È stato pubblicato oggi l'ultimo sondaggio di Swg sul gradimento dei presidenti di Regione. Alla governatrice umbra, Stefania Proietti, va il primato di aver perso la fetta maggiore nel Paese: un'erosione netta di ben otto punti percentuali rispetto allo scorso anno. Un crollo consistente che, anche se la attesta comunque al sesto posto nazionale, mostra che qualcosa è cambiato, e di molto, nella percezione dei cittadini. Dai banchi dell'opposizione non hanno esitato a cogliere la palla al balzo contestando duramente l'operato della Giunta su questioni cruciali come sanità, pressione fiscale e infrastrutture.
In una nota congiunta i consiglieri di minoranza dell’Assemblea legislativa Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc), definiscono "pesantissimo" il risultato che emerge dall'analisi che mostra "un dato politico inequivocabile".
"Numeri - affermano - che testimoniano un giudizio sempre più negativo da parte degli umbri verso una giunta caratterizzata da incapacità, immobilismo e inadeguatezza. Dall’economia alla sanità, passando per infrastrutture, sociale e sviluppo del territorio, questa amministrazione sta accumulando soltanto ritardi, fallimenti e disastri" affondano.
Al centro delle critiche c'è anzitutto l'aumento della pressione fiscale, quella manovra da 184 milioni che ha infiammato e continua ad infiammare l'aula di Palazzo Cesaroni. "Le ragioni di questo crollo di consenso – spiegano i consiglieri - sono sotto gli occhi di tutti. Prima fra tutte la stangata fiscale con l’aumento di Irpef e Irap che colpisce pensionati, lavoratori, famiglie e imprese umbre". Secondo gli esponenti dell'opposizione si tratterebbe di una "scelta politica grave" motivata dalla presenza "di un presunto disavanzo nella sanità regionale che è stato poi smentito dalla stessa Corte dei Conti".
Dai banchi dell'opposizione puntano il dito anche contro la gestione della sanità pubblica definendo fallimentari le promesse fatte da Proietti. La campagna elettorale della governatrice si era giocata in buona parte proprio su questo tema con i sit-in davanti agli ospedali regionali e la promessa di abbattere le liste d'attesa nei primi tre mesi di governo. "È saltata la promessa elettorale di azzerare le liste d’attesa in tre mesi - asseriscono i consiglieri -. In appena un anno e mezzo le liste d’attesa sono addirittura raddoppiate rispetto a quelle lasciate dal governo regionale di centrodestra".
Nel mirino c'è anche il piano assunzioni annunciato dalla presidente della Regione che però, osservano, fatica a decollare. 700 le nuove unità di personale "promesse entro la fine del 2025" che invece "non sono mai arrivate" mentre a "maggio 2026, ne sono state realizzate appena la metà". La situazione dipinta dai consiglieri di minoranza è drammatica, con i cittadini umbri che "continuano a fare i conti con l’impossibilità di prenotare visite specialistiche, con prestazioni spesso chiuse o inaccessibili e con un sistema sanitario regionale sempre più in difficoltà".
Le critiche non risparmiano neanche l'argomento delle infrastrutture ferroviarie e stradali. "Quanto alle infrastrutture ferroviarie e stradali – proseguono i consiglieri di minoranza – il negazionismo ottuso del campo largo brucia sviluppo e futuro dell’Umbria". Nel comunicato viene citata anche la questione della Medio Etruria sulla quale "la Proietti dichiara che 'deve decidere la Toscana' di cui siamo diventati i lustrascarpe".
Ancora irrisolto, infine, il nodo di Perugia su cui l’opposizione richiama il dibattito denunciando "il balbettio altalenante" della Giunta e una situazione del traffico divenuta insostenibile perché "impazzisce ogni giorno", accusando la presidente di non riuscire a traghettare la Regione fuori da quella fase di "'transizione' in cui l’aveva fatta crollare la sinistra nel 2019".