«La Protezione Civile è previsione, prevenzione e superamento dell’emergenza». Con queste parole chiare e dirette, l’ingegner Sandro Costantini, dirigente del Servizio Protezione Civile ed Emergenze della Regione Umbria, ha aperto la prima lezione del Corso base di Protezione Civile 2026, svoltasi giovedì 5 febbraio presso la sede della Prociv di Gubbio, in via della Piaggiola.
Davanti a 47 aspiranti volontari, provenienti da Gubbio e dalla fascia appenninica, Costantini ha illustrato il significato più profondo del sistema nazionale di Protezione Civile, spiegando che non si tratta soltanto di intervenire quando l’emergenza è già in atto, ma soprattutto di prevenire e ridurre i rischi prima che si trasformino in tragedie.

«La Protezione Civile non porta solo panini e coperte, ma fa prevenzione», ha sottolineato Costantini, smontando uno dei luoghi comuni più diffusi. Il cuore del sistema, infatti, è rappresentato dallo studio dei rischi e dalla pianificazione degli interventi.
Oggi le principali calamità con cui il Paese deve confrontarsi sono il terremoto, le eruzioni vulcaniche e il dissesto idrogeologico. Per spiegare come nasce il rischio, il dirigente regionale ha richiamato tre concetti chiave: «Pericolosità, esposizione e vulnerabilità: il prodotto di questi tre fattori è il rischio». Un’equazione semplice, ma fondamentale per comprendere perché alcuni territori siano più esposti di altri e perché la prevenzione sia decisiva.
Durante la lezione non sono mancati i riferimenti a eventi che hanno segnato la memoria collettiva del Paese. Si è parlato del Vesuvio e dei Campi Flegrei, due sistemi vulcanici distinti ma entrambi potenzialmente pericolosi, e di tragedie come il Vajont nel 1963, l’alluvione di Firenze del 1966 e il terremoto dell’Irpinia del 1980.
Proprio a quest’ultimo evento è legato un passaggio storico: l’arrivo del Presidente della Repubblica Sandro Pertini nei paesi devastati dal sisma, gesto che segnò una svolta nel modo di concepire l’intervento dello Stato nelle emergenze. «Da lì in poi, il sistema di Protezione Civile ha iniziato a strutturarsi in modo più moderno e organizzato», è stato ricordato.
Nel ripercorrere l’evoluzione del sistema, Costantini ha ricordato anche i Presidenti storici della Protezione Civile: Giuseppe Zamberletti dagli anni ’70 al 1990, Franco Barberi negli anni ’90 e 2000, Guido Bertolaso tra il 2000 e il 2010, Franco Gabrielli dal 2010 al 2015, Angelo Borrelli tra il 2017 e il 2021, Fabrizio Curcio dal 2021 al 2024 e l’attuale capo dipartimento Fabio Ciciliano, in carica dal 2024.
Un percorso che si intreccia anche con l’evoluzione normativa: dalla legge 225 del 1992, che ha istituito il Servizio Nazionale di Protezione Civile, fino al Decreto legislativo 1 del 2018, che ne ha riorganizzato l’intero sistema. In Umbria, la prima legge regionale risale al 1988, poi sostituita dalla nuova normativa del 2024, con sede principale della Prociv regionale a Foligno.
Il Corso base di Protezione Civile 2026 proseguirà nei mesi di febbraio e marzo con altre sette lezioni, in programma il 12, 19 e 26 febbraio e il 5, 12, 19 e 26 marzo, sempre presso la sede di Gubbio in via della Piaggiola.
Le lezioni saranno tenute da un gruppo di docenti qualificati: il dottor Francesco Lucaroni, il geologo Stefano Tosti (presidente della Prociv Gubbio), la dottoressa Francesca Procacci, il geometra Andrea Fanelli, il dottor Mauro Pierotti, l’ingegnere Nando Tinti, l’architetto Virna Venerucci (vicepresidente della Prociv Gubbio) e l’ingegnere Francesco Ramacci.
Un percorso formativo che non resterà solo teorico, ma che prevederà anche un’esercitazione pratica di montaggio tende e comunicazioni radio, guidata dai volontari esperti Mauro Ceccacci, Marco Menichetti, Roberto Covanti e Nando Tinti.
Il corso si concluderà con un test finale presso la sede regionale della Protezione Civile a Foligno, riservato ai soli volontari. Sarà il momento di verifica delle competenze acquisite e il passaggio decisivo per entrare a far parte, a pieno titolo, del sistema di Protezione Civile.
«Formare volontari preparati significa rafforzare la capacità di risposta del territorio», è il messaggio che accompagna l’intero percorso. In un’epoca segnata da eventi climatici estremi e da rischi sempre più complessi, la preparazione non è un optional, ma una necessità.

Il corso di Gubbio non è solo un momento di apprendimento tecnico, ma anche un’occasione per ribadire il valore del volontariato come pilastro della Protezione Civile italiana. Dietro ogni intervento, ogni tenda montata, ogni comunicazione radio, ci sono donne e uomini che mettono tempo, energie e competenze al servizio della comunità.
«La Protezione Civile è una grande squadra», fatta di istituzioni, professionisti e volontari. E il Corso base 2026 rappresenta il primo passo per entrare a farne parte con consapevolezza, preparazione e senso di responsabilità verso il territorio e le persone.
(Foto da Cronaca Eugubina)