “Grazie al nostro impegno serio e concreto”, ha dichiarato Bandecchi sul posto, “dai primi giorni di luglio saremo in grado di riaprire la strada a senso unico alternato, tenendo fede agli impegni assunti e venendo incontro alle esigenze dei cittadini e delle attività economiche”.
Una boccata d'ossigeno che, seppur parziale, segna un punto di svolta. La gestione del cantiere e la capacità di trasformare una zona critica in un'area in ripresa sono ora il banco di prova della presidenza Bandecchi, che cerca di coniugare la velocità decisionale - quella che traspare anche dai suoi contenuti digitali - con la pesantezza dei tempi tecnici necessari per il consolidamento stradale definitivo.