Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente liberi. I due cittadini italiani detenuti da oltre un anno nel carcere El Rodeo 1 di Caracas si trovano al momento presso l'ambasciata italiana della capitale venezuelana da dove l'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha rassicurato tutti sulle loro buone condizioni. I due, che si sono conosciuti durante la detenzione, si sono messi in contatto con le proprie famiglie e nel frattempo è già partito da Ciampino l'aereo di Stato che li riporterà in Italia, con arrivo domani, martedì 13 gennaio. Una notizia attesa da molto tempo, accolta con grande sollievo in Italia e anche dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.
"Grande gioia per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò" questo il commento della presidente Proietti che ha sottolineato come "Dopo tanto, troppo, tempo di ingiusta e assurda prigionia e di sofferenze per loro e per i familiari i nostri connazionali riassaporano la libertà e potranno essere presto di nuovo a casa".
Proietti ha elogiato il grande e lungo lavoro che ha condotto alla scarcerazione di Trentini e Burlò. "Il ringraziamento sincero - ha affermato la governatrice - va a tutti coloro che si sono battuti dal primo momento, penso in particolare ai genitori di Trentini, con forza e indomita speranza e a quanti, a partire da tutte le Istituzioni, pazientemente e costantemente si sono prodigati affinché le porte di quelle terribili celle di Caracas fossero finalmente riaperte".
Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati imprigionati nel novembre del 2024, arrestati entrambi nello stesso periodo in due episodi distinti e formalmente senza capi d'accusa: in oltre un anno di detenzione le accuse ufficiali non sono infatti mai state rese pubbliche. Da allora sono stati rinchiusi a El Rodeo 1, una delle carceri venezuelane dove si trovano i prigionieri politici, tra cui anche diversi stranieri. Secondo quanto riportato da più fonti, il governo venezuelano voleva utilizzare la detenzione dei due cittadini italiani come mezzo per esercitare pressione sul quello italiano.
Lunga e delicata la trattativa condotta dal governo Meloni che ha attivato una vera e propria task force diplomatica in sinergia con l'intelligence. La situazione si è sbloccata definitivamente a seguito dell'azione militare di Trump con l'arresto del presidente Maduro.
Trentini, 46 anni compiuti in cella lo scorso agosto, è un cooperante veneto che lavora per la Ong 'Humanity&Inclusion' che si occupa dell'assistenza umanitaria a persone con disabilità. Era stato arrestato il 15 novembre 2024 ad un posto di blocco mentre da Caracas si stava recando a Guasdualito per una missione. In oltre di un anno di detenzione a Trentini è stato concesso solo tre volte di mettersi in contatto con la propria famiglia con la prima telefonata arrivata dopo 181 giorni di detenzione.
Mario Burlò, 52enne imprenditore torinese, si era recato in Venezuela nel 2024 per ragioni di lavoro. Arrivato via terra dalla Colombia era stato arrestato nei pressi del confine. In Italia è al centro di diversi procedimenti giudiziari per reati fiscali e finanziari e si era venuti a conoscenza della sua reclusione proprio da uno dei processi, dal momento che risultava irreperibile.
A capo di diverse aziende e specializzato in outsourcing, a febbraio dello scorso anno è stato assolto in Cassazione nell'ambito del processo Carminius, sulle infiltrazioni mafiose in Piemonte. Anche a lui, per la maggior parte della sua detenzione non è stata contestata formalmente alcuna accusa. Solo a novembre dell'anno scorso, durante una visita consolare, aveva riferito di essere stato rinviato a giudizio con vaghe accuse di terrorismo.