04 Jan, 2026 - 08:30

Pronto soccorso di Terni, il Santa Maria replica alle accuse: “Numeri non corretti e ricostruzioni infondate”

Pronto soccorso di Terni, il Santa Maria replica alle accuse: “Numeri non corretti e ricostruzioni infondate”

La notizia corre veloce, si sedimenta sui social e rimbalza tra comunicati e dichiarazioni politiche. Ma questa volta l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni sceglie di fermarla, punto su punto. Dopo le segnalazioni circolate nelle ultime ore su un presunto sovraffollamento del Pronto soccorso, con decine di pazienti costretti su barelle e sedie in attesa di ricovero, arriva una replica netta e articolata. La direzione strategica e quella del Presidio ospedaliero parlano senza mezzi termini di una ricostruzione “assolutamente falsa e priva di ogni fondamento”, respingendo le accuse e fornendo numeri, spiegazioni organizzative e una presa di posizione che va oltre il singolo episodio. In gioco, spiegano, non c’è solo la gestione di un picco di accessi, ma la credibilità dell’ospedale e la corretta informazione ai cittadini.

Sovraffollamento al Pronto soccorso di Terni, la smentita dell’Azienda ospedaliera e i dati ufficiali

Nel mirino della direzione finiscono in particolare alcuni comunicati che parlano di “60 pazienti perennemente in attesa di collocazione” e di barelle e sedie utilizzate come letti di fortuna. Una narrazione che, secondo l’ospedale, non trova riscontro nella realtà dei fatti e che sarebbe stata pubblicata senza alcuna verifica preventiva con i vertici sanitari. Da qui la decisione di intervenire pubblicamente.

Nel comunicato ufficiale, la direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera di Terni e la direzione del Presidio Ospedaliero chiariscono che “quanto riportato è assolutamente falso e privo di ogni fondamento”, sottolineando come l’obiettivo della replica sia duplice: tutelare l’immagine del nosocomio e dei professionisti che vi operano e garantire una corretta informazione all’opinione pubblica.

I numeri, spiegano dall’ospedale, raccontano una realtà diversa. “Al massimo si è arrivati a 30-35 pazienti in attesa di ricovero e il tutto limitato ai giorni precedenti alle festività”. Un dato che viene contestualizzato e che, secondo la direzione, rientra in dinamiche fisiologiche per un Pronto soccorso di riferimento territoriale, soprattutto in periodi dell’anno caratterizzati da un aumento degli accessi.

Sul tema delle barelle, uno dei punti più sensibili del dibattito pubblico, l’azienda è altrettanto chiara. “Gli utenti affetti da patologie che necessitassero un posto barella sono sempre stati celermente allocati in modo sicuro”, precisano dal Santa Maria, aggiungendo che nei rari casi di indisponibilità i barellini sarebbero stati recuperati “in massimo 20 minuti”.

Organizzazione, tempi di cura e gestione dei ricoveri: come funziona davvero il Pronto soccorso

La replica dell’ospedale entra poi nel merito dell’organizzazione interna, definita “molto complessa” e spesso difficilmente comprensibile per chi non opera nel settore sanitario. Un passaggio che mira a spiegare come quelli che dall’esterno possono apparire come tempi morti siano in realtà fasi essenziali del percorso di cura.

I pazienti che accedono al Pronto soccorso vengono sottoposti a visite mediche, esami diagnostici di radiologia ad alta tecnologia, trasferimenti interni per consulenze specialistiche. Ogni passaggio richiede tempi tecnici e clinici che non possono essere compressi oltre un certo limite senza incidere sulla qualità dell’assistenza. “Quelli che dall’esterno sembrano tempi morti sono tempi di cura, di osservazione”, sottolinea la direzione.

Anche la gestione dei ricoveri segue una logica programmata. I posti letto vengono resi disponibili secondo un frazionamento giornaliero e un trend calibrato reparto per reparto. In vista delle festività natalizie, periodo tradizionalmente critico, la Direzione Sanitaria ha inoltre attivato un modello organizzativo straordinario che ha coinvolto non solo il personale del Pronto soccorso, ma anche i sanitari dei reparti, il Servizio delle professioni infermieristiche (SITRO), la Direzione Medica e l’Ufficio delle Dimissioni Protette.

L’obiettivo dichiarato era duplice: perfezionare la gestione dei processi di diagnosi e cura e ridurre al minimo i tempi di attesa. In questa cornice si inserisce anche la collaborazione con la USL Umbria 2, che ha permesso di velocizzare le procedure di trasferimento dei pazienti verso le strutture RSA e riabilitative, oltre all’attivazione dei percorsi di Assistenza Domiciliare Integrata per favorire le dimissioni e liberare posti letto nei reparti.

L'Azienda ospedaliera contro ricostruzioni che dipingono la situazione come episodio di malasanità

La conclusione della replica è forse il passaggio più duro. Secondo l’azienda, la narrazione emersa nelle ultime ore non solo non risponde a verità, ma rischia di produrre un effetto distorsivo sull’opinione pubblica. “Si ritiene molto grave che un fatto che testimonia la buona organizzazione e una efficace risposta assistenziale venga riportato, stravolgendolo, come episodio di malasanità”. Da qui l’avvertimento finale: l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni si riserva di tutelare in ogni sede l’operato dei propri professionisti e l’organizzazione del servizio ospedaliero, ritenuti offesi e danneggiati da notizie considerate false e potenzialmente allarmistiche.

Una presa di posizione che chiude, almeno sul piano istituzionale, la polemica. E che rimette al centro una questione cruciale: la responsabilità dell’informazione quando si parla di sanità, un terreno dove i numeri contano, ma il metodo conta ancora di più.

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Federico Zacaglioni
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