09 Jul, 2026 - 08:00

Immigrazione a Terni, accordo tra Prefettura e ospedale: nasce il percorso sanitario h24 per i migranti da espellere

Immigrazione a Terni, accordo tra Prefettura e ospedale: nasce il percorso sanitario h24 per i migranti da espellere

La linea di confine tra la rigidità delle procedure di espulsione e la tutela inviolabile del diritto alla salute si fa più netta a Terni. All'azienda ospedaliera Santa Maria nasce un percorso sanitario ad hoc, interamente dedicato ai cittadini stranieri destinati al rimpatrio. È l'effetto del nuovo protocollo d'intesa siglato tra la Prefettura e la direzione del nosocomio, presentato nel pomeriggio alla presenza del prefetto Antonietta Orlando, del questore Michele Abenante e del direttore generale Andrea Casciari. Un asse strategico che mappa tempi, tutele e modalità degli accertamenti clinici. L’accordo serve a verificare l’idoneità alla permanenza nei Centri per il rimpatrio (Cpr), intercettare tempestivamente eventuali vulnerabilità e garantire prestazioni urgenti durante i passaggi negli uffici di polizia. Le visite, garantite anche di notte e nei festivi, passeranno dal reparto di Malattie infettive sotto il codice Stp, muovendosi sul binario che unisce sicurezza istituzionale e assistenza medica.

La sinergia istituzionale tra sicurezza e assistenza medica h24 nei reparti del Santa Maria

L'accordo, di validità triennale e rinnovabile, punta a standardizzare procedure spesso complesse, affrontate finora senza un canale d'accesso rigidamente codificato. L'ospedale Santa Maria di Terni mette così a disposizione una corsia definita per la gestione dei migranti irregolari. Il fulcro operativo risiede nella reperibilità continua: il personale sanitario sarà chiamato a intervenire anche nelle fasce orarie notturne e nelle giornate festive. Il tutto per rilasciare le necessarie certificazioni richieste dalla Questura di Terni, evitando colli di bottiglia burocratici o lacune nell'assistenza immediata. Gli accertamenti specialistici verranno affidati in via prioritaria alla Struttura Complessa di Malattie Infettive, individuata come l'interlocutore clinico più idoneo per gestire la prima fase di screening e monitoraggio epidemiologico, nel pieno rispetto delle linee guida nazionali vigenti per la tutela della salute della popolazione straniera.

Certificazioni per i Cpr e screening delle vulnerabilità per i cittadini stranieri irregolari

L'intervento dei medici non si limiterà a un mero riscontro formale. Il protocollo prevede infatti una valutazione clinica approfondita per escludere la presenza di patologie infettive diffusive, disturbi psichiatrici gravi o altre condizioni di acuzie incompatibili con il trattenimento in spazi ristretti. La priorità resta l'accertamento di quadri di vulnerabilità che renderebbero illegittimo o rischioso l'accompagnamento alla frontiera. Durante lo svolgimento delle visite, lo straniero verrà costantemente scortato dal personale della Polizia di Stato, che vigilerà sulle condizioni di sicurezza generali senza in alcun modo interferire con l’atto medico e la riservatezza della diagnosi. Ogni singola prestazione erogata sarà contabilizzata tramite il codice STP (Straniero temporaneamente presente), garantendo la tracciabilità delle cure e la linearità amministrativa del percorso.

Il commento dei protagonisti: legalità e dignità umana al centro del nuovo protocollo operativo

Il quadro tracciato dai vertici istituzionali restituisce il senso di un intervento che intende superare la logica dell'emergenza attraverso la programmazione. “Questo protocollo” ha spiegato il prefetto Antonietta Orlando “è un importante esempio di collaborazione tra istituzioni, finalizzata a garantire il corretto svolgimento delle procedure previste dalla normativa, nel pieno rispetto dei diritti della persona e della tutela della salute. Si tratta di un percorso operativo chiaro ed efficace, capace di coniugare esigenze di sicurezza, legalità e assistenza sanitaria”. Un concetto ribadito dal questore Michele Abenante, che ha posto l'accento sulla fluidità del lavoro sul campo: “Disporre di un percorso condiviso significa garantire tempi certi, uniformità operativa e il pieno rispetto delle competenze di ciascuna amministrazione, assicurando al tempo stesso la tutela della salute delle persone coinvolte e la sicurezza degli operatori impegnati nelle attività”.

A chiudere il cerchio è la direzione strategica dell'azienda ospedaliera, chiamata a tradurre l'intesa in atti pratici e turnazioni mediche. “Con questo protocollo rafforziamo la collaborazione tra istituzioni, mettendo a disposizione competenze sanitarie e organizzative per garantire procedure chiare, tempestive e uniformi anche in situazioni particolarmente delicate” ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, Andrea Casciari. “Il nostro obiettivo è assicurare valutazioni cliniche appropriate, nel pieno rispetto della dignità della persona, della normativa vigente e dei più elevati standard di tutela della salute pubblica”. L'Umbria sperimenta così un modello di coordinamento strutturato, dove l'applicazione dei decreti di espulsione si muove in parallelo con il monitoraggio clinico e la dignità dell'individuo.

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Federico Zacaglioni
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