La memoria non è un monumento, ma un campo di allenamento per la coscienza. E il palcoscenico può diventare la palestra dove quegli muscoli etici, così facili ad atrofizzarsi, vengono esercitati dai più giovani. È questa la scommessa del Progetto Mandela di Terni che, in occasione del Giorno della Memoria, martedì 27 gennaio alle 18.30 alla Casa delle Donne (via Ludovico Aminale 20-22), presenta lo spettacolo “I Pirati dell’Edelweiss”. Una storia vera, poco raccontata, di ribellione giovanile al regime nazista, portata in scena dagli stessi ragazzi che hanno partecipato ai laboratori teatrali finanziati dai fondi 8x1000 della Chiesa Valdese.
Non si tratta di commemorare solo il male e le sue vittime, ma di riscoprire i percorsi di resistenza, per quanto imperfetti e spontanei. Qui non ci sono eroi monumentali, ma adolescenti tedeschi – figli di operai – che, quando l’adesione alla Gioventù Hitleriana divenne obbligatoria, trovarono il modo di sottrarsi. Mentre le città risuonavano del passo marziale delle parate, loro organizzavano gite in montagna. La loro arma era la vita stessa: amavano il jazz e lo swing proibiti, suonavano chitarre, cantavano canzoni irriverenti, si riconoscevano da una stella alpina di stoffa, l’edelweiss, appuntata sul bavero. Per anni, con tenacia disorganizzata, furono una spina nel fianco per le SS, un fastidioso esempio di libertà irriducibile.

Il testo dello spettacolo è firmato da Irene Loesch, responsabile del Progetto Mandela, che continua così un percorso di esplorazione teatrale delle resistenze nonviolente. Dopo aver raccontato l’anno scorso la storia de La Rosa Bianca, il gruppo di studenti universitari giustiziati per aver diffuso volantini contro Hitler, l’attenzione si sposta su una forma di opposizione più ancorata alla quotidianità. “Proseguiamo a parlare di giovani che si ribellano al totalitarismo e non guardano da un’altra parte quando i valori democratici sono in pericolo”, spiega Loesch. “Quest’anno parliamo di ribelli che avevano un unico grande sogno, quello di essere liberi di scegliere. Credo che oltre a celebrare la memoria delle vittime, portare alla luce questi movimenti giovanili possa essere uno stimolo per i giovani interpreti a scoprire il valore della disobbedienza civile e della partecipazione”.
La scelta non è casuale. In un’epoca dove l’indifferenza e il disimpegno sembrano spesso prevalere, riportare in vita la vicenda dei “Pirati” significa offrire un modello alternativo di protagonismo. Non una cospirazione politica strutturata, ma un rifiuto viscerale, incarnato nella musica, nell’amicizia, nel desiderio di normalità. Una resistenza fatta di gesti concreti: sottrarsi all’indottrinamento, creare comunità alternative, preservare spazi di bellezza e leggerezza in un mondo che voleva essere solo grigio e violento.

Sul palco della Casa delle Donne saliranno i giovani attori del laboratorio di teatro coordinato da Luisa Contessa ed Elisa Gabrielli: Maria Carboni, Carol Cardinali, Nicola Coronelli, Matteo Lysyshyn Fratini, Youssef Ghobni, Gemma Lucarelli Monti, Alessandra Nardi e Massimo Tiberti. Ai costumi, realizzati nel laboratorio condotto da Irene Sdogati, il compito di ricostruire visivamente quel contrasto tra l’uniforme militaresca imposta dal regime e lo stile trasgressivo e colorato dei ragazzi ribelli.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, segnale di una vocazione comunitaria e di service civile che da quasi quarant’anni caratterizza il Progetto Mandela. Nato a Terni nel 1988, il progetto rappresenta un’esperienza unica nel panorama educativo umbro, basata sull’uso del teatro e dei linguaggi creativi per sperimentare da protagonisti l’importanza dei diritti e riflettere sui grandi temi sociali. Non una scuola di recitazione fine a se stessa, ma un cantiere permanente dove si costruiscono strumenti di lettura critica della realtà.

Lo spettacolo del 27 gennaio non è un punto di arrivo, ma una tappa. Dopo il Giorno della Memoria, il Progetto Mandela sarà coinvolto nel festival ‘Resistenze Femministe’ promosso da Terni Donne APS (dal 6 al 15 marzo). Si lavora già allo spettacolo conclusivo dei percorsi laboratoriali 2025/2026, in programma il 22 aprile al Teatro Secci. E dalla fine di gennaio prenderà il via online ‘BiblioMandela’, un nuovo format dedicato all’approfondimento critico delle letture sui diritti. I laboratori – teatro, drammaturgia, comunicazione, costumi – restano gratuiti e aperti a nuovi ingressi, un invito costante a mettersi in gioco. Perché, come dimostra la storia dei “Pirati dell’Edelweiss”, la libertà non si eredita passivamente. Si sceglie, si pratica, si difende ogni giorno, anche solo imparando a cantare una canzone diversa da quella imposta dal coro dominante.